SCUOLA: AL SENATO LA PROTESTA ANTI-GELMINI: VELTRONI: RITIRATE IL DECRETO
"E' veramente sconcertante l'arroganza e la prepotenza del Governo. Ed è la prima volta in Italia che a poche ore di uno sciopero generale il Governo vada avanti e approvi materie che sono oggetto dello stesso sciopero. A questo punto, il presidente del Senato, Schifani, affacciandosi dalla finestra del suo studio, guardando il grande numero di studenti che da ore contestano davanti al Senato; immaginado le centinaia di migliaia di studenti, docenti e famiglie che sfileranno per le strade di Roma giovedi prossimo, potrebbe compiere un "bel gesto": potrebbe sospendere e rinviare la seduta in corso a Palazzo Madama che dovrebbe approvare in via definitiva il Decreto Gelmini. Il Governo è sordo e irresponsabile. Ha tentato prima di minimizzare le proteste, oggi ne potrebbe venire travolto. Il Decreto Gelmini va ritirato: lo chiede la maggioranza degli italiani nei sondaggi di queste ore; lo chiedono docenti e non docenti, lo chiedono le decine di migliaia di ragazzi che protestano nelle scuole e nelle universita di tutta Italia".LE ALTRE CITTA' - Ma le proteste proseguono anche in numerose città italiane. A Milano sono sempre più numerosi i licei e gli istituti superiori occupati o autogestiti. A Torino nel pomeriggio tre cortei di protesta, mentre una quarantina di studenti del Fuan, organizzazione della destra, hanno organizzato un sit in nel cortile del rettorato dell'Università degli Studi, a favore della riforma del governo. «Nichi sei uno di noi» gridano gli studenti a Bari rivolgendosi al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che sfila con loro per le vie della città. A Viareggio un gruppo di studenti, partito in corteo dalla centrale Piazza Mazzini, ha occupato per alcuni minuti i binari della stazione ferroviaria. La manifestazione non ha causato alcun problema al transito dei treni. Manifestazioni anche a Bologna, a Cagliari, a Trento e a Pescara. PD: «IL GOVERNO RITIRI IL DECRETO» - Non solo studenti in piazza. Anche il leader dell'opposizione Walter Veltroni torna in queste ore a chiedere al governo di ritirare il decreto Gelmini. «Sarebbe un atto di arroganza andare avanti» dice il segretario dei democratici, nel corso di una conferenza stampa alla Camera dopo la riunione del governo ombra e del coordinamento del Pd. «È indice di intelligenza - aggiunge Veltroni - fermarsi quando un provvedimento crea tanto conflitto sociale». Il leader Pd presenta poi la ricetta in dieci punti del suo partito: misure che vanno dalla revisione dei meccanismi dei concorsi all'istituzione dell'Anvur, l'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario, fino a una riforma della governance e alla valutazione periodica dei docenti.
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