sabato 13 settembre 2008

FEDERALISMO, REGIONI E COMUNI FRENANO

FEDERALISMO, REGIONI E COMUNI FRENANO


Dichiarazioni "trionfalistiche" di cui però non se ne vede la ragione, visto che "siamo solo all'inizio di un percorso" partito peraltro "male" perché in consiglio dei ministri oggi è stato presentato un testo diverso da quello su cui si era ragionato fino a qualche giorno fa, e sul quale sarà necessario un confronto approfondito. E' la posizione di Regioni, Comuni e Province al primo passaggio in Consiglio dei Ministro dell' ultimo testo del federalismo fiscale di Calderoli. Ad aprire le contestazioni, è il presidente della conferenza Stato Regioni, Vasco Errani, che oggi ha incontrato Calderoli: "Ci era stato detto che prima di andare in Consiglio dei ministri sarebbe stato fatto un percorso con le Regioni, le Province e gli Enti locali, così non è stato ed è un fatto molto negativo. Deve essere chiara una cosa: i problemi che abbiamo davanti non si risolvono con forzature propagandistiche" Con Calderoli "non siamo entrati nel merito del provvedimento - ha aggiunto Errani - ma abbiamo posto alcune questioni preliminari: in primo luogo che la conferenza Stato-Regioni del 18 non sia un momento conclusivo di un percorso; poi di avere per scritto la garanzia di una verifica congiunta su adeguati finanziamenti rispetto alle competenze decentrate; inoltre vogliamo la possibilità che in Parlamento si possa svolgere un dibattito approfondito, nel merito, con il coinvolgimento degli Enti locali". Errani, che ha chiesto al presidente del consiglio Berlusconi un incontro sulla manovra economica, ha spiegato che in questa settimana "sarà valutato il disegno di legge delega e faremo le nostre proposte emendative, confrontandolo anche con il testo che noi abbiamo già messo a punto". E mentre l'Unione delle province sospende il giudizio di merito in attesa di studiare meglio in testo, è netto il giudizio negativo del presidente dell'Anci, Leonardo Domenici: il testo "lascia i Comuni italiani con incertezze ancora maggiori di quelle che potevano avere fino a ieri.Verranno a mancare certezze sia sul fronte delle funzioni che i Comuni saranno chiamati a svolgere, sia sulle entrate che dovrebbero garantire loro di poterle assicurare ai cittadini". "Verrebbe meno l'idea di un tributo capace di dare autonomia e responsabilità ai Comuni, così come detto esplicitamente nel testo del Governo consegnatoci lo scorso 4 settembre", continua Domenici facendo riferimento alla scomparsa dal nuovo testo della tassa sugli immobili che doveva andare ai comuni. "In definitiva - conclude - sembra che nonostante le intenzioni di alcuni ministri, la linea di questo Governo sia quella di tornare ad un sistema di finanza derivata, accompagnato da nuove forme di centralismo statale e regionale. Un federalismo davvero singolare". Sulla stessa linea il sindaco di Torino, e ministro ombra del Pd Sergio Chiamparino: "Non ho visto il testo ma anche la formula di approvazione preliminare mi dà l'impressione che siamo di fronte ad un'operazione con un forte carattere politico-propagandistico, un testo da dare alla Lega perché lo utilizzi per il rito dell'ampolla"."Non comprendo - sottolinea il presidente della Regione Calabria, Loiero, le sbrigative attestazioni di trionfo dopo che il Consiglio dei Ministri ha licenziato soltanto uno 'schema' di disegno di legge. Tali atteggiamenti sembrano finalizzati più alla propaganda che a rafforzare la ricerca di un percorso comune". Di diverso tono il commento di Formigoni, per il quale si tratta di un provvedimento che "descrive un cammino verso un federalismo fiscale sostenibile, solidale,capace di procurare vantaggi alle Regioni del Nord e del Sud e in grado di mettere in moto meccanismi virtuosi in ogni Regione". E ancora il sindaco di Roma, Alemanno: è un testo equilibrato, anche grazie agli emendamenti del ministro Fitto, su cui continueremo a lavorare anche con Calderoli perché sia una grande rivoluzione".

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