GIULIA, DALLE PRIMARIE DEL PD AI PROVINI DEL GRANDE FRATELLO
PARTECIPARE a un reality adesso è alternativo al centrodestra? «Ho problemi con le categorie: centrosinistra dovrebbe essere uguale a diversità, libertà dagli incatenamenti». E’ vero o no che ha fatto il provino per il Grande fratello? «Ah sì, allora le spiego...». E’ diretta Giulia Innocenzi, riminese di 24 anni, laureata, aspirante segretaria dei giovani del Pd (la sfida con i candidati d’impronta diessina e margheritina è fissata al 21 novembre). Già ha scatenato un putiferio per partecipare — lei, radicale — con «regole chiare e uguali per tutti» alle primarie... Ora, Giulia, si fa pubblicità? «E’ andata così: Endemol, titolare del format del Grande fratello, mi ha chiamata a fare un provino. E io ci sono andata. Non precludo del tutto la possibilità di partecipare al reality». Se invece venisse eletta segretaria dei giovani democratici? «Oddio, la risposta è: non lo so». Andare al Grande fratello mentre Veltroni contesta la politica da Bagaglino? «Penso che il centrosinistra debba avere come primo obiettivo la comunicazione con le persone. E poi se programmi come il Bagaglino fanno audience elevati, piuttosto che finire in salotti tv preconfezionati...». Quindi? «Io per esempio userei il reality per far capire alla gente che la politica può avere anche un viso normale». Un po’ come l’ex deputata comunista Luxuria all’Isola dei famosi? «Ma l’Isola è già iniziata?». Da tempo. Viene il dubbio: ha mai visto un Grande fratello? «A dire la verità, solo il primo: quello con Taricone. Comunque, tornando alla domanda, la qualità di un format dipende sempre dal contenuto. E se vengono ammessi solo miss e culturisti... Non si vede mai che un assessore vada a Uomini e donne della De Filippi. Però potrebbe». Il Pd è troppo serioso? «C’è mancanza di pubblicità, di regole, un deficit di comunicazione». Come spiega il successo di Berlusconi? «La gente cerca modelli che diano una sola risposta: lui fa politica di proclami, non di confronti». Quali dovrebbero essere i valori fondanti di un giovane di centrosinistra oggi? «Laicità (la sinistra ora non riesce ad arrivare a una mediazione su questo tema), liberale flessibilità del mercato (più mobilità nel lavoro ma con garanzie dello Stato nei momenti di ‘transito’) e scuola. Ecco, se fossi eletta segretaria del Pd, per prima cosa mi batterei per la trasparenza nelle scuole, rendendo pubblici i dati di ogni istituto». Cosa pensa del ministro della Gioventù, Meloni? «Lei pensa in modo diverso da me, ma è un esempio di come la politica possa essere fatta per le strade, tra la gente e con passione».
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