giovedì 30 ottobre 2008

SCUOLA, VELTRONI SORPRENDE TUTTI E LANCIA IL REFERENDUM

SCUOLA, VELTRONI SORPRENDE TUTTI E LANCIA IL REFERENDUM


Dopo la piazza del Circo Massimo, le firme per il referendum contro la riforma-Gelmini: Walter Veltroni torna a puntare su elettori e militanti, annunciando un raccolta di sottoscrizioni a poche ore dal sì del Senato. Una mossa abbastanza a sorpresa, anche se già al coordinamento di ieri il segretario democratico aveva accennato all'idea, almeno parlando con alcuni. Di sicuro, una mossa decisa da Veltroni con la sua cerchia più stretta e che molti maggiorenti del partito, da D'Alema a Marini, hanno appreso solo attraverso alcuni componenti del coordinamento, che oggi è durato neanche mezz'ora. Il segretario, spiega Giorgio Tonini, "ha voluto mettere in campo un'iniziativa anche per evitare che gli studenti che protestano, da domani, si sentano privi di qualsiasi interlocutore. Già gli scontri di oggi dimostrano che è bene incanalare il confronto su binari istituzionali, piuttosto che chiudere ogni porta a chi dissente". Insomma, di fronte ad un governo che procede a colpi di decreto e di fiducia il Pd, secondo questa lettura, vuole farsi carico di evitare l'isolamento degli studenti anche per prevenire le degenerazioni della protesta. Ma oltre a questa motivazione, altre fonti parlamentari del partito spiegano che Veltroni ha questa volta voluto giocare d'anticipo, su due fronti, interno ed esterno. Sul fronte esterno, spiegano, il segretario democratico avrebbe prevenuto una possibile iniziativa dipietrista contro la riforma della scuola: dopo aver recuperato sabato scorso un rapporto con la 'piazza', Veltroni non ha voluto lasciare ad altri la bandiera della lotta alla riforma Gelmini. Ma è anche in chiave interna che la mossa può essere letta. Ancora questo pomeriggio Veltroni ha polemizzato con chi "nelle settimane che hanno preceduto il 25 ottobre" aveva criticato l'idea della manifestazione. "Provate a vedere se c'è un giornalista che dica 'ho sbagliato'", ha detto il segretario. Un richiamo alla stampa, che però va letto forse in modo un po' più ampio, se si considera la premessa da cui il ragionamento era partito: "Mi chiedono cosa farà il Pd con l'Udc, con Idv... Non è questo il problema. C'è una profonda differenza tra il mondo virtuale della politica e il mondo reale". Il segretario, insomma, sembra deciso a ripetere con sempre più frequenza lo schema del ricorso a quello che, banalizzando, si può chiamare il 'popolo delle primarie', iniziative che coinvolgono direttamente militanti e cittadini e che scavalcano, appunto, il "mondo virtuale della politica". Di sicuro, D'Alema è apparso poco entusiasta dell'iniziativa, anche se ha evitato distinguo troppo espliciti. Ai cronisti che gli chiedevano un commento si è limitato a rispondere: "Mi pare sia stato stato annunciato che raccoglieremo le firme. Bene, le raccoglieremo". Con i suoi, poco dopo, si è lasciato andare a qualche commento più esplicito: "Il referendum non mi entusiasma, c'è troppo tempo che ci separa dal possibile voto, parliamo del 2010. Ma capisco che in questo momento è uno strumento di mobilitazione inevitabile. Si vedrà strada facendo...". Preoccupano, insomma, i tempi lunghi della sfida lanciata oggi, ma anche lo strumento scelto, il referendum, che può diventare un voto di gradimento a Berlusconi. Ed entusiasta non è sembrano nemmeno Marini, che pure oggi pomeriggio ha speso parecchie parole per celebrare la riuscita della manifestazione del 25 ottobre e i risultati ottenuti dal Pd nel primo anno di vita. "Il referendum? Non posso fare commenti, ho letto dalle agenzie, ma voglio capire bene i dettagli, le motivazioni...". A chi gli chiedeva se Veltroni non lo avesse interpellato sulla questione, Marini ha risposto: "Io non sono nel coordinamento, che c'è di strano? Ne avrà parlato al coordinamento. Domani, quando avrò tutti gli elementi, farò un commento".

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