REGIONE, CHIARELLA (PD) SOLLECITA APPROVAZIONE PIANO SOCIALE TRIENNALE
Tutti i nodi vengono al pettine! Nelle audizioni avute in questi giorni nella Commissione sanità-politiche sociali del Consiglio regionale della Calabria, sono venute fuori a chiare note tutte quelle osservazioni, che da tre anni mi sforzo a sottolineare in tutte le sedi competenti, relative alla necessità dell’approvazione del piano sociale triennale. Provvedimento normativo necessario ed indispensabile a rendere attuativa la Legge 23/2003 sui servizi sociali, di cui sono stato relatore e della quale gli effetti normativi non sono ancora in vigore in Calabria per mancanza delle sue linee guida. Dal Sindaco di Cosenza, in rappresentanza di tutti i Sindaci calabresi, ai vari livelli delle organizzazioni sociali sul nostro territorio, è scaturito un coro unanime sull’esigenza di avviare nel territorio calabrese tutte le azioni previste dalla legge regionale di settore, in grado di attivare le nostre comunità e di consentire agli attori di base, Associazioni, Comuni, As e categorie interessate a vari livelli, di rendere possibile lo spirito centrale della legge quadro nazionale 328/2000, che rafforza gli investimenti nel sociale, mettendo al centro il cittadino e i suoi bisogni quotidiani, in un processo corale che punta a prevenire e ridurre il disagio sociale. Abbiamo concordato con il Presidente della Commissione, Pietro Giamborino, che il piano sociale dovrà seguire immediatamente quello sanitario, anche per la connessione diretta tra i due testi normativi di settori base, per la promozione sul territorio del miglioramento della qualità della vita. E’ una cosa grave non avere ancora i piani di zona, che garantiscono la partecipazione dei cittadini, lo spirito di sussidiarietà tra territorio e governo regionale, con un esaltazione importante dei corpi intermedi, che sono l’anima delle realtà locali e la garanzia di una politica non centralistica e legata fino ad oggi ad interventi calati dall’alto. Concordo con il vicepresidente della Cia, Confederazione Italiana Agricoltura, dott. Michele Drosi, quando indica i dati pubblicati dal Sole 24 Ore, elaborati dall’Istat, che evidenziano come le politiche sociali restano “un buco nero” in Calabria, perché è la regione dove si investe meno nel settore, con una spesa procapite di 27 euro a fronte della media dell’intero mezzogiorno di 40 euro e della media nazionale che raggiunge quasi 100 euro. Se poi si considera che in Calabria un 30% di famiglie vivono sotto il livello di povertà e che esiste un disagio sociale che interviene a diversi stadi nelle nostre famiglie, quando si tratta di sostenere spese impreviste in campo sanitario o in altri settori della vita quotidiana, senza poi sottolineare quelle sfere “protette” da un pudore sociale che tante volte “nasconde” disagi e sofferenze al limite del sacrificio personale o dell’intero nucleo familiare, si capisce l’importanza della definizione del quadro legislativo in campo di politiche sociali Mi auguro quindi che entro la fine dell’anno, a costo di fare sedute notturne, sicuro come sono di interpretare i pensieri in tale direzione del Presidente della terza Commissione, venga approvato il piano triennale per il sociale all’unanimità, viste anche le convergenze su questo tema, dichiarate pubblicamente da autorevoli consiglieri regionali del centro destra. Non dare un segnale definitivo in questa direzione, rappresenterebbe un errore politico senza precedenti, che farebbe ancor di più isolare la parte più debole della nostra Regione, bloccando di fatto quel tanto decantato segnale di rinnovamento, che nessuno sa più cosa significhi. (Egidio Chiarella, consigliere regionale PD; Reggio Calabria, 02 settembre 2008)
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