giovedì 23 ottobre 2008

SCUOLA, CONTRODOSSIER PD: LE BUGIE DI BERLUSCONI

SCUOLA, CONTRODOSSIER PD: LE BUGIE DI BERLUSCONI


In riferimento al dossier distribuito nella conferenza stampa di questa mattina sulle presunte bugie della sinistra sulla scuola, il Pd replica con questo contro dossier, punto su punto: 1) TEMPO PIENO Nel Piano programmatico inviato al Parlamento scompare il "tempo pieno" e compare la dizione "estensione delle ore di lezione fino a un massimo di 10 ore settimanali comprensive della mensa": si pensa dunque a un "doposcuola" di tipo ricreativo che e' una cosa ben diversa dal tempo pieno didattico. Comunque sia, l'eventuale "aumento" si potra' realizzare solo se si imporranno a tutte le famiglie le classi con 24 ore settimanali con il maestro unico (quindi niente piu' scelta fra 24, 27 o 30 ore settimanali e tempo pieno). Tuttavia anche in questo caso, Berlusconi non mantiene le promesse: ha piu' volte dichiarato, l'ultima il 16 ottobre, che le mamme possono stare tranquille perche' aumentera' il tempo pieno "del 60%". Se cosi' fosse avrebbe dovuto istituire 17.400 (il 60%) a 40 ore o 14.000 (il 50% in piu') e certo non le 3.950 in 5 anni annunciate oggi. ( le classi a tempo pieno sono attualmente 34.270). 2) NUMERO DEGLI ALUNNI Dice Berlusconi che gli alunni saranno in media 18 per classe, al massimo 26. Nell'unica bozza di Regolamento che circola si dicono cose diverse: si aumentano i parametri minimi e massimi: 30 per le scuole medie superiori e 29 per le scuole medie inferiori, con un incremento fino al 10%. Questo significa arrivare anche a 33 alunni per classe. 3) MAESTRO UNICO Il decreto legge parla di "maestro unico" e non basta certo una battuta detta in conferenza stampa dal premier per trasformarlo in "maestro prevalente". 4) LINGUA INGLESE Il maestro unico dovra' insegnare anche l'inglese perche' nel Piano programmatico (a pagina 19) viene previsto il taglio di 11.200 posti (4.000 gia' dal prossimo anno) di insegnanti specializzati di inglese. E viene previsto forse che con un corso di sole 150 ore il maestro unico dovra' specializzarsi anche nella lingua inglese.(AGI) - Roma, 22 ott - 5) RAZIONALIZZAZIONE DEL PERSONALE Qui si tocca il massimo della spudoratezza giocando con le parole e con la condizione di vita delle persone: falsi gli 87.000 licenziamenti dice Berlusconi. Sono purtroppo veri i licenziamenti di 87.000 insegnanti che lavorano da anni, ogni anno, con incarichi annuali nella scuola. (Essendo "precari" non vengono "licenziati": vengono soppressi definitivamente i loro stipendi e i loro posti di lavoro). A questi 87.000 si aggiunge la mancata assunzione dei 75.000 precari gia' previsti nel piano del governo Prodi con copertura finanziaria). Il presidente del Consiglio e il ministro non sanno neanche quanti dipendenti hanno: oggi hanno affermato che nella scuola ci sono 1.350.000 dipendenti "e sono troppi". Dai dati della Ragioneria generale dello Stato si ricava che i dipendenti nell'anno 2006 erano 1.143.164, scesi nel 2007 a 1.133.000. (dati consultabili sul sito della Ragioneria) Non e' vero neanche, come detto oggi, che in Italia il Rapporto docente/alunni e' 1 ogni 9: nella pubblicazione "la scuola in cifre" dello stesso ministero dell'Istruzione nella tabella 1.3.3 pag 23 (pubblicata a settembre 2008) il rapporto e' 1 ogni 11,1. 6) SCUOLE DI MONTAGNA Berlusconi dice che "nessuna scuola sara' chiusa": falso. Dal Piano programmatico viene esplicitamente detto che chiuderanno le scuole sotto i 50 alunni. Sono 1083 i Comuni interessati cosi' ripartiti: 181 con scuole fino a 15 alunni; 184 fino a 20 alunni; 718 fino a 50 alunni. A queste vanno poi aggiunte circa 3000 scuole a rischio chiusura perche' sotto i 50 alunni come le 130 scuole elementari e medie presso gli istituti ospedalieri; 7 annesse a istituti d'arte, 7 annesse a convitto, 4 a Conservatori, 3 per ciechi, 2 per sordomuti. In piu' ci sono le secondarie di secondo grado: 522 (di queste 346 sono serali e 55 carcerarie). 7) SPESA PER IL PERSONALE Il presidente del Consiglio e il ministro continuano a dire che il 97% della spesa pubblica della scuola serve a pagare gli stipendi di chi ci lavora. Vengono smentiti non dal Pd ma dall'Ocse nella pubblicazione "Education at a Glance, 2007". Infatti, i dati della spesa corrente per il personale, raffrontati con quelli di altri Paesi, risultano questi: Italia 80,7 Francia 80,7 Germania 85,1 Gran Bretagna 69,7 Media Ocse: 80,1 Di conseguenza l'Italia risulta allineata alla media Ocse ed ha una spesa per gli stipendi inferiore a quella della Germania.

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