giovedì 9 ottobre 2008

Contro il decreto Gelmini sciopero generale il 30 ottobre.

Contro il decreto Gelmini sciopero generale il 30 ottobre
Garavaglia: "Ancora una volta il governo evita il confronto"

“Ancora una volta il governo legifera con un decreto su un tema fondamentale, evitando il confronto e non affrontando i veri problemi che riguardano la scuola”. La senatrice Mariapia Garavaglia, ministro ombra dell'Istruzione del Pd, è critica nei confronti dell'ennesima fiducia, la sesta in quattro mesi, chiesta dal Governo e che ieri ha ottenuto il primo ok con 321 sì, 255 no e 2 astenuti. Un atto di forza che ha portato alla proclamazione per il 30 ottobre dello scipero generale degli insegnanti.

“Manca infatti nel provvedimento - sottolinea Garavaglia - un vero progetto didattico, nell'idea da parte della maggioranza di centrodestra che l'istituzione scuola non sia altro che un costo, una voce in bilancio da contenere. Manca poi, soprattutto, uno sguardo in prospettiva, al futuro e agli interessi delle nuove generazioni. Quanto al metodo, all'opposizione è stato in ogni modo impedito di presentare le proprie proposte. E' triste e scandaloso che, mentre veniva negata ogni discussione, vari ministri parlassero di questo provvedimento attraverso interviste e nei talk show, senza contraddittorio. Quando potrà il Parlamento riappropriarsi delle sue funzioni?”.

Pesante anche il giudizio di Antonio Rusconi, capogruppo Pd in Commissione Istruzione a Palazzo Madama, ha evidenziato il sostanziale “disinteresse del Governo verso il ruolo strategico degli
degli Istituti Tecnici di Stato, riducendo in particolare quelle discipline professionalizzanti che permettono a tanti giovani preparati l'inserimento proficuo nel mondo del lavoro”.

“Nel 2005 – ricorda ancora il senatore PD - a questa ipotesi sostenuta dal ministro Moratti si ribellò Confindustria. Adesso cosa accadrà?”.

Ed è proprio sul futuro che si addensano le inquietudini maggiori per un sistema scolastico che, secondo la responsabile scuola del PD Maria Coscia, subirà uno dei più “pesanti attacchi portati alla scuola pubblica italiana”. Una riforma che rimette indietro l'orologio e che intacca uno dei pochi settori dell'istruzione italiana che in ambito europeo viene invidiato per efficienza e qualità. Non a caso l'ex ministro Giuseppe Fioroni ricorda come il ritorno al passato sia l'unica vera proposta avanzata da questo decreto che porterà “i nostri ragazzi ad avere gli stessi stimoli che avevano gli alunni di 60 anni fa, in una società post-contadina che doveva combattere l'analfabetismo”.

Il PD comunque promette battaglia. Oggi riprende il dibattito parlamentare interamente dedicato all'esame dei 242 ordini del giorno, per la maggior parte presentati dall'opposizione. Domani, 9 ottobre, si voteranno i documenti presentati e la seconda fiducia. Poi tutto passerà in mano al Senato.

Lo sciopero generale della scuola è fissato per giovedì 30 ottobre, con una manifestazione nazionale a Roma. Lo hanno deciso i sindacati di categoria - Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda - dopo il tentativo di conciliazione al ministero dell'Istruzione (passaggio ineludibile nelle procedure previste dalla legge per la proclamazione dello sciopero), contro il decreto varato dal ministro Gelmini. Approvato dalla Camera, è invece bocciato senza riserve dal mondo della scuola che si prepara a scendere in piazza rispondendo all'appello dei sindacati. Un appuntamento che arriva dopo una marcia di avvicinamento cominciata già da settimane e costellata da sit-in davanti al ministero, iniziative spontanee di protesta, occupazioni, notti bianche, dal nord al sud della penisola.

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