martedì 30 settembre 2008

GOVERNO, VELTRONI: DA PREMIER SOLO BALLE, VUOLE SCONTRO FRONTALE

GOVERNO, VELTRONI: DA PREMIER SOLO BALLE, VUOLE SCONTRO FRONTALE


Veltroni: ''Da premier solo balle, vuole scontro frontale'' FRASCATI (ROMA) - "Berlusconi passa metà del suo tempo ad insultare l'opposizione fino ad oggi, quando arriva a dire tre bugie, tre balle per ingannare gli italiani in una strategia di contrapposizione frontale con chi la pensa in modo diverso da lui". Il segretario del Pd Walter Veltroni attacca il presidente del Consiglio intervenendo al seminario dei senatori del Pd in corso a Frascati. Le "tre balle" denunciate da Veltroni si riferiscono a quanto riportato dai giornali sulla vicenda Alitalia. "Berlusconi dice - afferma il segretario del Pd - che Epifani voleva firmare l'accordo e che io avrei fatto da New York il diavolo a quattro per non farglielo firmare e ancora che D'Alema mi telefona per chiedermi se sono impazzito e quindi io cambio linea su Alitalia. Tre balle per ingannare gli italiani e poi quei giochini di utilizzare me e D'Alema finiscono lì perché nessuno di noi due é disposto a prestarsi". La realtà, aggiunge Veltroni, è che "queste balle fanno parte di una strategia di contrapposizione frontale mentre in un sistema democratico si convive con le opposizioni non le si insulta e non le si aggredisce". Per Veltroni, "il governo scambia il governare con la presa di potere e quindi tutto ciò che non è omogeneo è un fastidio da rimuovere ma il mio è un invito alla moderazione: 'Smettete di occuparvi del potere e tornate a governare l'Italià".

CAMORRA: MINNITI (PD), RISPOSTA FORTE E GIUSTA

CAMORRA: MINNITI (PD), RISPOSTA FORTE E GIUSTA


"E' una risposta forte e giusta alla sfida terroristica che i clan hanno lanciato allo Stato democratico. Un'operazione straordinaria, frutto di lunghe indagini, che colpisce i Casalesi sia sul terreno piu' propriamente 'militare' sia su quello della forza economica". Lo dice Marco Minniti, ministro dell'Interno nel governo ombra del Pd, a proposito delle operazioni contro il clan dei Casalesi avvenute nel casertano. "Esattamente quello che serve, specie se si sviluppa, come sta accadendo, in continuita' con un'azione che punta a ristabilire in quel territorio le condizioni della legalita' e della sovranita' dello Stato. Bene cosi' e di questo dobbiamo essere grati a magistratura, Polizia, Carabinieri e Finanza che meritano il plauso di tutto il Paese".

RAI: PD, PRESIDENTI CAMERE SBLOCCHINO SITUAZIONE

RAI: PD, PRESIDENTI CAMERE SBLOCCHINO SITUAZIONE


Appello dei capigruppo del Pd di Montecitorio e Senato ai presidenti Gianfranco Fini e Renato Schifani perche' sblocchino la "insostenibile situazione" che si e' determinbata in commissione di Vigilanza Rai. "Il ruolo dell'informazione pubblica in una moderna democrazia - scrivono Anna Finocchiaro e Antonello Soro - e' parte essenziale del rapporto tra i cittadini e la vita politico-istituzionale. E' davvero preoccupante che la maggioranza parlamentare, ormai da mesi, adotti un comportamento che impedisce l'elezione del Presidente di un organismo di garanzia vitale come la Commissione di Vigilanza Rai. Per questo rivolgiamo un appello ai Presidenti delle Camere affinche' assumano una iniziativa urgente volta a sbloccare questa insostenibile situazione".

PD CATANZARO, RIUNITA L'ASSEMBLEA PROVINCIALE

PD CATANZARO, RIUNITA L'ASSEMBLEA PROVINCIALE


L’assemblea provinciale del Partito Democratico, riunitasi il 29 settembre 2008, udita la relazione del Coordinatore provinciale, l’approva. L’assemblea provinciale: - mobilita tutte le strutture del Partito, in ogni Comune della provincia, in vista della manifestazione nazionale “Salva l’Italia” del 25 ottobre p.v. ed attiva ogni iniziativa per la raccolta delle firme della petizione lanciando per domenica 7 ottobre 2008 una giornata di raccolta firme straordinaria, in ogni Comune, e di promozione e sostegno di tutte le iniziative del Partito contro le scelte dell’attuale Governo a cominciare dalla manifestazione contro i tagli alla scuola pubblica prevista in Catanzaro nel mese di ottobre – alla presenza di Anna Finocchiaro, Presidente del gruppo Parlamentare del PD al Senato della Repubblica - ed a tal fine impegna i Democratici tutti, l’Esecutivo provinciale,i Sindaci, gli amministratori locali, i componenti dell’Assemblea nazionale e regionale, i consiglieri provinciali,i consiglieri regionali, i Parlamentari per la migliore riuscita della mobilitazione; - indice,successivamente all’ imminente approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, del disegno di legge delega sul federalismo fiscale, una giornata di approfondimento chiamando al confronto i rappresentanti degli Enti locali, della Regione Calabria, delle organizzazioni sindacali, delle categorie professionali, delle forze imprenditoriali, dell’associazionismo al fine di comprendere i contenuti del processo riformatore e di assumere eventuali ed idonee iniziative per modificarne gli impatti negativi nella nostra Regione; - impegna il Coordinatore provinciale e l’Esecutivo – in adesione a quanto previsto espressamente dal regolamento nazionale quadro per la selezione delle candidature alle cariche istituzionali - a convocare, immediatamente, le assemblee nei Comuni interessati alle elezioni amministrative della prossima primavera per procedere alla elezione dei comitati organizzatori - di cui all’art. 3 del regolamento - per la preparazione delle Primarie per l’individuazione dei candidati Sindaci del Partito nel rispetto delle modalità e dei tempi previsti; - impegna il Coordinatore provinciale a convocare , con immediatezza, un incontro con tutte le forze alternative al centrodestra al fine di individuare ogni idoneo percorso per rafforzare i governi locali e di costruire – in vista delle elezioni amministrative di primavera - coalizioni con chiare e visibili piattaforme programmatiche e con regole condivise che ne consentano, permanentemente, la coesione nel rispetto del mandato elettorale; - impegna il Coordinatore provinciale ad assumere – con immediatezza – ogni azione e modalità che dispieghino appieno un forte lavoro unitario del Partito ed assicurino, costantemente, la pluralità degli apporti in vista delle scadenze politiche, elettorali e congressuali. (Pasquale Mancuso, Esecutivo reg.le PD)

CROTONE: INTERROGAZIONE SENATORI PD SU RIFIUTI TOSSICI

CROTONE: INTERROGAZIONE SENATORI PD SU RIFIUTI TOSSICI


Con un'interrogazione con richiesta di risposta orale al Presidente del Consiglio e al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, i senatori del Pd Franco Bruno, Dorina Bianchi, Luigi De Sena, Daniela Mazzuconi riepilogano la vicenda dei rifiti tossici di Crotone, dove risultano implicati l'ex Pertusola Sud e l'Ilva di Taranto, che sono stati utilizzati in edilizia attraverso la cessione ad imprese di costruzioni, per la costruzione di alloggi popolari, villette, una banchina portuale, strade, ecc., utilizzando ben 350mila tonnellate di materiali tossici. I senatori chiedono di sapere: ''se risultino fondate le notizie apprese e quali provvedimenti si intendono adottare per favorire la bonifica totale dei siti; se dopo undici anni di commissariamento il Governo possiede qualche notizia in merito alla attivita' che si tengono nei territori in questione; se risulti fondata la notizia che studi specifici predisposti dal Ministero confermino la presenza di arsenico nel mare prospiciente la citta' di Crotone; se risulta un qualche coinvolgimento della criminalita' organizzata crotonese sia nella vicenda specifica sia piu' in generale nelle attivita' ambientali di natura economica di quel territorio; come il Governo intenda, con quali procedure, con quali risorse e in quanto tempo, favorire l'immediata rimozione di ogni rischio per la salute dei cittadini e procedere alla completa bonifica dei siti con l'eliminazione di tutti i problemi che attivita' condotte da imprese dello Stato italiano hanno provocato su quei territori''.

PD: D'ALEMA, CON VELTRONI CI SENTIAMO SPESSISSIMO

PD: D'ALEMA, CON VELTRONI CI SENTIAMO SPESSISSIMO


"Veltroni e io ci sentiamo e ci vediamo spessissimo". Cosi' Massimo D'Alema commenta l'incontro di oggi nella sede del Pd tra lui e Walter Veltroni. "Ci siamo scambiati qualche impressione e giudizio - spiega durante la trasmissione televisiva 'Otto e Mezzo' - sulla situazione americana. Abbiamo parlato delle prossime scadenze: dalla manifestazione del 25 ottobre alla conferenza programmatica che il Pd terra' a febbraio". Su un suo possibile incarico all'interno del Partito democratico osserva: "Io sono membro della direzione e ho precisato mille volte che non voglio avere delle cariche. Non ce ne' bisogno. Io sono presidente della fondazione culturale che e' un lavoro intensissimo. Faccio il mio lavoro e do' il mio contributo al Pd".

LUCA BINDI: Programma del Candidato SEGRETARIO NAZIONALE

LUCA BINDI: Programma del Candidato SEGRETARIO NAZIONALE
Programma del Candidato SEGRETARIO NAZIONALE

LUCA BINDI
Associazione “Giovani Democratici”
www.giovani-democratici.it
info@giovani-democratici.it




1 Liberalizzazione dei mercati dei prodotti e dei servizi

2 Liberalizzazione del mercato del lavoro e Sicurezza sul posto di lavoro. Sistema di ammortizzatori sociali e indennità di disoccupazione (per un massimo di tre anni) che consentano alle imprese la libertà di licenziamento. Adozione del modello della Flex Security Danese, per cui si offre un’indennità di disoccupazione ai lavoratori licenziati, per un periodo massimo di tre anni . Introduzione di una tassa sulla disoccupazione a carico delle imprese che finanzi il sistema di ammortizzatori sociali. Evoluzione del mercato del lavoro attuale a “due corsie” (il lavoro “fisso” e il lavoro “precario”) in mercato del lavoro “unico” ed eguale per tutti il lavoratori. Eliminazione del valore legale della laurea. Aumento del tasso di partecipazione al lavoro, in particolare la partecipazione femminile al lavoro. Riduzione del carico fiscale sul lavoro, per disincentivare la pratica del lavoro nero. Tutela del lavoro, non tanto del posto di lavoro.



3 Meritocrazia, Mobilità Sociale e Giustizia Sociale. Si raggiungono attraverso la liberalizzazione dei mercati di beni e servizi e del mercato del lavoro, l’eliminazione del valore legale della laurea e la liberalizzazione dell’accesso alle professioni, la libera informazione sui costi delle prestazioni dei liberi professionisti. Con una ridotta mobilità lavorativa, si rischia di incorrere in un’allocazione inefficiente della forza lavoro e una ridotta produttività del lavoro.


4 Elezioni Primarie a tutti i livelli e disciplinate per legge, Personalità Giuridica ai Partiti e Pluralità e Imparzialità dei Mezzi di Informazione. Il finanziamento della politica necessita di norme trasparenti e maggiori controlli. I partiti che accedono al contributo pubblico devono avere la personalità giuridica, in modo da permettere una seria verifica dei bilanci e delle fonti di finanziamento. I mezzi d’informazione devono essere plurali ed imparziali; grandi gruppi industriali non possono più controllare i mezzi di comunicazione e ricevere i contributi pubblici.


5 Immigrazione. Stimolare un’immigrazione di personale qualificato straniero verso l’Italia, attraverso lo snellimento burocratico e la liberalizzazione del mercato del lavoro. Maggiore controllo dell’immigrazione all’entrata e selezione dell’immigrazione. Limitazione dell’immigrazione ad un livello che equilibri la domanda di lavoro delle imprese italiane e la sostenibilità di “inflow” di immigrati delle comunità locali residenti.

6 Sicurezza. Maggiori Finanziamenti alle Forze dell’Ordine. Aumento dei pattugliamenti. Diffusione di una nuova cultura della legalità e del senso civico. Controllo sui reati fiscali e reintegrazione del reato penale per il falso in bilancio. Stimolare il recupero della disonestà fiscale e lotta all’evasione.


7 Istruzione, Università e Ricerca. Contratti per ricercatori e docenti individuali con incentivi alla ricerca e pubblicazioni. Sistema di disincentivi alla docenza universitaria oltre i 55 anni. Perseguimento di un rinnovamento delle docenze sulla base del merito e della propensione a fare ricerca.


8 Efficienza del Sistema giudiziario e riduzione dei costi per aprire un’impresa. Pubblicazione dei database liberamente consultabili riguardo l’operatività del sistema giudiziario italiano. Riduzione dei tempi, dei permessi e dei costi necessari all’apertura di una nuova impresa



9 Sostenibilità dei Conti pubblici. Riduzione del prelievo fiscale sui redditi e riduzione della spesa pubblica. Riduzione della componente previdenziale all’interno della componente aggregata della spesa sociale. Riforma del Sistema pensionistico che tenga conto di criteri attuariali, e non “politici”, e quindi del continuo invecchiamento della popolazione. Realizzazione di un sistema di incentivi sui Titoli di Stato emessi dai Paesi dell’UE, per cui i Paesi ad elevato debito pubblico e lontani dal pareggio di bilancio sono costretti a risanare le proprie finanze, pena un aumento dei tassi sui titoli emessi.


10 Salute e Tutela del Territorio. Pubblicazione dei database di dati liberamente consultabili riguardanti l’operatività del Sistema Sanitario Nazionale. Pubblicazione e informazione riguardo lo stato di salute del Territorio. “Ambientalismo del Fare”. No all’”Ambientalismo del NO”.

PARTE IL CANTIERE PER LE PRIMARIE DEI GIOVANI.

Pierfrancesco Maran: le primarie dei giovani

Le primarie giovani stanno andando come si immaginava, purtroppo. Facciamo la sintesi della situazione:

· il PD non è in un buon momento, e fare una consultazione tra i giovani controvento è un casino, tanto più che le vecchie giovanili non hanno mai brillato per capacità di mobilitazione.
· Sicuramente la situazione sarà migliore di come appare, sta di fatto che ad oggi la vecchia Segretaria della Margherita, Pina Picerno, è Ministro Ombra, il vecchio Segretario della Sg, Raciti, è il futuro vincitore delle primarie, difficile dire che non sia una spartizione.

· La conseguenza è che sui territori il livello di coinvolgimento è limitato solo agli attivisti più stretti.

· Tutti i quotidiani parlano delle pressioni che stanno arrivando dal Partito verso i giovani. Un atteggiamento, se vero, tra il vergognoso ed il ridicolo, con il risultato di trasformare dei ragazzi che hanno primariamente il compito di rappresentare una generazione e di diventare futura classe dirigente, in funzionari disillusi.

· Raciti ha degli avversari, però sia Dario Marini, sia la radicale Giulia Innocenzi (che ha rilasciato un’intervista che va proprio letta sul Corriere di oggi) non hanno, ovviamente, i numeri per essere veramente in gara

Era un’iniziativa goliardica che mi indicava come Segretario Nazionale, però qualcosa del genere sarebbe estremamente salutare alla giovanile. E le telefonate che ho ricevuto da molti in queste 24 ore testimoniano un’insofferenza verso la scarsità di scelta.

Questo il quadro, ora però o ci si inventa qualcosa oppure si fa un flop colossale col rischio di ingrigire ed imbruttire i ragazzi che, molto spesso con passione genuina, ci si sono imbarcati. I vertici, nazionali e locali del PD, dovrebbero smettere di sgomitare negli assetti e chiamare questi ragazzi solo se hanno modi concreti per mettere il Partito a disposizione della giovanile, per organizzare incontri e spazi di visibilità. Ma soprattutto i candidati, Raciti in testa, devono ricordarsi di essere giovani, smetterla di parlare di tatticismi e volare alto. E’ l’unico modo perché un movimento giovanile non sia un deposito per giovani burocrati, ma un luogo di stimolo, partecipazione, costruzione di future leadership (di cui abbiamo tremendamente bisogno). Non c’è nulla di peggio, dicono con amara ironia tutti gli articoli che parlano di queste primarie, che dei giovani che sembrano più vecchi dei vecchi. Però vedere all’improvviso uno scatto di orgoglio, di politica alta ed appassionata, anche di ribellione, cambierebbe le carte in tavola. A questo Partito serve una scossa, sarebbe bello che per una volta (la prima?) si dimostrassero all’altezza di darla i ragazzi della giovanile. Se non ne saranno in grado non succederà naturalmente nulla, pazienza sarà per un’altra volta, però sarebbe un’occasione persa.

Pierfrancesco Maran
http://www.pier.ilcannocchiale.it/




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Dario Marini “Voglio una nuova giovanile”

Dario Marini, ufficializza la propria candidatura attraverso la costituzione in facebook del comitato nazionale “Dario Marini Segretario” e annuncia i principali punti programmatici della sua campagna. Dario Marini, nasce politicamente dentro il percorso del Partito Democratico, membro della direzione provinciale del PD Bresciano e allievo della scuola di formazione politica CFP presieduta da Massimo Cacciari. E dichiara: “oggi, in assenza di certezze circa il nostro futuro, in assenza di ideologie totalizzanti (per fortuna….!!), è venuto il momento di sperimentare politiche nuove, senza pregiudizi che aggiunge: “i concetti di destra e sinistra così come li abbiamo ereditati dal passato, non hanno più senso”.

Voglio una realtà nuova, che non sia solamente l’unione di due tradizioni del passato: la mia sfida è creare insieme ai ragazzi e ragazze italiani una nuova cultura democratica.
Voglio che i giovani siano protagonisti nel PD, attraverso la freschezza delle idee e delle proposte.
Non voglio chiudermi nell’autoreferenzialità, ma vivere tra i giovani, le loro passioni, speranze e aspettative per il futuro.

Voglio un linguaggio nuovo, che sia semplice, concreto e capace di parlare alle generazioni di oggi e domani. Voglio sperimentare un modo nuovo di essere giovani nel PD. INSIEME, POSSIAMO CAMBIARE

Dario Marini
- Candidato alla segreteria Nazionale dei Giovani Democratici

comitatoperdariomarinisegretario@hotmail.it







Il Regolamento e i Moduli

Scarica il modulo per la presentazione della candidatura alla carica di segretario politico nazionale dell'organizzazione giovanile del PD

Art. 1 Costituzione dell’organizzazione giovanile del PD

1.L’organizzazione giovanile del PD si costituisce mediante elezioni primarie aperte a tutti i giovani di età compresa tra i 14 e i 29 anni che sottoscrivono l’Appello per l’Organizzazione Giovanile del Partito Democratico, nel proprio territorio di appartenenza.
2.I partecipanti alle primarie, al momento del voto, versano la cifra di 1€ quale contributo all’autofinanziamento per lo svolgimento delle stesse.
3. Le elezioni primarie si terranno su tutto il territorio nazionale, il 17 e 18 ottobre.
4.I seggi rimarranno aperti dalle 10 alle 18 il 17 ottobre e dalle 14 alle 24 il 18 ottobre, fatto salvo per seggi speciali individuati in accordo con il CPR.


Art. 2 Il “Manifesto fondativo”

Il “Manifesto Fondativo” dell’organizzazione giovanile del PD, nello spirito della più ampia partecipazione, viene elaborato dal Tavolo Nazionale entro il 28 di settembre e rappresenta la base per la discussione politica nelle Assemblee Fondative Territoriali.


Art 3 Il Comitato Promotore Nazionale (CPN)

Il Comitato Promotore Nazionale coordina la fase costituente dell’organizzazione giovanile del PD. E’ convocato e presieduto da un dirigente del partito incaricato dal segretario politico.
Il CPN:
• Predispone la bozza di “Manifesto Fondativo”, lo inoltra ai Comitati promotori Regionali e Provinciali e ne cura la pubblicità e la più ampia diffusione fino alle Assemblee Fondative Territoriali.
• Predispone la Bozza di Statuto Nazionale che sarà emendata e approvata dall’Assemblea Costituente Nazionale
• Raccoglie le candidature a Segretario Nazionale ai sensi dell’art 6 comma 1 del regolamento
• Nomina i Comitati Promotori Regionali, composto ognuno da 5 a 15 componenti.
• In base al numero di componenti dell’Assemblea Nazionale stabilito all’art. 10 comma 1 del regolamento assegna ad ogni Provincia, in base ad un riparto Regionale, il numero loro spettante di delegati in ragione, per il 50% in base alla popolazione di ogni regione e per il restane 50% delle percentuali prese dal PD nelle elezioni della Camera dei Deputati in ogni singola regione.
• Decade al momento dell’elezione della presidenza dell’assemblea Nazionale.


Art 4 Il Comitato Promotore Regionale (CPR)

Il Comitato Promotore Regionale coordina lo svolgimento delle elezioni primarie dell’organizzazione in ciascuna regione.
Il CPR:
• Nomina i Comitati Promotori Provinciali composto ognuno tra i 5 e i 15 componenti.
• Nomina il collegio regionale dei garanti composto da 3 componenti.
• Svolge le funzioni di Presidenza dell’Assemblea Costituente Regionale.
• Decade al momento dell’elezione dell’assemblea Nazionale e Regionale.


Art 5 Il Comitato Promotore Provinciale (CPP)

Il Comitato Promotore Provinciale coordina la fase costituente dell’organizzazione in ciascuna provincia.
Il CPP:
• Coordina le primarie nel proprio territorio, garantendone il regolare svolgimento.
• Individua e gestisce l’apertura dei seggi elettorali. Per l’apertura di un seggio il CPP assicura, preventivamente, la presenza di un presidente e di minimo due scrutatori. Il numero dei seggi non potrò essere inferiore alla metà dei delegati assegnati ad ogni provincia.
• Assicura la massima partecipazione alle Assemblee Fondative Territoriali o d’Ambiente ed il regolare svolgimento delle stesse. Accoglie le dichiarazioni di intenti o gli ordini del giorno presentati, discussi nelle Assemblee Fondative Territoriali o d’Ambiente.
•Istruisce la presentazione degli stessi nelle Assemblee Regionali.
•Decade al momento della convocazione dell’assemblea nazionale.


Art 6 Candidatura a Segretario nazionale

1. La candidatura a Segretario nazionale deve essere presentata al CPN entro il 3 ottobre e deve essere corredata da almeno 600 firme in non meno di 5 regioni e almeno 50 in ognuna di esse raccolte su moduli nazionali scaricabili dal sito del Pd. Ciascun candidato, oltre a sottoscrivere il manifesto dell’organizzazione, è tenuto a presentare un proprio documento politico d’intenti.
2. Il segretario Nazionale è eletto mediante elezioni Primarie aperte a tutti i giovani tra i 14 e i 29 anni lo stesso giorno delle elezioni per i delegati all’Assemblea Nazionale e Regionale.


Art 7 Assemblee fondative, territoriali o di ambiente

1. Per favorire la più diffusa partecipazione possibile alle elezioni primarie e per stimolare la più ampia ed approfondita discussione politica sono organizzate Assemblee Fondative di carattere Territoriale o di Ambiente.
2. In tutte le Assemblee Fondative Territoriali o di Ambiente devono essere previste sedute di discussione e sul Manifesto Fondativo e sui documenti politici.
3. Le Assemblee Fondative Territoriali o di Ambiente si terranno tra il 4 e il 15 ottobre e saranno promosse dai CPP.
4. I nomi dei partecipanti verranno registrati in un apposito elenco dei partecipanti.


Art 8 Elezioni dei delegati all’Assemblea Nazionale.

1. Tutti i partecipanti alle Elezioni Primarie, previo il pagamento di 1 € e la sottoscrizione dell’Appello acquisiscono il titolo di fondatori dell’organizzazione giovanile del PD.
2. I dati dei partecipanti verranno registrati in un apposito albo degli aderenti.
3. Sarà cura della Presidenza del Seggio e riportare i risultati della discussione delle votazioni al CPP, nonché l’elenco dei partecipanti.
4. I delegati all’Assemblea Nazionale si eleggono con una lista unica aperta e la preferenza singola di genere. Ogni candidato può presentare la propria candidatura al CPP entro i tre giorni precedenti il giorno delle votazioni presentando un minimo di 30 firme. Ogni persona può firmare a sostegno di una singola candidatura.
5. Nel locale del seggio devono essere esposte le liste dei candidati e delle candidate a delegato.
6. Sarà cura del Presidente del seggio riportare al CPP i risultati delle votazioni.
7. Il CPP, d’intesa con il CPR e seguendo la normativa del CPN, prevede all’interno del territorio provinciale, l’ubicazione dei seggi che concorreranno alla elezione dei delegati all’Assemblea Costituente Nazionale. Per favorire la più diffusa partecipazione possibile alle Primarie tali luoghi dovranno essere luoghi di massima visibilità e presenza giovanile ( piazze, luoghi di studio, ecc…)


Art 9 Elezioni dei delegati all’Assemblea Regionale

1. Nello stesso giorno e negli stessi luoghi delle elezioni dei delegati all’Assemblea Nazionale avvengono le elezioni dei delegati all’Assemblea Regionale.
2. I delegati all’Assemblea Regionale si eleggono con una lista unica aperta e la preferenza singola di genere. Ogni candidato può presentare la propria candidatura al CPP entro i tre giorni precedenti il giorno delle votazioni presentando un minimo di 15 firme. Ogni persona può firmare a sostegno di una singola candidatura.
3. Nelle vicinanze del seggio devono essere esposte le liste dei candidati e delle candidate a delegato.


Art 10 L’assemblea nazionale

L’assemblea nazionale è composta da 1000 membri eletti in rappresentanza delle diverse realtà regionali.
• Proclama Segretario Nazionale il candidato che ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti, espressi in maniera libera e segreta.
• Qualora il documento presentato dal candidato non fosse approvato nella modalità suddetta si provvederà all’elezione del Segretario nazionale con voto segreto di tutti i costituenti nazionali.
• Emenda ed approva il Manifesto Fondativo.
• Elegge la direzione nazionale.
• Vota nome e simbolo dell’organizzazione.
• Approva lo statuto ( vedi partito!)
• Definisce il percorso di costruzione dei livelli territoriali.
• Convoca il primo congresso dell’organizzazione giovanile.
• Compie tutti gli adempimenti che l’assemblea stessa riterrà opportuno e svolge tutte le funzioni che gli saranno delegate dallo statuto nazionale.


Art 11 L’Assemblea Regionale

L’assemblea regionale è composta un numero di membri eletti in rappresentanza delle diverse realtà provinciali
• E’ l’organo di coordinamento e direzione politica dell’organizzazione giovanile all’interno del territorio regionale.


Art 12 Partecipazione on line

Il “Manifesto fondativo” sarà pubblicato on line su www.partitodemocratico.it i commenti,le osservazioni, le proposte di emendamento al manifesto raccolte via internet, saranno oggetto di discussione delle assemblee Fondative.


Art 13 Norme transitorie

1. Gli eletti di ciascuna provincia in assemblea regionale e nazionale hanno funzione di coordinamento politico fino a elezione degli organi territoriali;
2. L’ assemblea Regionale viene convocata per la prima volta dal CPR regionale;
3. Per quanto non previsto nel presente Regolamento si fa riferimento allo Statuto del PD e alle ulteriori deliberazioni del CPN che saranno emanate solamente ad integrazione del presente regolamento.
4. L’applicazione del presente regolamento è responsabilità del CPN che si costituirà in Ufficio Tecnico anche suddividendosi in commissioni al fine di garantire il corretto svolgimento del percorso costituente.


di Serino

Esprimiamo profonda insoddisfazione nel constatare l’impronta verticistica che si sta dando alla giovanile che si appresta ad essere formata. Dopo aver appreso i nomi che compongono il comitato promotore regionale abbiamo rilevato l’assenza di componenti della nostra provincia, ancora una volta penalizzata, e cosa più grave non ci sono stati ne momenti assembleari ne di discussione alcuna nelle fasi preliminari!

Con forza facciamo presente che non staremo a guardare in silenzio quello che sta succedendo! Riteniamo che gli interessi di pochi non debbano prevalere sui più che vogliono creare la giovanile del PD partendo dalla base e non dal vertice!

Invitiamo tutti quei ragazzi che come noi credono in una giovanile libera e democratica a non subire passivamente quello che si sta delineando, diffidando di coloro che anziché parlare di proposte e programmi in questo momento pensano a posizionamenti vari, dimostrando ancora una volta che a rendere giovane una persona non è il, mero, dato anagrafico!
Continueremo a lavorare sul territorio cercando di dare il nostro contributo anche a livello provinciale e regionale, mantenendo con il Partito, come sempre, un rapporto di stretta collaborazione ma di assoluta autonomia che ci ha sempre contraddistinto a tutti i livelli.




COMITATO PER DARIO MARINI SEGRETARIO: Siamo democratici! Primi passi falsi: Dove sono i moduli?

Il 17 e 18 ottobre i giovani democratici saranno chiamati a fondare la organizzazione giovanile del partito democratico partecipando alle elezioni primarie del segretario nazionale e delle assemblee fondative. Il regolamento redatto con modalità che risultano tuttora essere poco trasparenti, prevede il deposito delle firme di sostegno alla candidatura nazionale, entro il 25 settembre su “appositi moduli disponibili sul sito del partito”. Ad oggi, meno di una settimana prima della scadenza, non c’è traccia di questo modulo. Le nostre proteste degli ultimi giorni sono state vane. Questo episodio testimonia come la strada intrapresa finora dalla giovanile non sia coerente e in linea con lo spirito partecipativo, aperto e libero nei cui auspici è nato il Partito Democratico. Vecchi riflessi dirigistici sembrano ancora impadronirsi dei processi decisionali anche nel mondo giovanile che, per sua natura, dovrebbe essere più sensibile alle istanze di cambiamento e di riforma della politica a partire dai suoi metodi. Vorremmo una giovanile diversa, vorremmo che il 17 e il 18 ottobre, sulle schede che migliaia di giovani si troveranno davanti nei seggi allestiti presso scuole e università e comuni delle province italiane, si possano confrontare schiettamente diverse visioni sulla giovanile, sul partito e sull’Italia del domani.

Il “comitato per DARIO MARINI segretario” sta affrontando tutte queste difficoltà per consentire che si giunga a una discussione vera su come dovranno organizzarsi i giovani del partito del riformismo italiano. Invitiamo tutti i giovani dai 14 ai 29 anni che vogliano rendersi partecipi di questo cambiamento a contattare il comitato all indirizzo comitatoperdariomarinisegretario@hotmail.it


Dario Marini
cell.3392839246
www.dariomarini.wordpress.com
Palazzolo s/O - BRESCIA -

lunedì 29 settembre 2008

GOVERNO: FRANCESCHINI, BASTA INSULTI. DOVE SONO MIRACOLI BERLUSCONI?

GOVERNO: FRANCESCHINI, BASTA INSULTI. DOVE SONO MIRACOLI BERLUSCONI?


Qualcuno dovrebbe dire a Berlusconi che nei sistemi democratici esiste l'opposizione. La smetta quindi con gli insulti e le aggressioni, e piuttosto provi a spiegare agli italiani dove sono finiti i miracoli che aveva promesso''. Lo afferma in una nota Dario Franceschini, vicesegretraio del Pd. ''Dopo cinque mesi di governo - sottolinea Franceschini - i risultati sono questi: l'inflazione e' ai livelli piu' alti dal 1996; Confindustria lancia l'allarme perche' il Paese e' in piena recessione; l'Istat certifica, proprio questa mattina, 291 mila disoccupati in piu' rispetto allo scorso anno''.

GOVERNO, MOZIONE PD: LOTTA ALLA POVERTA' ED ALLE DISEGUAGLIANZE

GOVERNO, MOZIONE PD: LOTTA ALLA POVERTA' ED ALLE DISEGUAGLIANZE


Il Partito democratico chiede al governo un impegno straordinario contro la povertà e la diseguaglianza sociale. “Tra i Paesi dell'Europa dei quindici - si legge nella mozione presentata dalla capogruppo nella commissione Affari sociali della Camera, Livia Turco - la situazione italiana è tra le peggiori con un livello di disuguaglianza più elevato e una situazione di gravità della povertà più marcata. In Italia, secondo l’Istat, le famiglie povere sono 2 milioni 623 mila, mentre gli individui poveri sono 7 milioni 537 mila. Per questo - prosegue il documento presentato dal Pd che verrà discusso oggi alla Camera chiediamo che il governo promuova un piano nazionale integrato di lotta a tutte le forme di povertà definendo i livelli essenziali delle prestazioni sociali in modo da garantire su tutto il territorio nazionale sia risorse adeguate per il mantenimento, sia opportunità per l'inserimento sociale. Al fine di assicurare ad ogni famiglia, che non disponga di un reddito superiore alla soglia di povertà la possibilità di esigere un'erogazione monetaria transitoria di integrazione del proprio reddito, attraverso un reddito di ‘solidarietà attiva’ o un ‘reddito minimo d'inserimento’”. “Servono inoltre - si legge ancora nella mozione - misure per combattere la povertà minorile, per prevenire lo scivolamento nella povertà dei cittadini vulnerabili, che vivono in condizioni di precarietà, e poi incentivi alla piccola imprenditoria attraverso il microcredito e il prestito d’onore e la creazione di un fondo nazionale per il contrasto alla grave emarginazione. Quello della povertà - sottolinea Livia Turco - è un tema tremendamente serio che non può rimanere in secondo piano. Noi chiediamo al governo di metterlo al primo posto delle proprie priorità e di intervenire con urgenza e serietà. La nostra mozione - conclude - è la richiesta di un impegno straordinario e la disponibilità a collaborare”.

PARCO NAZIONALE POLLINO: PITTELLA (PD), OK A SVILUPPO

PARCO NAZIONALE POLLINO: PITTELLA (PD), OK A SVILUPPO


Cosenza, 29 set - ''La sottoscrizione dell'intesa istituzionale per nuove politiche di sviluppo territoriale nell'area del Parco Nazionale del Pollino e' il metodo giusto per programmare, avendo come riferimenti gli strumenti e le risorse finanziarie che l'Unione Europea mette a disposizione delle Regioni e del Paese, il futuro del territorio protetto calabro-lucano''. L'europarlamentare Gianni Pittella commenta cosi' l'Intesa siglata a Piano Ruggio, nel Parco del Pollino, dalla Regione Basilicata, Regione Calabria, Province di Potenza, Matera e Cosenza, Ente Parco del Pollino e Comunita' del Parco. ''Unirsi nel nome di un unico obiettivo - prosegue Pittella - avendo come riferimento il Fondo per le Aree Sottoutilizzate (FAS), i Programmi Operativi Regionali (POR) del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e del Fondo Sociale Europeo (FSE), i Programmi di Sviluppo Rurale (PSR) del FEARS e i POIN, i Programmi Operativi Interregionali Nazionali, fa fare al Pollino quel salto di qualita' che merita, essendo una delle piu' grandi aree naturali d'Europa''. ''In funzione dei suoi incommensurabili valori - ricorda l'europarlamentare - gia' cinquant'anni fa, la montagna calabro-lucana veniva prescelta per festeggiare la Festa della Montagna, il cui anniversario e' stato celebrato oggi. Per quanto, fortunatamente, le condizioni di vita delle nostre popolazioni siano sensibilmente migliorate, il percorso indicato dal presidente del Parco del Pollino, Domenico Pappaterra e abbracciato dalle due Regioni, dalle Province e dalla Comunita' del Parco, condiviso pure dal partenariato sociale, non puo' che essere quello indicato per rafforzare i valori naturali del Parco, consolidarli e preservarli, e fare di essi il motivo unico e forte per cui fondare la propria vita in questi territori, sapendo di poter riuscire nell'impresa di vivere dignitosamente con soddisfazione e orgoglio''.

CALABRIA: LARATTA E BRUNO (PD), FAREMO BARRICATE PER PRECARI

CALABRIA: LARATTA E BRUNO (PD), FAREMO BARRICATE PER PRECARI


Cosenza, 29 set - ''Saremo pronti a fare le barricate in parlamento e nelle piazze se il governo non ritira la norma che con un tratto di penna sopprime il destino di migliaia di precari''. Reagiscono con toni duri i parlamentari calabresi del Partito democratico, Franco Laratta e Franco Bruno, alla notizia secondo cui il governo avrebbe inserito al collegato alla finanziaria 2009 un emendamento che azzera i processi di stabilizzazione nel pubblico impiego previsti dalle ultime due manovre del governo Prodi. ''E' un fatto gravissimo senza precedenti - giudicano Bruno e Laratta - destinato a creare allarme sociale e forte preoccupazione per decine di migliaia di lavoratori, soprattutto avra' effetti inimmaginabili in una regione debolissima come la Calabria, che con il precedente governo, riusci' a fatica ad ottenere 60 milioni di euro per la stabilizzazione dei precari''.

FEDERALISMO/CALABRIA: LARATTA (PD), CREERA' NUOVO BRIGANTAGGIO

FEDERALISMO/CALABRIA: LARATTA (PD), CREERA' NUOVO BRIGANTAGGIO


Cosenza, 29 set - ''Con la chiusura di molte scuole dell'obbligo, i piccoli comuni calabresi (il 70% del totale) diventeranno rapidamente ''villaggi fantasmi'; con il federalismo fiscale in salsa leghista l'intera regione fara' un notevole passo indietro, mentre saranno tagliati tutti i servizi e il livello della loro qualita' si abbassera' notevolmente; con il taglio delle risorse previste per la stabilizzazione dei precari calabresi, si rischia di trasformare migliaia di giovani in nuovi poveri. Temo che il governo stia provocando una rivolta sociale nel sud, con una degenerazione che ricordera' molto da vicino l'antico brigantaggio''. Lo ha detto il deputato del Pd, Franco Laratta, nel corso di un incontro a Camigliatello Silano (Cs) con operatori del mondo della scuola, sindaci e amministratori locali. ''Temo -ha aggiunto il deputato- che sia stata fatta una scelta chiara per destabilizzare il Sud Italia e allontanarlo dalla comunita' civile nazionale, proprio ora che si apriva una fase importante di sensibilizzazione della societa' civile verso i temi della lotta alla criminalita' e alla corruzione, con un rinnovato impegno della politica nella lotta al malaffare. Noi - ha concluso Laratta - non possiamo accettare che il Mezzogiorno venga eliminato e spinto sempre piu' fuori dal contesto nazionale. Per cui, o il governo cambia rapidamente registro e la smette con le provocazioni verso il sud, oppure noi chiameremo la gente a reagire duramente con forme di lotte assolutamente forti''.

CROTONE: SCUOLE COSTRUITE COI VELENI, SPARITO IL VIDEO PROVA

CROTONE: SCUOLE COSTRUITE COI VELENI, SPARITO IL VIDEO PROVA


C'era anche un filmato, che è stato cancellato, a descrivere come avveniva lo smaltimento delle scorie tossiche della Pertusola utilizzate per costruire anche scuole pubbliche. Un giallo che apre nuovi interrogativi su un'indagine avviata nel 1999 e conclusasi solo da qualche giorno con sette avvisi di garanzia e un'ipotesi d'accusa sconvolgente: disastro ambientale. Qualcuno tra gli inquirenti del Nisa (Nucleo investigativo sanità e ambiente) sostiene che le videocassette fossero addirittura due, ma di una non si è trovata traccia negli archivi della procura. Di quella invece in mano al pm Pierpaolo Bruni, scorrendo le immagini si vede solo un quadro bianco. Tutto cancellato. «Ho aperto un fascicolo sulla sparizione» dice Pierpaolo Bruni, titolare dell'inchiesta sullo smaltimento illegale delle scorie tossiche. In quel filmato realizzato nel 1999 dal Nisa (nucleo investigativo sanità e ambiente) c'era la prova di come gli operai delle imprese Crotonscavi e Ciampà miscelavano i rifiuti tossici che poi sotterravano nei cantieri. L'attenzione degli uomini del Nisa si era soffermata su quel materiale scuro e granuloso, che nulla aveva a che fare con la malta cementizia. Quella miscela di cubilot, scarto della Pertusola e loppa d'altoforno, proveniente dall'Ilva di Taranto, era invece una bomba ecologica perché conteneva magnesio, piombo, arsenico e cadmio. Sostanze simili sono state trovate dai periti della Procura nei 18 siti sequestrati (scuole, porto, ville e strade), tutte realizzate dalle due imprese finite sotto inchiesta. In un primo momento si era pensato a una smagnetizzazione del video, però poi si è accertato che sopra quelle immagini qualcuno ne aveva registrate altre. Volutamente? E soprattutto, chi aveva l'interesse ad oscurare quelle prove? Il lungo periodo, nove anni, trascorso dall'inizio dell'inchiesta potrebbe aver danneggiato il video? Interrogativi che dovrà sciogliere l'indagine affidata alla squadra mobile. Al giallo del video scomparso si aggiungono poi i dubbi sul perché questa indagine sia durata nove anni. L'ex procuratore capo di Crotone Franco Tricoli, insediatosi proprio nel 1999, e rimasto in carica fino a luglio scorso, dice di aver fatto tutto quello che era necessario fare. «Avevo sollecitato lo smaltimento dei rifiuti e avevo informato delle scorie tossiche sia la Commissione antimafia sia la Prefettura. Non ho preso provvedimenti cautelativi, in questi anni, perché i periti non mi hanno prospettato l'esigenza di un pericolo imminente». Diversa la valutazione del pm Pierpaolo Bruni. «Il primo atto che ho fatto è stato quello di chiedere al gip il sequestro delle aree a rischio. C'è il pericolo di una contaminazione qualora si smuovesse la terra sotto la quale sono state smaltite le scorie». Che potrebbero essere state riversate anche in mare, nella riserva protetta nelle acque antistanti Crotone. Questo almeno hanno scritto in una relazione presentata nell'ottobre del 2007 al ministero dell'Ambiente gli esperti del consorzio nazionale interuniversitario. La documentazione è stata già richiesta dal pm Bruni. (corriere.it)

RIFORME, D'ALEMA: NON SE NE FANNO DA TANTI ANNI, E' DRAMMATICO RIFORME, D'ALEMA: NON SE NE FANNO DA TANTI ANNI, E' DRAMMATICO

RIFORME, D'ALEMA: NON SE NE FANNO DA TANTI ANNI, E' DRAMMATICO RIFORME, D'ALEMA: NON SE NE FANNO DA TANTI ANNI, E' DRAMMATICO


In Italia da tanti anni non si fanno più grandi riforme, e si spaccia per riforma qualsiasi provvedimento: lo ha affermato Massimo D'Alema, presidente della Fondazione Italianieuropei ed ex ministro, intervenendo ad un dibattito al Festival della Salute di Viareggio. "In Italia si parla molto di riforme, e viene spacciato per riforma anche il ritorno al voto in condotta - ha spiegato - io sono stato educato all'antica per cui sono a favore, però non mi sembra una riforma, lo definirei un provvedimento. Il dramma vero è che nel nostro Paese di grandi riforme non se ne fanno da tanti anni". A tale proposito, D'Alema ha ricordato che "l'istituzione del Servizio Sanitario Nazionale è stata una grande riforma, e lo dico per ricordare una stagione politica che viene spesso ricordata come se fosse stata solo una stagione di guai o di tragedie. Nel 1978 c'erano la Solidarietà Nazionale e il terrorismo, era un'altra Italia - ha spiegato - eppure in quell'anno si fece il Servizio Sanitario Nazionale, la legge 180 che difendo come una grande e civile riforma, e la legge 194, che difendo anch'essa come una grande e civile riforma. Riforme vere, che hanno cambiato il Paese, che hanno inciso sulla vita delle persone".

SCUOLA E GIUSTIZIA: PDL E PD AFFILANO LE UNGHIE (IL PUNTO)

SCUOLA E GIUSTIZIA: PDL E PD AFFILANO LE UNGHIE (IL PUNTO)

Roma, 29 set - La settimana politica inizia dopo un botta e risposta tra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi che non ha precedenti dall'inizio della legislatura. Se il segretario del Pd ha parlato per l'Italia di ''pericoli di autoritarismo'' sul modello moscovita del governo di Putin, il premier ricorda di avere ricevuto la maggioranza dei voti dagli elettori e avvisa: ''Non parliamo piu' di dialogo, per favore, perche' con quello che dicono, hanno detto e per come si sono comportati e' una cosa addirittura ridicola pensare che con gente del genere si possa collaborare''. Questa contrapposizione non potra' che riprodursi su tutte le questioni in agenda. Questa mattina alle 11 inizia per esempio alla Camera la discussione in Aula per la conversione in legge del decreto-legge recante ''disposizioni urgenti in materia di istruzione e universita'''. Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, ha gia' annunciato che non accettera' emendamenti da parte dell'opposizione. La previsione e' percio' uno scontro parlamentare senza esclusioni di colpi, mentre Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, ha gia' pronunciato le fatidiche parole ''sciopero generale sulla scuola'' nella manifestazione di sabato scorso a Roma del suo sindacato, ritenendo necessario il ricorso alla mobilitazione se il governo non rivedra' le norme sui precari e sui tagli degli insegnanti. C'e' poi il problema del ''lodo Alfano'', la legge che ha reso non processabili il presidente della Repubblica, il premier e i presidenti di Camera e Senato. Berlusconi, che ha trascorso quattro giorni in una beauty farm in Umbria, si dice convinto che il provvedimento passera' indenne l'esame della Corte Costituzionale, ma in caso contrario annuncia una ''profonda riflessione sulla giustizia''. Il problema del ''lodo Alfano'' e' tornato di attualita' perche' il pm Fabio De Pasquale ha sollevato un'eccezione di costituzionalita' sul ''lodo'' nel processo che vede imputato, fra gli altri, Berlusconi per presunte irregolarita' nella compravendita dei diritti televisivi da parte di Mediaset. Il pm ha chiesto ai giudici di mandare gli atti alla Corte costituzionale per dichiarare la nullita' della norma entrata in vigore il 26 luglio scorso per tutelare la alte cariche dello Stato. Il premier, che oggi festeggia il suo compleanno numero settantadue, aggiunge alla polemica con Veltroni e alla difesa del ''lodo Alfano'' la convinzione che d'ora in poi bisognera' fare in fretta ad approvare l'ammodernamento della Pubblica amministrazione, l'applicazione del federalismo fiscale, la riforma della giustizia, le nuove norme elettorali per le elezioni europee della prossima primavera. L'elenco potrebbe continuare con il rinnovo dei vertici della Rai, l'elezione del presidente della Commissione parlamentare di vigilanza sul servizio pubblico radiotelevisivo (la maggioranza continua a respingere la candidatura di Leoluca Orlando), i tagli annunciati nei contributi pubblici all'editoria. Su tutte queste questioni la distanza tra governo e opposizione si e' andata allargando nei giorni scorsi, malgrado l'accordo su Alitalia avesse adombrato qualche possibile schiarita. Dario Franceschini, vicesegretario del Pd, dichiara questa mattina che Berlusconi ''dovra' farsene una ragione del fatto che nelle societa' democratiche esistono le opposizioni''. Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, ribatte che in pochi paesi c'e' un libero dibattito come in Italia ''dove il presidente del Consiglio e' quotidianamente criticato da due telegiornali su tre della Rai''. Angelino Alfano, ministro della Giustizia, intervenendo ieri al Congresso dell'Unione delle camere penali, ha confermato il braccio di ferro con l'Associazione nazionale dei magistrati a cui imputa il veto sulla riforma del settore. D'ora in poi, ha annunciato, non firmera' piu' le nomine del Csm perche' - a suo parere - sono lottizzate (''Le correnti della magistratura non sono contemplate dalla Costituzione''). L'unica dichiarazione di disponibilita' a discutere con l'opposizione viene da Elio Vito, ministro per i rapporti con il Parlamento, che dice di condividere l'invito di Gianfranco Fini, presidente della Camera, a confrontarsi nelle sedi parlamentari sulle nuove norme del finanziamento pubblico all'editoria. Della questione dovra' occuparsi in particolare Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'editoria. Entro il 20 ottobre potrebbe riferire alle competenti commissioni di Camera e Senato sulle intenzioni definitive del governo. Lo stesso Bonaiuti conferma l'intenzione di ''vagliare sempre assieme a tutte le forze parlamentari qualsiasi provvedimento in materia di diffusione della cultura e delle idee''. La Federazione nazionale della stampa ha convocato per oggi i rappresentanti delle testate che sono a rischio di chiusura, qualora il governo confermasse l'intenzione di ridurre del 30% i contributi pubblici all'editoria e di abolire il ''diritto soggettivo'', cioe' la garanzia alla certezza dei contributi che permette ai giornali di aprire particolari linee di credito con le banche.

PD, PARTE IL CANTIERE DELLE PRIMARIE DEI GIOVANI

PD, PARTE IL CANTIERE DELLE PRIMARIE DEI GIOVANI


Si avvicinano le primarie dei giovani del Pd, e come avvenne un anno fa per quelle dei compagni di partito più grandi, non mancano le polemiche. I giovani democratici il 17 e 18 ottobre saranno chiamati ad eleggere l’assemblea nazionale, composta da 1000 membri in rappresentanza delle diverse realtà regionali, e il segretario nazionale. Tre le condizioni per partecipare al voto: avere un’età compresa tra i 14 ed i 29 anni, versare 1 euro e sottoscrivere l’appello per l’Organizzazione giovanile del Partito Democratico. Per ora la situazione è ancora in evoluzione visto che il termine per presentare le candidature scade il 3 ottobre. Al momento sono già tre la candidature per la carica di segretario nazionale. Il candidato favorito è Fausto Raciti, 24 anni, catanese ed ex segretario della Sinistra Giovanile. Raciti sottolinea di voler «un’organizzazione autonoma dal Pd, cioè un soggetto che abbia una propria soggettività e non si limiti ad essere la coreografia del partito». L’ex segretario della Sg non guarda solo ai ragazzi di Ds e Margherita ma anche a «tanti ragazzi impegnati nell’associazionismo che da un po’ di tempo guardano con curiosità e attenzione al nostro percorso» per costruire «la più grande ed autonoma organizzazione giovanile del paese». Raciti chiede al Pd ed a Veltroni di «sostenerci, ma di non fare opera di ingerenza nella vicenda dell’organizzazione dei giovani del Pd». L’altro candidato alla segreteria è Dario Marini, membro della direzione provinciale del Pd bresciano. Marini vuole «creare insieme ai ragazzi e ragazze italiani una nuova cultura democratica». Innovare dunque, visto che «i concetti di destra e sinistra così come li abbiamo ereditati dal passato, non hanno più senso» ed è dunque opportuno creare «un linguaggio nuovo, che sia semplice, concreto e capace di parlare alle generazioni di oggi e domani». La terza candidata è donna: Giulia Innocenzi, 24 anni di Rimini, radicale e coordinatrice studenti dell’associazione Luca Coscioni. Giulia, da buona radicale, si è mostrata sin da subito battagliera. È da lei che sono partite una serie di polemiche sulla disinformazione che ha avvolto l’evento. La giovane radicale, avendo saputo delle primarie decide di candidarsi ma ecco cosa scopre appena qualche giorno fa: «Apro il sito del Pd: zero, nemmeno una parola. Allora telefono al partito: ma, pure lì, nessuno sa niente». Giulia non si dà per vinta, crea il suo blog e fa addirittura un sit-in davanti alla sede del partito. E riceve la benedizione dell’anti-Veltroni, Arturo Parisi, sempre a caccia di polemiche: «Sono sicuro che tutti i giovani che sono democratici si riconosceranno e condivideranno la battaglia di Giulia Innocenzi, affinché le primarie dei giovani siano realmente democratiche» dice l'ex ministro della Difesa. Ora le cose vanno un po’ meglio: sul sito del Pd è comparso il regolamento per le primarie dei giovani. La radicale attacca anche il manifesto dei giovani Pd che definisce così i giovani democratici: «Una generazione che non ha mai votato sulla scheda nulla di diverso dall'Ulivo prima e dal Pd finalmente oggi, o che non sia ancora mai andata a votare, che non è mai stata iscritta ad un partito della prima repubblica». Per l'Innocenzi si tratta di «un attacco all'art.48 della Costituzione, che garantisce la segretezza del voto, e all'art. 17, che difende la libertà di associazione». Inoltre quella definizione così rigida, per la giovane radicale, non garantirebbe il pluralismo dei giovani democratici. La disinformazione sulle primarie dei giovani, o quantomeno la cattiva informazione, è un punto su cui molti giovani simpatizzanti del Pd concordano. Ma i giovani democratici si lamentano anche per altri aspetti come, ad esempio, l'organizzazione troppo veloce e sommaria dell'evento con il rischio, o meglio la paura, che si abbia una scarsa partecipazione. «Abbiamo aspettato tanto l'organizzazione giovanile ed ora la si organizza in questo modo così veloce e sommario» dice un giovane militante. Infine molti giovani democratici sono delusi perché nell'organizzazione si è seguito un modello verticistico: prima l'elezione del segretario nazionale poi quelle, chissà quando, dei segretari e coordinatori locali. Non sono pochi però i ragazzi che avrebbero voluto ribaltare la classica gerarchia e partire, una volta tanto, dal basso. In modo da sentire il partito più vicino alla loro realtà di ogni giorno. (Unità)

PD: D'ALEMA, VELTRONI? CON SEGRETARIO SIAMO IN SINTONIA

PD: D'ALEMA, VELTRONI? CON SEGRETARIO SIAMO IN SINTONIA


C'e' una differenza di fondo tra la strategia di D'Alema e quella di Veltroni per il Pd? Lo chiede Bruno Vespa a Massimo D'Alema, nel suo libro "Un'Italia diversa", in uscita da Mondadori-RaiEri. "In questo momento si direbbe che non c'e' - risponde D'Alema -. Veltroni non e' per il bipartitismo. Non siamo autosufficienti e dobbiamo costituire un nuovo centrosinistra. C'e' semmai qualche 'pasdaran', come Stefano Ceccanti e Giorgio Tonini, che si presenta come veltroniano in aperta e violenta contestazione delle cose che dico io. Ma Veltroni no". Vespa chiede a D'Alema come mai nella fondazione Red non ci siano amici di Veltroni. "C'e' un carissimo amico di Veltroni che sono io - risponde l'ex ministro degli Esteri -. E' pericolosissimo che nel Pd si formino correnti sulla base del marchio di origine di ex Ds o di ex Margherita. Una parte notevole delle persone che si associano a Red non sono militanti del Partito democratico. Una persona non puo' iscriversi alla corrente di un partito al quale non e' iscritto. Il rapporto con Red viene percepito da imprenditori e intellettuali come assai meno vincolante di quello con un partito. La politica si e' molto impoverita. Puo' soltanto giovarsi delle discussioni che noi promuoviamo tra grandi intellettuali italiani e stranieri".

GOVERNO, LOIERO: CALABRIA ANCORA PENALIZZATA

GOVERNO, LOIERO: CALABRIA ANCORA PENALIZZATA


''Non bastavano i tagli imposti alla scuola, alle infrastrutture, al sistema del welfare. Ora, con l'emendamento al disegno di legge relativo ai lavori usuranti, il governo ha deciso di azzerare anche le norme delle ultime due manovre che prevedevano la stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato. E' in una regione fragile come la Calabria si rischia la pace sociale''. Lo dichiara il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero. ''Con uno sforzo straordinario - prosegue Loiero -, l'ex presidente del Consiglio Prodi aveva recuperato per la Calabria circa 60 milioni di euro per i processi di stabilizzazione, riaccendendo la speranza di un lavoro sicuro per tante famiglie. Uno sforzo immane che adesso va in fumo. Purtroppo - conclude il presidente della Regione Calabria -, oltre ai gravi problemi esistenti nella nostra regione, credo che su di essa, si abbattera' per lungo tempo la scure del precariato, con conseguenze oggi non immaginabili''.

VELTRONI: IN ITALIA RISCHI DI AUTORITARISMO

VELTRONI: IN ITALIA RISCHI DI AUTORITARISMO


ROMA — Walter Veltroni, perché lei parla di «bullismo al governo »? «Perché vedo un cambio di passo in questa legislatura, uno scarto rispetto ai governi della storia repubblicana. La società italiana e occidentale vive in uno stato di angoscia che non ho mai visto da quando sto al mondo. Mi viene in mente Dickens: "Era il migliore e il peggiore dei tempi, era il periodo della luce e il periodo delle tenebre, la primavera della speranza e l'inverno della disperazione". Anche nel nostro tempo accadono meraviglie: la scienza, la comunicazione. Eppure in Italia vedo prevalere i segni del tempo peggiore. Sulla fiducia vincono paura, chiusura, arroccamento. E la paura è un moltiplicatore della crisi. Quando una società ha paura, è tentata dal barattare democrazia per decisione. È una sorta di maleficio: ogni volta che la crisi democratica si è saldata con la crisi sociale e con il prevalere di suggestioni populistiche e autoritarie, sono accadute le tragedie peggiori nella storia dell'umanità». Siamo messi così male? «Viviamo un tempo che ha in sé gravi rischi. Se non ci sarà una sufficiente controreazione, rischiamo di veder realizzarsi anche in Italia il modello Putin. È il rischio di tutto l'Occidente. Una democrazia sostanzialmente svuotata. Una struttura di organizzazione del potere che rischia di apparire autoritaria. Il dissenso visto come un fastidio di cui liberarsi, la divisione e l'autonomia dei poteri come un ostacolo da rimuovere ». L'incapacità di decidere è stata fatale al centrosinistra. «È vero. Sono il primo a dire che la democrazia è anche decisione. Ma la democrazia prevede che si governa pro tempore, non che si è al potere. Che si governa nell'interesse di tutti i cittadini, non di una fazione o di una persona. Loro invece si comportano come gente che ha preso il potere. Il capo del governo oscilla dal discorso alla Adenauer del primo giorno a una quotidianità in cui il capo dell'opposizione è definito ora "un fallito", ora "un funambolo", ora "inesistente". L'hanno fatto con Rutelli, con Prodi, adesso con me. Una cosa che non avviene in nessun Paese del mondo». Dove vede i segni del «modello Putin»? «Il governo tratta il Parlamento come fosse una perdita di tempo, una rottura di scatole, un impedimento. Ora, mi è evidente la lentezza dei lavori parlamentari; ma il rimedio è ridurre le Camere a una e i parlamentari alla metà, non impedire di discutere e migliorare leggi che sono discutibili e migliorabili. Il governo ha l'obiettivo di far male ai sindacati. Ora, io sono tra coloro che stimolano il sindacato ad assumere un atteggiamento riformista. Ma indebolire i sindacati è una scelta suicida, il cui risultato è la proliferazione delle rappresentanze autonome e corporative. Il governo addita negli immigrati un nemico; ma se espelli un uomo dalla società, si comporterà come un espulso, e avremo un Paese non più sicuro ma meno sicuro, in cui già ora accadono episodi gravissimi di intolleranza, di caccia allo straniero. L'assassinio di Abdul per un pacco di biscotti è un segno del tempo peggiore. C'è tutto: la povertà, l'esasperazione, il razzismo. E i genitori che dicono: "Pensavamo di essere italiani, abbiamo scoperto di essere neri"». Il movente razzista è stato escluso dalla Procura. «Ma è stato ammesso da La Russa. Del resto, non ho mai sentito di un ragazzo sprangato al grido di "sporco bianco". Ancora: il governo ha nel mirino le autorità indipendenti; ora toccherà a quella per l'energia e il gas; l'indipendenza dà fastidio. Il governo muove all'attacco della magistratura. Anche noi vogliamo la riforma, convocheremo gli Stati generali della giustizia per discuterla; ma ci preoccupano i diritti di sessanta milioni di cittadini, non i problemi di uno solo. E, per la scuola, l'idea di bocciare alle elementari e alle medie i ragazzi che hanno anche solo un'insufficienza significa favorire l'abbandono e l'elusione scolastica, specie tra i più poveri; qualcosa che farebbe accapponare la pelle a un uomo come don Milani». Di «putinizzazione» parlò in piazza Navona Flores d'Arcais. Non teme di essere accostato all'opposizione più radicale? «Questa preoccupazione l'hanno espressa in molti, anche molti moderati. E poi non c'è nulla di più radicale di quello che stanno facendo loro. Radicalità non nel cambiamento, ma nella sistematica conversione del governo in potere. La mia non è solo una denuncia, è anche un appello. Ripristiniamo le condizioni minime, fisiologiche del confronto. Guardiamo agli Stati Uniti, dove Bush chiama e i democratici rispondono. Bush non ha insultato Obama, l'ha consultato. Così funzionano le grandi democrazie. Ci vuole un po' più di moderazione; ma la moderazione è estranea a un governo che ha un'idea sostanzialmente autoritaria delle relazioni con chi è diverso. Mi chiedo dove diavolo arriveremo». Si è offeso per le polemiche su Alitalia? «Guardi, qui in casa mia, su quei due divani là in fondo, si sono seduti Epifani e Colaninno, e hanno trovato l'accordo. Io ho un giudizio pessimo di come il governo ha gestito la vicenda, compresa la scelta di una cordata non si sa in base a quali principi. Avrei potuto lasciare che il governo andasse a sbattere e ne pagasse le conseguenze. Ho fatto una scelta diversa, recuperando una trattativa che era morta, con la cordata che dopo aver scaricato i debiti sui contribuenti intendeva scaricare sui lavoratori ulteriori margini di profitto. In un Paese civile, il capo del governo in questi casi dà atto al capo dell'opposizione. Costa tanto fare questo sforzo? Ma lui, che vive nel terrore della comunicazione, improvvisa uno spot a freddo contro di me, si inventa che avrei fatto saltare la trattativa che invece stavo riannodando». Sull'Alitalia il Pd è stato a lungo in difficoltà. Del resto, il vostro ministro ombra è il figlio del capo della cordata. «Lei non pensa che in Italia cominci a esserci un pensiero unico? Sono stanco dell'assenza di una coscienza critica che ignora la trave e si concentra sulla pagliuzza. Il premier è padrone di mezzo Paese, sua figlia entra nel consiglio di Mediobanca, e il conflitto di interessi è quello di Matteo Colaninno? Se in passato l'egemonia della sinistra ha asfissiato la destra, ora l'egemonia della destra asfissia il Paese. C'è un clima plumbeo, conformista, come se a chi governa fosse consentita qualsiasi cosa. La Gelmini arriva a Cernobbio in elicottero, come neppure Dick Cheney. Il premier non va all'Onu, non partecipa alla trattativa Alitalia, per andare al centro Messegué; senza che nessun tg lo dica. Leggo sull'Espresso che a San Giuliano c'è stata una selezione tra gli operai, per fargli incontrare solo quelli più bassi di lui. Non so come li abbiano trovati; so che queste cose accadono nei sistemi autoritari. Ma i riflettori vengono puntati su di noi. Se un dirigente locale del Pd fa una critica, finisce in prima pagina. Se il sindaco di Roma smentisce Berlusconi sulla legge elettorale per le Europee, finisce in un colonnino». Lei teme anche per l'indipendenza dei giornali? «Sì. È giusto che il governo cambi con un provvedimento amministrativo le regole di erogazione dei fondi pubblici ai quotidiani, riportandolo sotto il suo controllo? È giusto che, in questo clima asfissiante, chiudano il manifesto, il Secolo, Liberazione, Europa? Un clima in cui il sedicente portavoce del governo definisce Leoluca Orlando "esponente di un partito contrario ai valori della libertà e della democrazia". Come se spettasse al dottor Bonaiuti dare patenti di libertà e democrazia». A proposito di Rai, qual è il vostro candidato alla presidenza? «Il presidente è un tassello di un percorso. Che deve cominciare con l'elezione di Orlando alla Vigilanza. Noi accettammo Storace; perché loro non possono accettare un esponente del partito di Di Pietro, cui Berlusconi offrì il Viminale? Poi occorre riformare la governance della Rai. Se le regole non cambiano, e se c'è il consenso sul nome di Petruccioli, per noi va bene. Ma è la destra a essere divisa: tra chi vuole alla direzione generale Parisi e chi vuole Gorla, tra chi vuole dare al direttore generale più poteri e chi no. Io non mi opporrei a rafforzarlo, se questo significa ridimensionare il peso dei partiti in Rai. Purtroppo il pensiero unico prevale anche in televisione. Al riguardo, non può non essere visto con grande preoccupazione l'annuncio de La7 di voler licenziare 25 giornalisti; di tutto c'è bisogno in Italia tranne che di limitare ulteriormente la libertà d'informazione». È sicuro di aver fatto bene a lasciare il comitato per il museo della Shoah? «Sì. Al clima plumbeo concorre pure la rivalutazione del fascismo. Il museo della Shoah era un'idea della comunità ebraica e mia. Il nuovo sindaco ha fatto l'apologia di un regime che, ben prima delle leggi razziali, ha provocato la morte di tutti i capi dell'opposizione: il liberale Gobetti, il comunista Gramsci, il socialista Matteotti, il cattolico don Minzoni, gli azionisti Carlo e Nello Rosselli. Il giorno dopo, anziché correggersi ha aggravato le cose, condannando l'esito ma non la natura del fascismo. Con un sindaco che non si mette a urlare di fronte ai saluti romani, gli stessi saluti che hanno accompagnato gli uomini che andavano a morire a via Tasso o alle Ardeatine, per me è difficile discutere della Shoah». Non la preoccupa anche lo stato del Pd? I prodiani la attaccano e Prodi tace. Il partito è diviso in ogni regione, in Sardegna la bega finisce in tribunale. Dopo D'Alema, pure Rutelli annuncia la sua corrente. «No, non sono preoccupato. Lo ero sino ad agosto. Ma da settembre, dalle feste e dalla summer school, dal contatto con il nostro popolo, credo siamo usciti tutti convinti che va benissimo il pluralismo culturale, non il correntismo esasperato. Abbiamo una base molto forte e molto sana. Nei sondaggi stiamo risalendo. Il clima sta cambiando. Lo vedremo quando tra quattro settimane manifesteremo contro la politica economica di un governo che occulta la povertà, non si occupa di prezzi e salari, fa sparire pure i soldi della social card. La destra pagherà la sua confusione culturale, il passaggio brusco e zuzzurellone da Reagan a Zhivkov, dalla deregulation allo statalismo. Il tempo migliore può ancora prevalere sul tempo peggiore». (Aldo Cazzullo, corriere.it)

ALITALIA, VELTRONI: HO RECUPERATO UNA TRATTATIVA MORTA

ALITALIA, VELTRONI: HO RECUPERATO UNA TRATTATIVA MORTA


Walter Veltroni torna sulla vicenda Alitalia e rivendica il ruolo avuto nella conclusione della trattativa, confermando il giudizio pessimo su come il governo ha gestito la questione. In una intervista al Corriere della sera spiega che Epifani e Colanino "hanno trovato l'accordo" in casa sua. "Io ho un giudizio pessimo di come il governo ha gestito la vicenda, compresa la scelta di una cordata non si sa in base a quali principi. Avrei potuto lasciare che il governo andasse a sbattere e ne pagasse le conseguenze - prosegue il leader del Pd - ho fatto una scelta diversa, recuperando una trattativa che era morta, con la cordata che dopo aver scaricato i debiti sui contribuenti intendeva scaricare sui lavoratori ulteriori margini di profitto. In un Paese civile, il capo del governo in questi casi dà atto al capo dell'opposizione. Costa tanto fare questo sforzo?. Ma lui vive nel terrore della comunicazione, improvvisa uno spot a freddo contro di me, si inventa che avrei fatto saltare la trattativa che invece stavo riannodando". Quanto al fatto che il ministro ombra del Pd, Matteo Colaninno, sia figlio del capo della cordata Cai, Veltroni sottolinea di essere stanco "dell'assenza di una coscienza critica che ignora la trave e si concentra sulla pagliuzza. Il premier è padrone di mezzo Paese, sua figlia entra nel consiglio di Mediobanca, e il conflitto di interessi è quello di Matteo Colaninno? Se in passato l'egemonia della sinistra ha asfissiato la destra, ora l'egemonia della destra asfissia il Paese". Veltroni non manca di manifestare preoccupazione anche per 'indipendenza dei giornali. "E' giusto - si chiede - che il governo cambi con un provvedimento amministrativo le regole di erogazione dei fondi pubblici ai quotidiani, riportandolo sotto il suo controllo? E' giusto che in questo clima asfissiante chiudano il Manifesto, il Secolo, Liberazione, Europa?". Quanto alla Rai, Veltroni ribadisce che il presidente è "un tassello di un percorso. Che deve cominciare con l'elezione di Orlando alla Vigilanza". Poi occorre riformare la governance. "Se le regole non cambiano, e se c'è il consenso sul nome di Petruccioli, per noi va bene,. Ma è la destra a essere divisa: tra chi vuole alla direzione generale Parisi e chi vuole Gorla, tra chi vuole dare al direttore generale più poteri e chi no. Io non mi opporrei a rafforzarlo, se questo significa ridimensionare il peso dei partiti in Rai".

PD: RUTELLI, ABBIAMO IL DOVERE DI RIGUADAGNARE CONSENSI

PD: RUTELLI, ABBIAMO IL DOVERE DI RIGUADAGNARE CONSENSI

"Abbiamo il dovere di riguadagnare consensi popolari. Dobbiamo andare a riprenderci i voti della destra o, altrimenti, qualunque strategia di conquista di governo nel 2013 non ha tecnicamente nessuna possibilita' di riuscita". Cosi' l'esponente del Partito Democratico, Francesco Rutelli, nel corso del suo intervento a Orvieto all'assemblea annuale di 'Liberta'eguale'. "Dobbiamo fare una opposizione efficace e credibile -ha proseguito- in grado di indicare una possibile agenda per il futuro del Paese". Per l'esponente del Pd la condizione per poter competere e' quella di una leadership forte. "Noi abbiamo scelto un segretario, che e' Veltroni - ha detto - e oggi gli dobbiamo dare tutte le condizioni per guidare questo partito. La sua autorita' e la sua leadership e' la prima condizione in questo momento di grande concentramento di responsabilita'". Rutelli, quindi, ha proposto tre grandi aree di iniziativa politica. "La prima - ha detto - riguarda l'economia, una sfida difficile ma un passaggio fondamentale. La nostra posizine in merito si puo' riassumere in piu' liberta' economica e difesa del reddito degli italiani. La seconda riguarda la sicurezza. O siamo solidamente credibili sui temi della sicurezza o ci dobbiamo scordare nei prossimi anni, viste le incertezze che graveranno sul nostro paese, di riconquistare la maggioranza degli italiani". Altro tema fondamentale, secondo Rutelli, quello dell'ambiente. "Serve una politica per l'ambiente che affronti i grandi temi mondiali e risolva anche quelli delle tasche degli italiani e delle bollette energetiche". (AGI)

GOVERNO, MINNITI: IMPIETOSO CON LA CALABRIA

GOVERNO, MINNITI: IMPIETOSO CON LA CALABRIA


"Non c'é stato mai alcun governo, come questo, così impietosamente contrario alla Calabria". Lo ha detto Marco Minniti intervenendo a Crotone ad una manifestazione del Pd. "C'é - ha aggiunto - un allarme rosso per quanto riguarda le politiche del governo per la Calabria e c'é bisogno che la nostra regione faccia sentire con molta forza la sua voce. Il Pd lo sta facendo". "I finanziamenti previsti per la 106 - ha proseguito Minniti - sono stati cancellati. Per quanto riguarda la scuola, abbiamo diverse decine di comuni calabresi che con i tagli previsti dalla Gelmini non avranno nemmeno una scuola nel loro territorio". "Quanto ai giovani - ha concluso - il governo Prodi aveva messo 60 milioni di euro per i precari calabresi che ora rischiano di essere cancellati".

domenica 28 settembre 2008

CRISTIANO SOCIALI: LUCA', RILANCIARE PD CASA COMUNE DEI RIFORMISTI

CRISTIANO SOCIALI: LUCA', RILANCIARE PD CASA COMUNE DEI RIFORMISTI


Un rilancio del Pd con il recupero della forza e della passione che hanno caratterizzato la sua nascita e' auspicato da Mimmo Luca', coordinatore del Movimento dei Cristiano SAociali, nella relazione introduttiva del convegno nazionale di studi che si tiene ad Assisi da oggi fino a domenica, con la partecipazione di esponenti politici del Pd, del mondo cattolico e della cultura. Nella relazione Luca' non ha nascosto una certa nostalgia per il sogno e l'entusiamo che aveva caratterizzato la partecipazione di milioni di cittadini che hanno voluto la nascita del partito nuovo. Di qui il richiamo al Pd a rilanciare la sua presenza nel Paese. ''La casa comune dei riformisti -ha detto Luca'- l'abbiamo voluta con tutte le nostre forze, pur limitate. Non l'abbiamo pensata come sommatoria confusa di appartenenze, ma come convergenza delle diverse tradizioni del riformismo italiano in una nuova cultura politica, in un progetto in grado di governare l'Italia nel XXI secolo. E invece vediamo che da questo tentativo non sta nascendo qualcosa di nuovo. Prevalgono ancora vecchie derive, dispute e controversie non sempre decifrabili, sovrapposizioni tra cariche istituzionali e responsabilita' di partito. E vediamo dissiparsi lo spirito unitario e l'entusiasmo che avevano accompagnato l'esperienza dell'Ulivo e si erano poi proiettati nella costruzione del partito nuovo''.

BANDO REGIONALE, BOVA: MASSIMA TRASPARENZA

BANDO REGIONALE, BOVA: MASSIMA TRASPARENZA


Sono già state fissate le date degli esami di preselezione per l'ammissione ai concorsi banditi dal Consiglio regionale della Calabria. Date e orari delle varie prove sono già da tempo consultabili sul sito internet del Consiglio. "Tuttavia - ha spiegato il Presidente Bova - ritengo che tale argomento non meritasse una semplice nota stampa. Primo, perché un concorso per 170 posti non è oggi una cosa da poco; secondo, perché in 38 anni di regionalismo è la prima volta che si procede utilizzando questo percorso, per il quale sono state presentate 48.000 domande, per 31.000 candidati. Eravamo consapevoli di questo e ci siamo preparati. Abbiamo dovuto trovare le risorse, che all'inizio non c'erano e abbiamo dovuto ragionare alla 'virgola' sui meccanismi che dovranno guidare questo concorso, perché le cose procedessero nella più grande trasparenza possibile". Il Presidente Bova ha auspicato una sorta di "accompagnamento" da parte della stampa calabrese, "con una verifica continua e rigorosa, sull'andamento del concorso". "Il Consiglio - ha proseguito Bova - ha messo a disposizione di ogni candidato, a costo zero, tutti i riferimenti normativi della prova. E' stato un modo anche questo per aiutare le famiglie e per impedire che si attivasse una sorta di mercato delle risposte dei candidati. Accanto a questo, 4500 quesiti, compresi di risposte. E sarà così anche per la seconda prova scritta. Mentre la prova orale, che sarà registrata, consisterà in tre domande: la prima scelta dal candidato; le altre due sorteggiate dalla banca dati del Consiglio"

CONSIGLIO REGIONALE, NUOVO BANDO PER 250 VOUCHER FORMATIVI

CONSIGLIO REGIONALE, NUOVO BANDO PER 250 VOUCHER FORMATIVI


L'ufficio di Presidenza del Consiglio regionale ha approvato la graduatoria dei 500 voucher formativi per giovani laureati ed ha approvato un'altra delibera per il secondo bando per l'assegnazione di ulteriori 250 voucher. La notizia è stata diffusa nel corso di una conferenza stampa tenuta stamani dal presidente Giuseppe Bova. "Siccome - ha detto - il risparmio di 3 mln di euro non era 'una-tantum' ma strutturale invece di restituire questi soldi alla Giunta, abbiamo pensato che questo risparmio dovesse essere utilizzato ancora a favore dei giovani laureati più meritevoli della nostra regione. Una decisione che conclude la quarta fase, la penultima, del più complessivo lavoro di riassetto del Consiglio". Bova ha quindi brevemente ricordato i punti qualificanti di questo riassetto. "La prima fase - ha spiegato - è iniziata con l'abolizione delle doppie strutture speciali per consiglieri regionali con doppi incarichi; attivato la legge antiparentopoli che impedisce ai parenti dei consiglieri, fino al terzo grado di partecipare alle qualsiasi iniziativa del Consiglio; è stata introdotta la richiesta di certificazione, (godimento diritti politici, carichi pendenti, ecc.) per tutte le persone a vario titolo utilizzate nelle strutture del Consiglio; sono state tagliate il 10% delle indennità dei consiglieri, compreso il vitalizio degli ex consiglieri, scelta quest'ultima sulla quale é stato presentato un ricorso. Nella seconda fase si è proceduto all'abbattimento dei costi delle strutture speciali, con l'abolizione delle figure dei dirigenti. E' stata introdotta la regola della decadenza automatica dall'incarico anche per il solo rinvio a giudizio del consigliere regionale. La terza fase é stata avviata con la ridefinizione delle politiche di finanziamento dei gruppi consiliari; sono state abolite le strutture speciali per i capigruppo, consentendo così di recuperare risorse 'strutturali'' che hanno consentito il bando per l'assegnazione dei primi 500 voucher formativi per i superlaureati calabresi". "La quarta fase che è ancora in atto - ha spiegato ancora il Presidente del Consiglio - con la stabilizzazione dei precari del Consiglio, attraverso un meccanismo che garantisce i lavoratori, ma anche l'istituzione, perché gli stessi lavoratori, una volta stabilizzati non potranno abbandonare i servizi per i quali erano stati assunti. Parlo dei servizi di accoglienza, del call-center e di altro, cui seguirà una nuova definizione del Piano occupazione del Consiglio che consentirà , in prospettiva di far abbassare i numeri del nostro fabbisogno di personale". Il Presidente dell'Assemblea ha infatti spiegato che una volta espletati i concorsi il nuovo personale assunto sarà destinato anche alle strutture che attualmente impegnano personale esterno. Infine, la quinta fase che vedrà l'istituzione del Consiglio lavorare a regime, con l'attivazione, a "costi invariati" di tutti gli organismi previsti dallo Statuto: Consiglio delle Autonomi, Consiglio regionale per l'economia ed il lavoro"

venerdì 26 settembre 2008

SCUOLA, PICIERNO: "IN PERICOLO DIRITTO ALLO STUDIO"

SCUOLA, PICIERNO: "IN PERICOLO DIRITTO ALLO STUDIO"

Dichiarazione di Pina Picierno, ministro delle Politiche giovanili del
governo ombra

Il Governo Berlusconi sta decostruendo il sistema scolastico privandolo delle
risorse necessarie per garantire un’offerta formativa in linea con gli
standard europei. Non basterà certo l’ennesimo spot girato dal ministro
Gelmini a Scampia a far dimenticare gli 8 miliardi di euro di tagli in tre
anni ai danni della scuola italiana.
Di fatto il governo sta distruggendo il principio costituzionale del diritto
allo studio, creando le premesse per un odioso sistema basato sul censo e
sulla provenienza regionale. In tutti i paesi avanzati si punta a migliorare
la conoscenza e il livello culturale e si investe in formazione, nelle scuole
di ogni ordine e grado, nelle università e nella ricerca. In Italia si fa il
contrario, si tolgono risorse e poi con la grancassa si racconta che si sta
migliorando il servizio definendosi magari riformisti. Caro ministro dimostri
più rispetto per la scuola, per gli insegnanti e soprattutto per i ragazzi.
La formazione non la si fa con qualche pacca sulle spalle ed una telefonata
del presidente del consiglio. Il Pd si opporrà con tutte le forze a questo
scempio, ad una gestione padronale della cosa pubblica.

Scheda Tipo: presentazione candidatura alla carica di Segretario Politico Nazionale dell'Organizzazione Giovanile

PRESENTAZIONE DELLA CANDIDATURA ALLA CARICA DI
SEGRETARIO POLITICO NAZIONALE
DELL’ORGANIZZAZIONE GIOVANILE DEL PARTITO DEMOCRATICO
Di______________________________________


I sottoscritti cittadini nel numero di ............................, risultante dalle firme raccolte dai rappresentanti istituzionali, come previsto dal regolamento quadro per l’elezione delle Assemblee Costituenti dell’organizzazione giovanile del Partito Democratico, contenute in questo foglio ed in numero di ....................... atti separati dichiarano di sottoscrivere la candidatura di ………………………………………………….. per l’elezione alla carica di Segretario politico nazionale che avrà luogo il 17 e 18 ottobre 2008.
Dichiarano, inoltre, di non aver sottoscritto altra presentazione di candidatura e di conoscere e condividere il processo costituente dei giovani del Partito Democratico.

data ................................................

Elenco dei sottoscrittori
I sottoscritti elettori sono informati, ai sensi dell’art.13 del D. Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, e successive modificazioni,
che i dati compresi nella presente dichiarazione, di cui con la presente accettano il conferimento, potranno essere
utilizzati per lo svolgimento della suddetta consultazione e per le finalità di propaganda politica, tra cui: invio di
materiali informativi e di promozione, della vendita di gadget, pubblicazioni o altro materiale attraverso l’invio di posta,
email, sms o attraverso contatti telefonici effettuati direttamente, o per interposta struttura, autorizzata da “Partito Democratico” con sede a Roma in via Sant’Andrea delle Fratte presso la quale l’interessato potrà esercitare i diritti previsti dall’art. 7
D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 e successive modificazioni.


Nome e Cognome Luogo e data di nascita

Indirizzo e Comune di Residenza Mail

Telefono Documento di identificazione Firma



La firma qui apposta vale come consenso a norma dell’art. 23, del D. Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, e successive
modificazioni, ai soli fini sopraindicati.

ASP DI CATANZARO, AMENDOLA (PD) INTERROGA SPAZIANTE

ASP DI CATANZARO, AMENDOLA (PD) INTERROGA SPAZIANTE


All’Assessore regionale alla Tutela della Salute. Interrogazione a risposta scritta. Premesso: - che in data 5 agosto 2008 con apposita deliberazione l’ASP di Catanzaro ha approvato “una graduatoria finale di merito e nomina vincitori per la copertura a tempo determinato ed a tempo pieno, per mesi sei, di n. 3 posti di collaboratore professionale sanitario - fisioterapista – categoria D”; Considerato: - che con nota 23 giugno 2008 (inviata al Direttore Generale ed al Direttore del dipartimento amministrativo dell’ASP) il Dirigente del settore n.1 dell’assessorato regionale alla Tutela della salute, Dott. Vincenzo Scuteri comunicava che “non può essere data esecuzione a regolamenti aziendali né possono svolgersi procedure selettive, prive della preventiva autorizzazione regionale”; - che con nota dell’11 luglio 2008 il Direttore Generale e il Direttore Amministrativo dell’ASP di Catanzaro invitavano il Direttore U.O. Selezione, Reclutamento e Sviluppo del Personale “a sospendere le procedure concorsuali in atto sprovviste della preventiva autorizzazione regionale e lo svolgimento di procedure selettive in esecuzione di regolamenti aziendali non approvati dalla Regione”. Tutto ciò premesso e considerato si chiede di sapere: - quali iniziative l’Assessore regionale alla Tutela della Salute intende mettere in pratica per annullare gli atti che alla luce dei fatti risultano illegittimi disposti dal Direttore U.O. Selezione, Reclutamento e Sviluppo del Personale dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro; - se è intenzione dello stesso Assessorato autorizzare e, quindi, predisporre nuove procedure concorsuali per le figure professionali mancanti presso l’ASP di Catanzaro e con quale tempistica. (On. Franco Amendola, Consigliere regionale PD)

REGIONE, LOIERO QUERELA DER SPIEGEL

La Regione Calabria querelerà il settimanale tedesco "Der Spiegel" per i contenuti di un articolo ritenuti "razzisti e offensivi". Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, incontrando i giornalisti a Catanzaro. Loiero, facendo riferimento all'articolo del periodico tedesco attualmente in edicola, ha parlato di "cosa indecente per la quale abbiamo affidato ad un legale la tutela dell'immagine della Regione". Nell'articolo contestato si fa riferimento con alcune considerazioni ritenute offensive dal presidente calabrese alla vicenda dell'utilizzo dei fondi dell'Unione europea per la sponsorizzazione della nazionale di calcio e la scelta di Rino Gattuso come testimonial. "Nella scelta di Gattuso - ha detto Loiero - personaggio ritenuto di grande efficacia mediatica visto che è stato scelto per le loro campagne da diverse multinazionali abbiamo pensato che l'elemento lavoro, capacità e sacrificio come caratteristiche non irrilevanti della Calabria".

SCUOLA: GARAVAGLIA, SCANDALOSO BOCCIARE ALLE ELEMENTARI-MEDIE PER UN '5'

SCUOLA: GARAVAGLIA, SCANDALOSO BOCCIARE ALLE ELEMENTARI-MEDIE PER UN '5'


Roma, 26 set - ''E' scandaloso: basta una materia in cui non si raggiunge il 6 per essere bocciati alle elementari e alle medie''. Cosi' il ministro ombra Pd dell'Istruzione Maria Pia Garavaglia commenta la norma contenuta nel dl 137 sulla riforma della scuola che introduce la possibilita' di bocciare anche solo per una insufficienza studenti di elementari e medie. Il Pd e' pronto al ''confronto sulla riforma della scuola secondaria'' ma ''non e' disposto a cedere un solo millimetro nella difesa della scuola elementare'', afferma la Garavaglia.

RIFIUTI TOSSICI A CROTONE, LA REGIONE ISTITUISCE UNA TASK FORCE

RIFIUTI TOSSICI A CROTONE, LA REGIONE ISTITUISCE UNA TASK FORCE


In merito alle gravissime notizie sull’uso di materiali tossici provenienti dall’ex area Pertusola di Crotone, il presidente Agazio Loiero e l’assessore alla Sanità Vincenzo Spaziante hanno immediatamente costituito una task force con il compito di attivare tutte le azioni necessarie rispetto all’emergenza crotonese. È questo il risultato di una fitta rete di telefonate. intercorse nelle primissime ore della mattinata, tra Loiero, Spaziante e il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio che hanno concordato un’azione comune per fronteggiare nella maniera più appropriata questa emergenza. La task force sarà composta da esperti degli assessorati calabresi della Sanità e dell’Ambiente, dei ministeri della Salute e dell’Ambiente, dell’Istituto superiore della Sanità e degli enti locali interessati. Alla task force sono stati affidati i compiti di impostare e avviare un’indagine epidemiologica sulla popolazione interessata, a cominciare dai bambini; di individuare le misure urgenti per ridurre qualsiasi rischio per la popolazione; di mettere in atto iniziative immediate per la messa in sicurezza dei materiali inquinati; di ricercare le misure più appropriate per ridurre eventuali danni subiti dalle popolazioni esposte; informare dettagliatamente, con un’apposita iniziativa, la popolazione; di raccogliere e inventariare tutta la documentazione esistete; di fornire, infine, qualsiasi supporto di collaborazione e assistenza alla magistratura.

FEDERALISMO, L'AFFONDO DI LOIERO

FEDERALISMO, L'AFFONDO DI LOIERO


Ho indicato la Commissione parlamentare bicamerale per le questioni regionali integrata con i rappresentanti delle Regioni e del sistema delle Autonomie". Lo afferma il presidente della Giunta regionale, Agazio Loiero, in un'intervento sui temi del federalismo pubblicato oggi dal 'Sole 24 Ore'. "L'integrazione di questa Commissione - scrive Loiero - a me sembra anche una maniera per mitigare e rendere plausibili questi ritmi forsennati imposti dalla Lega al calendario parlamentare. E' prevalentemente tale accelerazione a provocare crescenti dubbi e diffidenze nell'opinione pubblica meridionale preoccupata dei riflessi che una legge come questa riverbera sui vari territori della Penisola. E' bene non dimenticare che nei fatti si sta ridisegnando, attraverso il fisco, un nuovo assetto statuale della Repubblica. Io stesso confesso di provare un po' di paura rispetto a quello che può avvenire con l'adozione del provvedimento legislativo.Ho paura perché stiamo procedendo da un grande disegno dell'Italia privi di un'analisi economico-finanziaria credibile gestita nobn dai vari centri studi disseminati nella Penisola ma da un soggetto possibilmente neutro, magari dallo Stato stesso".

PD, COSENZA: MANIFESTO IN DIFESA DI OLIVERIO

PD, COSENZA: MANIFESTO IN DIFESA DI OLIVERIO


Cosenza, 26 set - Con un manifesto, fatto affiggere nella citta' capoluogo e su tutto il territorio provinciale e intitolato ''Le falsita' e le menzogne del Centrodestra'', Il Partito Democratico di Cosenza interviene sulle polemiche, sollevate, nei giorni scorsi, dall'opposizione nei confronti del Presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio. ''Il Centrodestra -si legge nel manifesto del PD- confonde i consulenti con gli oltre cento lavoratori precari (ex Co.co.co), gran parte dei quali lavorano alla Provincia sin dal 2003, con contratto a tempo determinato su progetti del Fondo Sociale Europeo (FSE), percepiscono 900 euro al mese e sono stati definiti addirittura ''superfortunati''. L'opposizione finge di non sapere che, in questi anni, la Giunta Oliverio ha conferito solo quattro incarichi esterni, che hanno consentito alla Provincia un ritorno d'immagine e un risparmio di alcuni milioni di euro. Non vuole ammettere - continua il manifesto del Pd - che l'acquisto dell'ex Palazzo Carime e' costato all'Ente sette milioni di euro, di cui un milione sara' reinvestito dal venditore per la sua ristrutturazione, consentendo all'Amministrazione Provinciale di risparmiare un milione e 300 mila euro di fitti all'anno''. ''Quattro anni di buon governo - continua il manifesto - caratterizzati dall'operativita', dalla trasparenza, dalla moralita', dall'utilizzazione intelligente delle risorse -si legge ancora nel manifesto- pongono Mario Oliverio al terzo posto in Italia nelle classifiche sul grado di gradimento dei cittadini rispetto all'operato dei Presidenti di Provincia. Il Centrodestra, consapevole di tutto cio' e preoccupato di perdere sonoramente le elezioni di primavera, ricorre a bugie e menzogne per sollevare polveroni e alimentare confusione. Un'opposizione che ricorre sistematicamente a bugie e menzogne e' destinata inesorabilmente ad essere sconfitta''. ''Il Partito Democratico - si legge infine-condivide e sostiene l'azione politico-amministrativa portata avanti in questi anni alla Provincia di Cosenza da Mario Oliverio e dalla sua Giunta''.

FINANZIARIA: DAMIANO (PD), SOSTEGNO A MANIFESTAZIONE CGIL DI SABATO

FINANZIARIA: DAMIANO (PD), SOSTEGNO A MANIFESTAZIONE CGIL DI SABATO


Roma, 26 set - ''Le manifestazioni e le iniziative che la Cgil svolgera' in tutte le citta' d'Italia sabato 27 settembre per cambiare radicalmente la manovra politica economica del governo, per rimetter al centro i temi dell'occupazione e del potere d'acquisto dei salari e delle pensioni, non possono che trovare il nostro pieno sostegno''. Lo dichiara in una nota Cesare Damiano, vice ministro del Lavoro del Governo Ombra. ''Infatti, come Partito Democratico, abbiamo promosso iniziative parlamentari e politiche volte al miglioramento del potere d'acquisto delle famiglie e per contrastare l'azione del governo che, nei decreti emanati prima dell'estate, ha teso a deregolare fortemente il mercato del lavoro ed a indebolire le tutele previste nel Testo Unico sulla Salute e Sicurezza nei luoghi di Lavoro''. ''Ci auguriamo - conclude l'esponente del Pd - che i temi sociali tornino ad essere al centro dell'attenzione e del dibattito del paese, anche grazie alla preziosa azione unitaria del sindacato''.

SCUOLA, LARATTA (PD): SARA' DURA PROTESTA

SCUOLA, LARATTA (PD): SARA' DURA PROTESTA


L'on. Laratta nel corso di un incontro a Cosenza sui tagli alle scuole: SCUOLA, SARA' DURA PROTESTA. "Le famiglie calabresi sono pronte a reagire contro i gravissimi tagli alla scuola, che in Calabria provocherànno danni molto forti. Centinaia di scuole soppresse, accorpate o ridimensionate chiusura di scuole materne ed elementari nei piccoli comuni. Centinaia di docenti e non docenti licenziati. Aule superaffollate con 30 bambini. Fine del tempo pieno e del sostegno. Davanti ad una situazione come questa, non ci rimane che una forte protesta. Noi la faremo nelle aule parlamentari. Le famiglie la faranno nelle singole scuole e istituti di ogni comune, garantendo comunque lo svolgimento dell'attività didattica. Anche l'università calabrese è stata fortemente penalizzata, e reagirà con determinazione. Intanto abbiamo avviato davanti alle scuole una raccolta di firme contro il governo. Domani, venerdì, davanti le scuole di piazza Cappello a Cosenza e in altri comuni calabresi, con i sindacati abbiamo avviato una serie di manifestazioni e confronti contro la manovra della gelmini e di tremonti".

FESTA PD, IL PROGRAMMA DELLA SECONDA GIORNATA

FESTA PD, IL PROGRAMMA DELLA SECONDA GIORNATA


Sviluppo e bonifica del crotonese e riforma federalista. Questi i temi che saranno affrontati oggi al Palamilone di Crotone nel corso della seconda giornata degli incontri politici organizzati dal Pd. "In mattinata - è detto in una nota - si discuterà dell'impegno del governo regionale per la provincia di Crotone. In questa parte del dibattito interverranno, tra gli altri,il sindaco di Crotone, Giuseppe Vallone; il presidente della Provincia, Sergio Iritale, e gli assessori regionali Francesco Sulla, Mario Maiolo, Luigi Incarnato, Damiano Guagliardi, Michelangelo Tripodi e Silvio Greco". All'iniziativa ha aderito anche l'Italia dei valori, che sarà rappresentata dal capogruppo del partito nella commissione Trasporti e telecomunicazioni della Camera, Aurelio Misiti. Nella sezione pomeridiana, è previsto un confronto sui temi delle riforme istituzionali, con particolare attenzione al "Federalismo, al centralismo e alle riforme per un moderno regionalismo". "Su questo tema - conclude la nota - si confronteranno il capogruppo del Pd alla Regione, Nicola Adamo, l'assessore regionale alle Riforme, Liliana Frascà ed i capogruppo di Forza Italia e Udc alla Regione, Giuseppe Gentile e Franco Talarico. Le conclusioni saranno affidate al presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova, che al termine del dibattito sarà intervistato dai giornalisti Filippo Veltri e Gianfranco Manfredi".

OLIVERIO (PD), SITUAZIONE VERAMENTE ALLARMANTE

OLIVERIO (PD), SITUAZIONE VERAMENTE ALLARMANTE


''L'inchiesta della Procura della Repubblica di Crotone denominata 'Blak Mountains', che questa mattina ha portato al sequestro, da parte della polizia di Stato, di 18 aree disseminate sul territorio di Crotone, a Cutro ed a Isola Capo Rizzuto, fotografa una situazione davvero allarmante. E', infatti, terribile pensare alla circostanza che per anni gli studenti di due scuole di Crotone e una di Cutro hanno frequentato locali, costruiti su aree ad alto rischio per la salute''. Lo afferma il parlamentare del Partito democratico, Nicodemo Oliverio, capogruppo in Commissione Agricoltura alla Camera. ''Un plauso ed un ringraziamento - aggiunge Oliverio - vanno alle forze dell'ordine ed alla magistratura, che stanno portando avanti un lavoro eccezionale per la salvaguardia del territorio e, principalmente, per la sicurezza dei cittadini. Su questa vicenda ora bisogna andare fino in fondo per accertare tutte le responsabilita' e fare piena luce. Queste drammatiche notizie, inoltre, si aggiungono ad una situazione ambientale che nel Crotonese presenta molte ombre che, al piu' presto, bisogna cancellare con interventi di bonifica capaci di ridare al territorio tutte le sue naturali potenzialita' di sviluppo''.

CROTONE: LEGAMBIENTE, OGNI MEZZO CONTRO TRAFFICI RIFIUTI PERICOLOSI

CROTONE: LEGAMBIENTE, OGNI MEZZO CONTRO TRAFFICI RIFIUTI PERICOLOSI


''I traffici illeciti dei rifiuti e le attivita' criminali che devastano il Paese minacciando la salute delle persone vanno combattuti con ogni mezzo''. Lo ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza a proposito dell'operazione Black Mountains -. ''Per questo chiediamo al governo di non vietare nei casi di attivita' organizzata per il traffico illecito dei rifiuti l'uso delle intercettazioni telefoniche, strumento questo, che si e' rivelato negli anni fondamentale per le attivita' di indagine delle forze dell'ordine e della magistratura''. ''Quanto scoperto in questa indagine dagli agenti della Squadra mobile della Questura di Crotone e dal Nisa - ha dichiarato Antonino Morabito, presidente di Legambiente Calabria - dimostra la pericolosita' di un fenomeno che ha assunto nel tempo i caratteri di una vera e propria emergenza ambientale. Anche in Calabria, come gia' appurato sulla famigerata autostrada Salerno-Reggio Calabria, costruire abitazioni o strade con scorie tossiche e' diventata una prassi che sempre piu' spesso viene utilizzata da imprenditori senza scrupoli, spesso avallata dalla negligenza di coloro che dovrebbero tutelare l'ambiente e il territorio''.

SCUOLA: PD, TRE GIORNI DI MANIFESTAZIONI CONTRO RIFORMA GELMINI

SCUOLA: PD, TRE GIORNI DI MANIFESTAZIONI CONTRO RIFORMA GELMINI


Da oggi venerdi' 26 settembre, iniziano tre giorni di mobilitazione del PD dal titolo ''Salva la scuola'' contro il decreto Gelmini, per contrastare una riforma sbagliata e imposta al Parlamento con decreti legge e voti di fiducia. I dirigenti del Partito Democratico, saranno di fronte alle scuole il 26 e il 27 settembre, a fare volantinaggio, per parlare con gli studenti e gli insegnanti. Domani a Milano, Giuseppe Fioroni, ex ministro Pubblica Istruzione e responsabile nazionale organizzazione del PD, alle 16.15 sara' alla scuola elementare Casa del Sole in Via Giocosa e alle 17.00 al convegno ''Salva l'Italia cambia la scuola'' all'Auditorium Teatro san Carlo in via Matteotti 14. Sabato 27 settembre Dario Franceschini, vicesegretario del PD, sara' a Perugia alle 7.30 di fronte alla scuola elementare Giovanna Cena, poi alla scuola media Carducci-Purgotti e all'Istituto Tecnico Vittorio Emanuele in piazza Birago. Infine lunedi' 29 settembre alle 17.00 Walter Veltroni incontrera', a Roma, il mondo della scuola al Teatro Capranica.

ALITALIA, VELTRONI: ACCORDO SBLOCCATO GRAZIE AL PD

ALITALIA, VELTRONI: ACCORDO SBLOCCATO GRAZIE AL PD


Il premier Silvio Berlusconi lo aveva accusato ieri, prima di lasciare Roma, del precedente fallimento dell'accordo Cai-sindacati, ma il segretario del Pd Walter Veltroni non ci sta, e, nella trasmissione Porta a Porta, replica per le rime: "Non mi sono assunto nessun merito ma, informando il governo, ho cercato di dare una mano per la soluzione di una vicenda gestita malissimo. Ed invece Berlusconi, pur sapendo quello che stavamo facendo, mi ha attaccato. Basta con gli spot, i fuochi d'artificio, il bullismo al governo". E' durissimo lo scambio di accuse tra maggioranza e opposizione, proprio mentre invece all'interno del sindacato si è restaurato un sostanziale accordo, al quale plaude il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia: "Non posso che esprimere soddisfazione", dice. Riferendosi poi in particolare alla Cgil, aggiunge: "Mi fa piacere che dopo un primo rifiuto abbia firmato", auspicando uno stesso "atteggiamento" anche sul tavolo di riforma del modello contrattuale. Tutt'altra musica in politica: "Quarantott'ore fa ho messo insieme le due persone con la maggiore responsabilità in questa vicenda, cercando di favorire un'intesa", rivendica Veltroni, riferendosi a Colaninno ed Epifani. Per il segretario del Pd, "il vero problema è l'atteggiamento del governo verso i sindacati: io ho lavorato a un punto d'intesa. Era così difficile farlo? Perché si è scelto di sbattere la porta in faccia ai sindacati? Questo è l'abc della trattativa...". Della maggioranza, nella vicenda Alitalia Veltroni 'salva' solo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta: "Letta sembra un libero professionista, perché nel governo precedente aveva un peso molto maggiore che in questo dove alcuni ministri pesano di più. Sono sicuro che Letta non ha vissuto con piacere quella scelta di sbattere la porta in faccia ai sindacati". Ma diversi esponenti del centrodestra replicano con altrettanta durezza al segretario del Pd: "Veltroni vuol prendersi il merito di aver mantenuto insieme imprenditori e sindacati. Ma fino a due giorni addietro ha fatto esattamente il contrario: li ha divisi", accusa Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e portavoce di Silvio Berlusconi. "Quando il gioco della sinistra è stato scoperto - dice Bonaiuti - quando ha capito che aveva contro la stragrande maggioranza degli italiani, solo allora Veltroni ha cercato di ribaltare la strategia, ma le sue parole non convincono più nessuno". "L'onorevole Veltroni non può cambiare le carte in tavola. In una prima fase - afferma Fabrizio Cicchitto capogruppo alla Camera del Pdl- ha giocato al tanto peggio tanto meglio, puntando a far fallire l'operazione cai. Quando ha tardivamente capito che c'era contro di lui una rivolta dell'opinione pubblica, allora ha fatto marcia indietro, cercando, come è suo solito, di imbrogliare le carte e addirittura di accreditarsi come il maieutico protagonista della vicenda. In effetti, Veltroni quando non è paradossale è comico, quasi sempre inattendibile". Dello stesso tenore la replica del presidente del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri: "E' davvero sgradevole il linguaggio offensivo usato da Veltroni tornato dalle vacanze americane ancora più arrogante. Si attribuisce meriti non suoi per recuperare una credibilità che non ha e non avrà mai più. L'azione di Berlusconi, di Letta, di Matteoli, di Sacconi, di Scajola ed altri esponenti del governo è stata decisiva. Veltroni ancora una volta ha fatto prevalere la sua pochezza sulla verità". Con Veltroni polemizza anche il ministro dei Trasporti Altero Matteoli: "Il Pd non può rivendicare alcun merito nella trattativa Alitalia. Figurarsi se può intestarsi il merito dell'accordo Veltroni che lo ha ostacolato fino a poche ore fa". Per Matteoli il merito è del governo "che non ha mai smesso di crederci". Il ruolo del segretario del Pd nella vicenda Alitalia viene sminuito anche dal leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro: "Veltroni senza aver fatto nessuna manifestazione con gli operai dice che grazie a lui gli operai ce l'hanno fatta. Ma gli operai non ce l'hanno fatta, hanno solo subito".