venerdì 28 novembre 2008

La forza di cambiare.

La forza di cambiare.

“Per uscire dalla crisi dobbiamo trovare il coraggio di cambiare, di innovare e di riformare”. Il Partito Democratico, con le parole di Enrico Letta, ha inaugurato il suo percorso di discussione e ascolto lungo quattro mesi che lo condurrà, in primaverà, alla Conferenza nazionale sul nuovo Welfare del PD.

“Quella che stiamo attraversando – dice il ministro ombra delle Politiche sociali del PD – è la più grave crisi economica e sociale della nostra vita”. Una crisi che esige una risposta immediata, seria, responsabile. Quella risposta per il PD va trovata in un nuovo Welfare. Un’idea di stato sociale, cioè, che abbandoni il vecchio modello mediterraneo “costruito sulla centralità del maschio adulto italiano” e sposti la sua attenzione sulla “persona”. Tiene a ribadirlo Letta nel suo intervento: “Noi non ci accontentiamo di garantire solo chi già è garantito. Ci interessano, invece, gli ‘assenti’, gli ‘invisibili’, i non tutelati dal welfare”.

In questo quadro, sono le famiglie che, per l’esponente PD, rischiano di pagare il prezzo più alto di un Paese che è il “più ineguale del mondo occidentale, il più ingiusto”. Quelle persone e quelle famiglie che, oggi più che mai, semplicemente non riescono ad andare avanti.
E allora qual è la strada da intraprendere? Per Letta un nuovo modello di Stato Sociale non deve ridursi alle pensioni e alla sanità, ma agire anche in direzione di “politiche forti per rilanciare la buona occupazione e contrastare la precarietà del lavoro, di interventi per l’integrazione sociale, per la famiglia, per la casa”.

Insomma, tutto il contrario della Social Card presentata dal governo in questi giorni che, come sottolinea Letta, è solo il “simbolo del capitalismo compassionevole”. Perché la vera soluzione, suggerisce nel corso dell’incontro Pierluigi Bersani ministro dell’Economia e delle finanze del governo ombra, è un sistema di welfare “rigoroso” senza il quale non ci può essere vera crescita e nemmeno la preparazione necessaria per affrontare il futuro. Perché, ricorda ancora Bersani, “usciti da questa crisi il mondo continuerà ad essere globalizzato” e l’Italia non permettersi di farsi trovare impreparata.

Per fare ciò, subentra Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, c’è bisogno di una maggiore collaborazione tra le parti sociali. In modo tale da “mettere insieme un meccanismo che sposti il baricentro verso la qualità e l’innovazione”. E allora non circoscrivere, ma allagare il ventaglio di azione del nuovo welfare, perché quello attuale, come sottolinea Vittoria Franco, ministro ombra delle Pari opportunità, “non è più adeguato ad una realtà che è cambiata”.

Nel ridisegnare il nuovo sistema bisogna evitare sperperi e clientelismi. Tito Boeri ricorda, infatti, che per proporre un’alternativa valida al presente è necessario “ristrutturare la spesa sociale” per non cadere nell’errore di spese paradossali e ingiustificate. Bisogna cioé evitare che gli strumenti del welfare si trasformino in strumento di potere politico.

Così non deve essere, perché è il Paese, per il PD, ad essere prima di ogni cosa. Un Paese, ricorda all’inizio del suo intervento Walter Veltroni, “immerso nella recessione” che chiede risposte immediate. E visto che il governo “ha sbagliato ogni previsioni” e ancora adesso sembra inerme di fronte alla grave situazione che le famiglie italiane stanno vivendo, il PD chiede se sia realmente disposto ad un confronto o, come ricorda il leader del PD, pensa di andare avanti a “spot” e “misure grottesche”.

Non c’è più tempo per gli slogan. Il welfare oggi è “una coperta stretta. Occorre ripensarlo”.
Intervendo al convegno iniziale 'Persona, famiglia, comunita', Veltroni ha sottolineato che 'fuori dalla coperta ci sono milioni di persone e tra queste due categorie in particolare: i precari, i primi a uscire dalle aziende in crisi, e i lavoratori di 50 anni che perdono il lavoro e vedono il buio davanti a se''.

Secondo Veltroni, occorre ripartire da quattro parole-chiave: “rischi, opportunità, valutazione e formazione”. Tradotto: dare il via a una serie di “interventi per abbassare i tassi di interesse; altri per flessibilizzare i parametri come previsto dai piani Merkel-Sarkozy e Gordon Brown. Avere la forza di fare un'operazione strategica perché i soldi siano spesi per rilanciare il consumo e la domanda. La società italiana - prosegue - è ferma, abbiamo bisogno di rimettere in moto l'ascensore sociale tramite le opportunità''. Indispensabile dunque “una gigantesca operazione di redistribuzione della ricchezza, rimettendo in moto le opportunità per il talento e la capacità di rischiare”. Quanto alla “valutazione, abbiamo bisogno di un sistema universitario e scolastico che sia valutato dall'esterno” e idem per il sistema sanitario. Infine, la formazione: “non c'è welfare senza formazione. Una persona che a 50 anni perde il lavoro - ribadisce il segretario PD - deve entrare in una logica di “formazione permanente e non di sussidio”.

Sono questi i punti irrinunciabili da cui far ripartire un nuovo modello di welfare. Questi, i primi passi verso un futuro più equo e giusto. Un futuro che il PD intende trasformare presto in presente.

giovedì 27 novembre 2008

COSENZA: POLEMICA SULLE PRIMARIE GIOVANI PD, DIMISSIONI TRA GLI ELETTI

COSENZA: POLEMICA SULLE PRIMARIE GIOVANI PD, DIMISSIONI TRA GLI ELETTI


Comunicato dimissioni eletti alle assemblee costituenti Nazionale e Regionale dei giovani del Partito Democratico Appare inconcepibile e incomprensibile l’assoluta mancanza di chiarezza e trasparenza che ha contraddistinto tutta la tornata elettorale, palesandosi, sin da subito, la volontà di accentrare e indirizzare la stessa. Tale volontà si è palesata già con l’imposizione da parte del partito (scelti da chi e come?) dei Comitati Promotori Regionale (CPR) e Provinciale (CPP) deputati all’organizzazione delle primarie, i cui membri, fra l’altro, contraddicendo ai più elementari principi di “imparzialità” e “indipendenza”, hanno avanzato e avallato buona parte delle candidature. Tale pratica non penso appartenga a nessun paese che si voglia definire civile e democratico. E’ apparsa subito inconfutabile la volontà di mantenere basso il tono delle elezioni, non pubblicizzando le stesse ed intralciando così il coinvolgimento di forze nuove o comunque non legate agli schemi politici attuali. Tutto ciò nonostante la decisione di traslare le Primarie dal 18 ottobre al 21 novembre proprio al fine di accrescere il grado di partecipazione. Già nella scelta della dislocazione dei seggi elettorali CPR e CPP hanno imposto, senza addurre alla base di tali scelte alcun parametro o norma, i feudi appartenenti ai propri referenti politici. Anche la scelta di Presidenti e Scrutatori non è stata giustificata da alcun criterio se non quello della vicinanza politica e dell’amicizia. Stranamente i pochi scrutatori e rappresentanti nominati dai candidati, quando non direttamente conosciuti dai membri del CPR e CPP, hanno avuto serie difficoltà a partecipare alle operazioni di voto. Difficoltà che andavano dalla trasmissione di elenchi mancanti dei loro nominativi, all’impossibilità di trovare i seggi, al clima pesante che si respirava nelle roccaforti dei partiti. Solo ieri, dopo un’inspiegabile attesa di ben 5 giorni, abbiamo appreso dai giornali (visto che non c’è stata alcuna ufficializzazione da parte di CPR e CPP) i nominativi e le relative preferenze degli ipotetici eletti, che, stranamente, risultano ben differenti da quelli risultanti dai dati in possesso, il giorno successivo alle elezioni. Sarà un caso ma ciò fa il paio con quanto riportato dalla stampa locale riguardo a seggi incriminati che hanno registrato un numero di schede votate superiore al numero di votanti. A quanto pare il caricamento dei dati, avvenuto a porte chiuse nella federazione del PD di Cosenza, è stato effettuato dal garante nominato dal partito Giovanni Apa e da Luigi Guglielmelli ( candidato e eletto all’Assemblea Costituente Nazionale). Il primo è ormai ben noto per il caso della sparizione delle urne del seggio di Cosenza sul quale ancora oggi continuano le polemiche, che dai quotidiani locali si sono ormai spostate a quelli nazionali (vedi Il Giornale), e, come apprendiamo dai quotidiani, è pendente una denuncia alla Questura di Cosenza. Sparizione che, stando ai giornali, ha visto il coinvolgimento di un esponente politico vicino al senatore Franco Bruno. Qualche malpensante potrebbe far notare come proprio il seggio “errante” è, fra tutti i seggi incriminati, quello che ha registrato la maggiore discrasia fra numero di votanti e schede votate. Il secondo, ex segretario regionale della Sinistra Giovanile, è uno dei pochi casi al mondo, dal crollo del Muro di Berlino in poi, di candidato che presidia e gestisce una tornata elettorale, riscuotendo, così, l’ammirazione e il plauso di Vladimir Putin e Robert Gabriel Mugabe. I giovani calabresi vengono ancora una volta illusi e mortificati nella ricerca di un cambiamento tanto promesso quanto disilluso. La speranza di lavorare per innovare e far crescere la propria terra viene frustrata dall’affermarsi di logiche ataviche, dal trionfo del malcostume della vecchia politica. Pensavamo di poter partecipare all’edificazione delle strade che un giorno ci daranno la possibilità di scrivere pagine diverse per la nostra regione, invece ci troviamo ostaggi di logiche che ci costringono a giocare un ruolo di secondo piano, a guardare altri che decidono il nostro futuro. Avevamo sposato con entusiasmo il progetto del PD. Lo avevamo fatto perché per noi il PD è il partito della gente, dell’impegno, della legalità, della partecipazione, delle scelte condivise. Oggi ci svegliamo e scopriamo che in Calabria non è niente di tutto ciò. E’ per questo che, non volendo essere da scudo a vecchi schemi e a tentativi di restaurazione, ci dimettiamo dall’Assemblea Nazionale e Regionale dei giovani del PD in Calabria. Tale decisione appare ancora più forte e sofferta alla luce del grande risultato che il nostro gruppo ha ottenuto, riuscendo a conquistare, pur senza l’appoggio degli ex partiti scesi in campo (DS e Margherita), circa il 40% del totale degli eletti. Tale decisione nasce perché se qualcuno ha deciso che questo deve essere il PD non è certamente il nostro PD. Questo che qualcuno vuole imporre è il partito di una classe politica superata ed autoreferenziale che sfrutta giovani, più o meno consapevoli, per rafforzare vecchie logiche e interessi conservatori. Cosenza lì 27.11.08. Eletti Assemblea Nazionale: Ritacco Luca, Brogno Dorella, De Bernardo Domenico. Eletti Assemblea Regionale: Caparelli Carmelino F., Federico Roberta, Carnevale Marco Andrea F.sco, Ester Caterina, Gallo Francesco, Valentini M. Grazia. Guglielmo Costantino, Cristaldi Brigida, Blaschi Natalino, Talarico Giuseppe, Conforti Katia, Scaglione Alessandro, Falcone Carmen.

PD, BRUNO E INNOCENZI: NON TORNANO I CONTI DELLE PRIMARIE GIOVANI

PD, BRUNO E INNOCENZI: NON TORNANO I CONTI DELLE PRIMARIE GIOVANI


Chiedono di poter "visionare le schede elettorali per capire come mai i voti non tornino" Giulia Innocenzi e Salvatore Bruno candidati alla Segreteria dei Giovani Democratici. I due candidati, che si sono rivolti alla Commissione di Garanzia del Pd dopo aver ricevuto l'ultima segnalazione di irregolarità da un blogger, questa volta riferita proprio ai voti che ogni candidato avrebbe preso a livello nazionale spiegano che "secondo il dipartimento organizzativo del Pd avrebbero partecipato alle primarie del 21 novembre 121.623 elettori. Con il 77,03% (93.686 voti) Fausto Raciti è stato eletto alla guida dell'organizzazione giovanile del Pd, seguito da Giulia Innocenzi con il 9,97% (12.126 voti), Dario Marini con il 6,70% (8.149 voti) e Salvatore Bruno con il 6,30% (7.662 voti). Ebbene, se si sommano i voti attribuiti a ogni candidato - chiarisce Innocenzi - il risultato è esattamente uguale al numero dei partecipanti, 121.623. Il dato incredibile è che non risulterebbe neanche una scheda bianca o nulla". I dati però non coinciderebbero con quelli pubblicati in questi giorni spontaneamente dai ragazzi. "Secondo i siti internet locali del Pd, solo a Bari - spiegano i candidati - ad esempio, su 7742 votanti risultano 843 schede bianche e 163 schede nulle (www.pdbari.it); in Toscana la somma fra le bianche e le nulle arriva a 541 schede (www.pdtoscana.it)". "Dopo la richiesta inascoltata di Innocenzi presentata lunedì all'on. Orlando della pubblicazione dei dati elettorali seggio per seggio, per rispondere con la trasparenza e la pubblicità alle segnalazioni di irregolarità presentate in tutta Italia dai ragazzi", Bruno e Innocenzi "si rivolgono oggi alla Commissione di Garanzia attraverso una lettera aperta, chiedendo "la pubblicità dei dati seggio per seggio e città per città e l'accesso alle schede, per capire come maii dati non tornino".

mercoledì 26 novembre 2008

Il Partito democratico giovani di cetraro elegge all’assemblea regionale Francesca Pugliese.

Il Partito democratico giovani di cetraro elegge all’assemblea regionale Francesca Pugliese.

Il Coordinatore del pd giovani e candidato alla segreteria del pd senior di cetraro GIUSEPPE MARITATO esprime grande apprezzamento per l’elezione di Pugliese. La pugliese è stata eletta con 204 preferenze.Un ringraziamento particolare e di cuore lo esprimo anche a Nataly Silvestri per il grande risultato ottenuto come candidata all'assemblea nazionale ,e per una spicciolata di voti non eletta.

Lo steso Maritato- continua in una nota- l’aria del cambiamento ci vuole ed entrando nel merito delle questioni politiche , sostiene:
c’’è il tempo dei bilanci, c’è il tempo dell’iniziativa politica, a cetraro ha vinto la coerenza, la lungimiranza, la politica del non essere figli di politici….Pugliese ne è l’esempio . Ci aspetta un’impegnativa campagna politica. Avere in mente ciò è cosa salutare. Tuttavia, c’è anche il tempo dei bilanci.
A Cetraro, abbiamo avuto nell’ultimo anno una serie di segnali su cui il Pd, nuova forza politica riformista, forza di governo radicata nella nostra regione, è bene che apra una riflessione per interpretare al meglio quella ventata di rinnovamento che si candida a guidare varie realtà.
Credo che questi avvenimenti ci pongano all’attenzione il tema del rapporto tra le grandi questioni ambientali,del lavoro,della legalità e la partecipazione. Sarebbe infatti sbagliato arretrare il nostro profilo del fare. In altre parole, penso che dobbiamo accettare la sfida di una risposta "nostra" e "alta" alle questioni di un moderno governo del territorio, della realizzazione di impianti complessi, di infrastrutture moderne, insomma della modernizzazione di una Regione, di una Provincia e di un Comune che non accetta di essere relegata al ruolo passivo di terra del "buon riposo". Abbiamo fatto scelte in tema di governo del territorio, di affermazione di una concezione alta di sostenibilità, da intendersi a 360° come fatto culturale, sociale, economico. Su questa strada dovrà spingersi nei prossimi mesi una nostra riflessione più accurata, per andare avanti. Le vicende Cetraresi si inseriscono in questo contesto.
Questa linea va nutrita con un’organizzazione della partecipazione dei cittadini, esperienza che abbiamo intrapreso in una vicenda complessa come quella delle primarie del pd senior e junior e che sollecitiamo come elemento fondamentale in tutta la nostra legislazione di governo del territorio e ambientale. Sarà opportuno avventurarsi anche su terreni nuovi.
La formazione del Pd è già essa stessa un grande fatto di partecipazione.
Dico a me stesso che spetta anche ad ognuno di noi, con comportamenti corretti, di dare il segnale che la politica sta tornando ad essere una cosa diversa rispetto alle immagini rissose e da ceto politico con cui troppe volte, e non sempre a torto, viene descritta e appare agli occhi dei cittadini.

La politica( conclude Giuseppe Maritato) è l’assegnazione imperativa dei valori per una società.


Giuseppe Maritato –coordinatore pd giovani di cetraro e candidato alla segreteria del pd senior di cetraro

Primarie giovani :eletti provincia di cosenza

eletti provincia di cosenza

RISULTATI PRIMARIE DEI GIOVANI DEMOCRATICI DEL 21 NOVEMBRE 2008


Segretario nazionale:


FAUSTO RACITI 4058


DARIO MARINI 1209


GIULIA INNOCENZI 1131


SALVATORE BRUNO 539


Eletti Assemblea Nazionale:


UOMINI:


1. LUCA RITACCO 1089

2. LUIGI GUGLIELMELLI 1018

3. VINCENZO PUGLIANO 813

4. PASQUALE VILLELLA 746

5. MARCO AMBROGIO 720

6. DOMENICO DE BERNARDO 566

7. SALVATORE MONACO 551


DONNE


1. MARIANNA LORIA 1298

2. DORELLA BROGNO 898

3. JAMAICA IURLARO 812

4. CHIARA CESARIO 752

5. ROSA FERRARO 718

6. VALENTINA PACENZA 614



Eletti ASSEMBLEA REGIONALE


UOMINI

ALBERTO SETTEMBRE 602
GENNARO ALESSANDRO ALESSIO 414
STEFANO BORRELLI 383
CARMELINO CAPARELLI 358
ARTURO INTRIERI 332
MARCO ANDREA CARNEVALE 328
FRANCESCO GALLO 327
GIUSEPPE TALARICO 299
COSTANTINO GUGLIELMO 286
FRANCESCO GERUNDINO 263
ALESSANDRO SCAGLIONE 263
FABIO IANNI 261
ANDREA CARAVETTA 350
VINCENZO CAPUTO 248
NINO RICCI 235
FRANCESCO CITTA’ 227
NATALINO BLASCHI 219
STEFANO MAESTRELLO 170
CANONACO 158
FABRIZIO MARTIRE 151
MARIO VALENTE 148


DONNE:


MARIA FRANCESCA AMODEO 712
MARIA CRISTINA GUIDO 687
DOMENICA BORGIA 589
KATIA CONFORTI 490
ILARIA GUIDO 422
MANUELA TUCCI 386
ROBERTA FEDERICO 361
MARILINA COLOSIMO 303
BRIGIDA CRISTALDI 303
ROSITA LEONETTI 262
CATERINA ESTER 257
CATERINA PISANO 239
VERONICA LUCI 231
CARMEN FALCONE 213
FRANCESCA PUGLIESE 204
KETTY BENNARDO 208
MARIA GRAZIA VALENTINI 198
ANNAROSA OLIVERIO 183
LUANA D’ELIA 173
JENNY SALONE 138

martedì 25 novembre 2008

GIOVANI DEMOCRATICI, LARATTA: "CARI RAGAZZI LIBERTEVI DI NOI O NON FARETE ALCUNA STRADA"

GIOVANI DEMOCRATICI, LARATTA: "CARI RAGAZZI LIBERTEVI DI NOI O NON FARETE ALCUNA STRADA"


Il Parlamentare del Pd, Franco Laratta, ha incontrato stamane un gruppo di giovani del Pd, e a proposito delle primarie-baby che si sono svolte in queste giorni ha affermato: "Ragazzi, dovete liberarvi di noi, dei nostri vecchi e consumati metodi, dei nostri peggiori difetti. Perchè cercate di imitare le vecchie generazioni della politica, addirittura cercando in esse sponsor e protezioni? Voi siete chiamati a sostituirci, facendo meglio di noi. Per questo dovete avere coraggio. Noi, che ormai giovanissimi più non siamo, ci siamo fatti strada con la contestazine e perfino con la contrapposizione interna al partito. Oggi questo non accade più. Le disavventure delle premarie dei giovani del Pd in alcune parti d'Italia, hanno rappresentato una brutta pagina. da non ripetere mai più. Ma quello che è ancora più triste è stato assistere ai veccchi metodi applicati alle giovani generazioni, soprattutto per colpa di chi ha pensato di condizionare questi ragazzi e di intrupparli. Così non si fa. Dobbiamo sostenere e aiutare a crescere le nuove generazioni della politica, che devono essere libere di vivere la loro esperienza, di contestare quando è il caso, di essere liberi di agire, muoversi e scegliere!".

PD, RACITI: NO AL CONGRESSO PRIMA DELLE EUROPEE

PD, RACITI: NO AL CONGRESSO PRIMA DELLE EUROPEE


Evitare i politicismi eccessivi nel Pd. No al congresso prima delle Europee. Nessuna alleanza politica con l'Udc. In piazza sui temi sociali e sì al dialogo in Parlamento sulle riforme costituzionali. Ha le idee chiare Fausto Raciti, 24 anni, neo-segretario dei Giovani del Partito Democratico, che sceglie Affaritaliani.it per la sua prima intervista dopo l'elezione popolare. Che cosa pensa delle diatribe interne al Pd tra veltroniani, dalemiani, lettiani, etc...? "Sono un po' distanti dall'esperienza che abbiamo fatto noi nel corso di queste settimane, anche i numeri lo dicono in maniera abbastanza chiara: stiamo costruendo un soggetto abbastanza grande e unitario e, vista la partecipazione, presumo anche abbastanza radicato nel Paese. Non abbiamo avuto diatribe di quel tipo. Spero che il confronto avvenga all'interno del Partito Democratico in maniera serena ma mi auguro che avvenga su questioni che riguardano il Paese, il futuro del Pd e la proposta programmatica che facciamo per l'Italia. Spero che eviteremo i politicismi eccessivi". In molti chiedono un congresso del Pd prima delle elezioni europee. E' d'accordo? "Può essere uno strumento, valutino loro. Onestamente non sono convinto che andare a fare un passaggio congressuale prima delle Europee sia necessario. Perché non vedo nessuno che mette in discussione la leadership di Veltroni in questo momento e non mi pare che sarà in discussione nemmeno in futuro". Vocazione maggioritaria del partito o alleanze? E con chi? "Sono cose che si decidono parlando anche con gli altri soggetti. Capiamo che cosa dicono gli altri partiti e ragioniamo in maniera laica di tutto, di come si può provare a vincere le prossime elezioni politiche". Che cosa pensa dell'alleanza con Casini, vincente in Trentino? "Il modello Trento è il modello di Trento, che è una provincia a statuto speciale. In realtà ho forti dubbi che sia possibile un'alleanza con l'Udc". Scendere in piazza contro il governo o dialogare in Parlamento con la maggioranza? "Bisogna vedere di che cosa stiamo parlando. Sui temi sociali sono per andare in piazza senza riserve; sulla scuola e sull'università lo abbiamo già fatto come Partito Democratico. Sui temi di rilevanza costituzionale, invece, si può e si deve parlare con le altre forze politiche. Non credo che l'una cosa escluda radicalmente l'altra. Bisogna vedere di che cosa stiamo ragionando e che atteggiamento tiene il Centrodestra". Fausto Raciti sarà candidato alle Europee? "Bisogna chiederlo ad altri e non a me". Le piacerebbe? "Io ragiono con i Giovani Democratici su queste cose e non a titolo personale. Per cui lo vedremo". Il dipartimento Organizzazione del Partito Democratico rende noti i dati definitivi dei voti alle primarie per l'elezione a Segretario nazionale dei Giovani democratici, alle quali hanno partecipato 121.623 elettori. Con il 77,03% (93.686 voti) Fausto Raciti è stato eletto alla guida dell'organizzazione giovanile del Pd, seguito da Giulia Innocenzi con il 9,97% (12.126 voti), Dario Marini con il 6,70% (8.149 voti) e Salvatore Bruno con il 6,30% (7.662 voti).

lunedì 24 novembre 2008

GIOVANI DEMOCRATICI, FAUSTO RACITI E' IL NUOVO SEGRETARIO

GIOVANI DEMOCRATICI, FAUSTO RACITI E' IL NUOVO SEGRETARIO


E' Fausto Raciti il primo segretario dei Giovani Democratici. Alle primarie come ha reso noto il Dipartimento Organizzazione del Pd hanno partecipato 121.623 ragazzi tra i 14 ed i 29 anni. A metà scrutinio i risultati che si delineavano erano i seguenti: il 72% dei voti è andato a Fausto Raciti, il 12% a Giulia Innocenzi, 8 % a Dario Marini e il 7% a Salvatore Bruno. Nella serata di domenica sono arrivati a Raciti gli auguri del segretario del PD, Walter Veltroni.Fausto Raciti è il segretario uscente della Sinistra Giovanile, ha ventiquattro anni, è nato ad Acireale ma vive a Roma. Per lui la giovanile democratica dovrà essere costruita “dalle idee libere, dalle passioni sincere, dagli interessi più vari, dai sogni meravigliosi di una generazione che vuole cambiare” e dovrà avere uno scopo preciso : “Riallacciare il filo del discorso tra i Democratici e le giovani generazioni”. Cioè, scrive Raciti, “Aiutare il Partito Democratico a farsi popolo”.

LAMEZIA, IL PD INSEGUE L'UNITA' IN VISTA DELLE PRIMARIE

LAMEZIA, IL PD INSEGUE L'UNITA' IN VISTA DELLE PRIMARIE


Un accordo unitario nel partito per superare le correnti, una dirigenza in cui non ci siano esponenti delle istituzioni. Sono i due punti fondametali discussi nell'ultima riunione della sezione cittadina del Pd in vista delle primarie. «La strada delle correnti che sono utili solo a chi le propone costruiscono un partito completamente fuori dalla realtà che non potrà che perdere le elezioni e consegnare al centrodestra la Regione», ha detto Italo Reale dirigente del Pd cittadino nel corso della riunione in cui c'erano diversi sindaci del comprensorio, l'esecutivo del Pd, il dirigente regionale Mario Paraboschi, il vicepresidente regionale Pasqualino Mancuso, consiglieri comunali e assessori. Quattro le conclusioni della riunione del Pd cittadino: 1) l'elezione dei gruppi dirigenti è estremamente in ritardo rispetto alle esigenze della politica quotidiana ed il dibattito interno sembra concentrato solo sulle regole con le quali si deve arrivare a tale momento; 2) tutto ciò ha inaridito ed allontanato il dibattito dai problemi reali dei Calabresi che sono ben altri, dalle questioni sulla sanità a quelli sul contrasto alla delinquenza organizzata ed alla disoccupazione; 3) l'estrema necessità che si arrivi ad un accordo unitario che consenta un rimescolamento tra le componenti per evitare che si trasformino in correnti e per non ripetere la parte negativa delle primarie dove hanno votato anche quelli che con le posizioni del Pd non avevano nulla a che fare; 4) la necessità di costruire un partito vero presuppone che il quadro dirigente, che dovrebbe uscire da queste consultazioni, necessariamente sia una cosa diversa rispetto a chi ha una sua responsabilità nelle istituzioni. (Gazzetta del sud)

Giovani Democratici, Raciti verso la segreteria.

Giovani Democratici, Raciti verso la segreteria.

Oltre 120.000 i ragazzi che hanno votato il 21 novembre
Il Dipartimento Organizzazione del Pd rende noto che a metà dello scrutiniodegli oltre 120.000 voti delle primarie dei giovani i risultati che si delineano sono i seguenti: il 72% dei voti è andato a Fausto Raciti, il 12% a Giulia Innocenzi, 8 % a Dario Marini e il 7% a Salvatore Bruno.
Lo scrutinio prosegue e i risultati definitivi ci saranno nelle prossime ore.

Salvatore Bruno è di Prato, ha ventisette anni e sta per laurearsi in Giurisprudenza presso l'università di Firenze. Nel suo programma dice che la “politica è il solo mezzo con cui si trovano le soluzioni ai problemi che affliggono il nostro tempo”. Tra questi, Bruno è convinto che la giovanile democratica debba lottare soprattutto per quanto riguarda l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro e per tutti i grandi temi legati ai diritti civili. Per il giovane toscano, l'organizzazione giovanile del PD dovrebbe essere “snella” e territorialmente “radicata”.

L’unica ragazza del quartetto, Giulia Innocenzi, è di Rimini, ha ventiquattro anni e studia Scienze Politiche alla LUISS di Roma. Come per Bruno, anche la Innocenzi mette al centro del suo programma i diritti civili e i temi etici: ”perché la libertà di ricerca, l’antiproibizionismo, la vita indipendente e i diritti civili non siano più esclusi dalle battaglie della Sinistra italiana”. Per la candidata romagnola, inoltre, fondamentale è anche la riforma della scuola e dell'università che deve realizzarsi attraverso tre punti chiavi “laicità, libertà e merito”.

Dario Marini è bresciano, ha ventisette anni, una laurea in Scienze Politiche e si sta specializzando alla Cattolica di Milano. Per lui un programma rapido e sintetico. “Riconosciamo – scrive - di dove essere responsabili nei confronti della collettività. Qualche esempio: tutelare l’ambiente, servizio civile obbligatorio, volontariato per biblioteche notturne”. Indispensabile, per Marini, il no ad “un centralismo democratico” a favore di una “struttura federale dove il principio di sussidiarietà è fondamentale”.

Fausto Raciti è il segretario uscente della Sinistra Giovanile, ha ventiquattro anni, è nato ad Acireale ma vive a Roma. Per lui la giovanile democratica dovrà essere costruita “dalle idee libere, dalle passioni sincere, dagli interessi più vari, dai sogni meravigliosi di una generazione che vuole cambiare” e dovrà avere uno scopo preciso : “Riallacciare il filo del discorso tra i Democratici e le giovani generazioni”. Cioè, scrive Raciti, “Aiutare il Partito Democratico a farsi popolo”.

YouDem, la tv del Partito Democratico, seguirà la giornata grazie anche alla partecipazione degli utenti che vorranno contribuire al palinsesto democratico con i loro contributi. Tutti i video che i “reporter” invieranno, andranno a comporre il mosaico delle immagini dell'Italia dei Giovani Democratici.

domenica 16 novembre 2008

PD: VENERDI’ 21 NOVEMBRE PRIMARIE GIOVANI DEMOCRATICI :CETRARO IN PRIMA LINEA

PD: VENERDI’ 21 NOVEMBRE PRIMARIE GIOVANI DEMOCRATICI :CETRARO IN PRIMA LINEA

Seggi aperti dalle ore 8 alle 23

Venerdì 21 novembre si terranno le Primarie dei Giovani Democratici per eleggere il segretario nazionale, l’assemblea nazionale e le 20 assemblee regionali: i seggi rimarranno aperti dalle ore 8 alle 23. Anche Cetraro cercherà di far eleggere la propria candidata all'assemblea regionale: Francesca Pugliese

Ogni giovane tra i 14 e i 29 anni potrà partecipare alla costituzione dell'organizzazione giovanile del PD, votando presso il seggio più vicino alla propria residenza o presso il luogo di studio universitario, laddove sia stato istituito. Si ricorda che il termine ultimo per la presentazione delle candidature per l’assemblea nazionale e per le assemblee regionali è fissata per le ore 24 del 17 novembre.

Nel pomeriggio del 17 inizierà la pubblicazione dell’elenco dei seggi sul sito www.giovanidemocratici.org (che si può raggiungere anche cliccando il banner presente sul sito nazionale del PD) dove si possono, inoltre, trovare i profili e le dichiarazioni di intenti dei quattro candidati alle primarie per la segreteria nazionale.

Anche Youdem.tv seguirà le primarie dei giovani: registrandosi sul sito www.youdem.tv si potranno caricare i video per promuovere le candidature.

IL PD GIOVANI DI CETRARO

venerdì 14 novembre 2008

DOMANI ACCADRA'...…..Modello per la Cetraro del Futuro

Di Giuseppe Maritato (candidato alla segreteria PD Cetraro)

DOMANI ACCADRA'...
…..Modello per la Cetraro del Futuro




Tale modello, vuol far emergere chiaramente la volontà di concretezza, la capacità di saper coniugare il sogno di un futuro
migliore alla capacità e la volontà di realizzarlo nei fatti, spiegando in che modo. Queste saranno le
basi concrete con le quali aprire una fase di discussione interna a tutto il partito nei vari territori e
proporre il confronto con tutta la società Cetrarese per portarci al meglio ad affrontare i prossimi
anni che vedranno il rinnovo sostanziale di quasi tutti i livelli istituzionali della nostra realtà.
Siamo nel pieno di una tempesta finanziaria che incide fortemente su una situazione economica
del Paese che era già molto pesante. Attraversiamo un drammatico snodo della società
contemporanea nel quale appare inevitabile porre rimedio agli effetti di una interpretazione tutta
finanziaria della globalizzazione, che è venuta prima di tutto dagli Stati Uniti, che ha messo la
finanza al posto di tutto, prima di tutto.Il rischio che si sta già vivendo non è solo il crollo del castello di carta della finanza creativa, ma
guai seri per l’economia delle persone, delle aziende. Siamo già entrati in una fase di
recessione la cui entità è impossibile sapere. Dopo la vittoria di Barack Obama siamo più fiduciosi che il mondo ce la possa fare a riportare nella
giusta rotta il cammino di una società ha lasciato troppo spazio al lato selvaggio della
globalizzazione e non ha saputo imporre regole e comportamenti virtuosi a tutto il sistema,
attraverso la politica e la regolazione pubblica.
In Calabria, a Cetraro tocca ancora una volta alle forze serie del Paese avere responsabilità e stare nella vita e
nelle preoccupazioni delle persone e delle aziende. Noi dovremo farlo ancora una volta e lo
faremo.
Si devono produrre politiche per l’innovazione e la qualità nella produzione e nei consumi.
Il nostro Paese ha un andamento economico negativo e oramai da tempo ciò ha
intaccato la sfera delle possibilità economiche di molte persone, fino ad arrivare a colpire
anche il ceto medio e piccolo.
Di fronte a questa vera emergenza il Governo è assente. Non c’è politica economica, e quando c’è
è fallace.
Si apre una stagione molto seria anche per Cetraro. Ancora non si conosce l’entità dell’impatto
prodotto dalla crisi finanziaria. Ma è logico pensare che sarà pesante. Si sa però che già molte
aziende che hanno possibilità di produrre, al momento di accedere alle banche per richiedere
prestiti per allestire la produzione, ottengono risposte non sempre positive alle loro esigenze. Sono convinto,sostiene (Giuseppe Maritato) che la discussione e il confronto su quale tipo di economia sia necessaria per il futuro non
debba essere riservato esclusivamente a studiosi e capi di stato, ma che sia necessario aprire un
confronto in tutta la società al quale un partito che nasce dalla gente come il nostro non può esimersi da dare
impulso.
Ecco perché, prima delle elezioni amministrative, il PD deve impegnarsi, ad aprire un confronto unitario, ed anche
con intellettuali ed economisti intorno al quale innescare un dibattito in tutta la società Cetrarese a
partire da imprenditori e lavoratori. Crediamo che discutere sulla concreta organizzazione futura
dell'economia sia fonte di buona politica. Vogliamo dare una sede di confronto aperta a chi è
interessato ad approfondire e discutere questi argomenti. Invitiamo fin d'ora enti culturali,
fondazioni economiche, mondo accademico, rappresentanze sociali, a porsi positivamente e
contribuire alla costruzione di questo percorso.Individuare ,unitariamente, un candidato per le provinciali…ed il pd nella sua interezza può contare su grandi soggetti capaci di rappresentare il collegio intero
Il Progetto: una “modernizzazione pensata” di Cetraro
Adesso dobbiamo attuare quello “scatto” che è richiesto, renderci protagonisti attivi e virtuosi del
passaggio di fase a cui siamo chiamati, consapevoli che gli strumenti e le risorse a disposizione
sono scarsi, ma che non per questo possiamo permetterci di rimanere passivi.
Cetraro ha le condizioni per farlo nel migliore dei modi perché ha solide le radici su cui basare
questo ragionamento. Ha radici forti nella società sia economiche che sociali e civili. Ha le basi per organizzare un
buon gruppo candidabile per essere parte o futuro del governo del paese .
Ma queste oggi non bastano. Occorre, in breve, un'opera di ricostruzione di un modello contemporaneo che ci
lanci decisamente verso il futuro. Non possiamo restare statici. Non dobbiamo rincorrere
passivamente modelli vuoti e pericolosi di “modernità di carta”.
Il PD ha la responsabilità fondamentale in una regione dove è di gran lunga la forza politica più
importante. E' per questo che occorre decidere. Decidere, unire e proporre con
dinamismo una “modernizzazione pensata” di Cetraro. La situazione ce lo impone. Spetta a noi
il compito di indicare l'idea di Cetraro del futuro.
Per le ragioni di cui sopra ogni candidato deve impegnarsi a costruire il suo programma
condividendo il progetto del Pd di Cetraro ed a verificarne lo stato di attuazione . Ogni candidato “corre alla pari” con gli altri, con modalità eticamente
ineccepibili, nel rispetto delle regole e con un
orientamento alla costruzione collettiva e non all'affermazione personale.
Ogni uomo si misura nell'interesse del proprio territorio per favorire la partecipazione e la proposta di cambiamento.




Giuseppe Maritato (Candidato alla segreteria del PD di Cetraro)

giovedì 13 novembre 2008

Un paese in crisi.

Un paese in crisi.

Un paese vecchio, scoraggiato e sempre più povero. E' l'Italia fotografata dall'ISTAT, non dai giornali che ce l'hanno col premier o dall'opposizione catastrofista. Questo è quanto emerge dall'Annuario Statistico Italiano dell'Istat con dati relativi a tutto il 2007 e a parte del 2008. Dati difficili da digerire per l'orgoglio patriottico e per un governo che non riesce ad arginare la crisi se non con spot pubblicitari, accuse alla stampa e offese all'opposizione.

La crisi economica generale ha avuto un risvolto psicologico determinante nella percezione di soddisfazione tra le persone. La percentuale di coloro che si dichiarano molto o abbastanza soddisfatte per la propria situazione economica ha avuto un vero tracollo. Solo il 43,7 % della popolazione con almeno 14 anni si dichiara soddisfatto. Nel 2006 erano pari al 51,2% e nel 2001, 64,1%. Le stesse difficoltà si riscontrano analizzando i nuclei familiari: sono il 54,5% coloro che dichiarano un peggioramento della propria situazione economica, rispetto al 41% dell'anno precedente. Conseguentemente aumenta la percentuale delle famiglie che dichiarano aver registrato “molto peggiorata” la propria situazione, pari al 16,2% contro al 9,2 del 2006. Scendono le percentuali delle famiglie che hanno mantenuto invariato il livello economico (dal 51,9% del 2006 al 39,4 del 2007) e di quelle che hanno quantificato un miglioramento definendo “ottime” le proprie risorse (0,8% della popolazione).

Per quanto riguarda l'istruzione, l'annuario conferma il trend positivo dell'aumento del numero di studenti iscritti. Si legge che “l’aumento della scolarizzazione ha prodotto, nel corso degli anni, un costante innalzamento del livello di istruzione della popolazione italiana; la quota di persone con qualifica o diploma di scuola secondaria superiore si attesta al 32,4%, mentre il 10,2% possiede un titolo di studio universitario”.

In flessione il numero delle iscrizioni all'università (16mila iscrizioni in meno pari al 5% in meno) con l'eccezione dei corsi triennali di chimica-farmaceutica e ingegneria. La popolazione universitaria nel 2007 si attesta a 1 milione 800 mila unità con forte connotazione di mobilità territoriale in quanto uno studente su cinque studia in una regione diversa da quella di residenza.

Le donne si confermano più propense a continuare con gli studi - 71 su 100 diplomate si iscrivono all'università - e più brave dei colleghi maschi nel conseguire la laurea in minor tempo: le laureate sono circa 24 ogni 100 venticinquenni contro i 17 laureati ogni 100 maschi della stessa età.


“I dati dell’annuario Istat dimostrano come la scuola rappresenti una priorità nel nostro Paese e sia importante ed urgente mettere in atto una politica di investimenti che fornisca le risorse necessarie per innovare e migliorare”. Lo ha dichiarato Maria Coscia, responsabile Scuola del governo ombra del PD.
“Tra i tagli indiscriminati che il governo propone, tanto per citare un esempio, c’è quello per l’istruzione degli adulti, mentre tutti i dati dimostrano che per raggiungere i livelli europei è necessario attivare un sistema di educazione permanente che accompagni lungo l’arco della vita. Allo stesso modo, in Italia siamo lontani dall’obiettivo di portare l’85% dei ragazzi al diploma e il resto alla qualifica professionale. Tutto questo a conferma che l’istruzione rappresenta una risorsa fondamentale per la crescita di un Paese e in nessun caso può diventare una spesa in più da tagliare come vorrebbero far credere i ministri Tremonti e Gelmini”.

"I dati presentati oggi dall'Istat confermano l'illogicità dei tagli all'istruzione praticati dal Governo attraverso la riforma Gelmini e la manovra finanziaria". Lo ha dichiarato la capogruppo del PD nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, che ha aggiunto: "si tratta di due provvedimenti contrari al dato di realtà della società italiana che presenta, al contrario, una crescente richiesta di istruzione e formazione".
"Il Governo – ha sottolineato la Ghizzoni - può ancora ripensarci e lo può fare agendo sul piano programmatico proposto dal Governo per intervenire sulla scuola, che è lo strumento che definisce come e dove praticare i tagli e che è al momento in discussione nelle commissioni Cultura di Camera e Senato. Il PD – ha continuato - nel ribadire la propria netta contrarietà sull'operato del governo in materia scolastica, chiede una rivisitazione radicale del piano al fine di potenziare le risorse destinate alla scuola e qualificare l'offerta formativa. I dati dell'Istat non possono essere sottovalutati, il ministro Gelmini dovrebbe farsi un esame di coscienza e comprendere l'impraticabilità delle proprie proposte politiche".

"Defraudare l’istruzione e la cultura di investimenti e di attenzione equivale a defraudare il Paese della sua stessa essenza e della sua possibilità di crescere. Questo sta facendo il Governo con i tagli alla scuola che risultano confermati nella legge di bilancio". Lo ha dichiarato la deputata del PD, componente della commissione Cultura della Camera, Rosa De Pasquale, che ha precisato: "permangono i tagli ai finanziamenti all’edilizia scolastica che il governo Prodi , dopo anni di mancati interventi, aveva previsto al fine di attivare un utile piano per l’edilizia scolastica di concerto con le regioni che ne avrebbero finanziato una parte. Lo stesso vale per i tagli ai finanziamenti per il funzionamento delle Istituzioni scolastiche e i fondi per le scuole paritarie".
"Nuovamente - continua - il governo viene meno alle proprie promesse, non rilevando nemmeno che nel caso delle scuole paritarie le promesse fossero state fatte dal Presidente del Consiglio in persona. Inoltre non si capisce perché la maggioranza abbia dichiarato che poi sarà eventualmente il governo a disporre in tempi successivi il ripristino dei finanziamenti alle scuole paritarie".La popolazione è in aumento ma solo grazie all'afflusso straniero. Alla fine del 2007 la popolazione italiana era pari 59 milioni 620 mila in aumento di circa 488 mila rispetto al 2006 con il segno positivo determinato dal flusso migratorio pari a quasi 495 mila unità. I dati salienti del rapporto evidenziano come un italiano su 5 sia ultrasessantacinquenne e che gli stranieri residenti rappresentano il 5,8% della popolazione totale (il 1° gennaio erano 3.432.651). Dato incoraggiante sta nel miglioramento del tasso di fecondità delle donne italiane salito nel 2007 a 1,37 per donna.

Aumentano le difficoltà sul lavoro e si allargano le distanze tra Nord e Sud per quanto riguarda il benessere generale. Il dato che emerge dall'Annuario parla chiaro: proporzionalmente al calo della soddisfazione lavorativa – che passa da 76,3% al 74,6% - aumenta quella relativa alla vita privata degli italiani intesa come famiglia, amici e tempo libero. In contro tendenza il tasso di disoccupazione che dopo aver raggiunto nel 2006 il dato più basso dal 1993 pari al 6,1%, torna a crescere attestandosi nel primo trimestre al 7,1% (per un totale di 23.170.000 occupati).
Il meridione viene colpito in maniera maggiore dalla crisi: i cittadini che si dichiarano soddisfatti della propria condizione economica sono solo il 33,4% al Sud contro il 51,8% al Nord e il 43,1% al Centro. Lo stesso divario si consolida anche comparando la percezione dello stato di salute: la soddisfazione è pari al 77,3% nel Sud contro l'82,8% nel Nord. La percentuale dei nuclei familiari che dichiarano molto peggiorata della propria situazione economica scende fino al 18,7% nel Sud contro al 14,9% nel Nord.

PD: VELTRONI NOMINA MIGLIAVACCA COORDINATORE CAMPAGNE ELETTORALI

PD: VELTRONI NOMINA MIGLIAVACCA COORDINATORE CAMPAGNE ELETTORALI


Il segretario del Partito democratico, Walter Veltroni, ha nominato oggi Maurizio Migliavacca coordinatore delle campagne elettorali del PD. Ne da' notizia l'ufficio stampa del Pd.

REGIONE, SI E' DIMESSO L'ASSESSORE ALLA SANITA'

L’assessore regionale alla Sanità, Vincenzo Spaziante, ha rassegnato le dimissioni con una lettera arrivata sul tavolo del presidente della Regione, Agazio Loiero. Lo ha reso noto, confermando così alcune voci circolate mercoledì pomeriggio, il portavoce del presidente, il quale ha spiegato che “Loiero non ha preso alcuna decisione in merito”. “Anche in questa occasione - ha aggiunto il portavoce del presidente - Spaziante ha confermato eleganza istituzionale e amore verso la Calabria, manifestando ulteriormente la propria stima e l’apprezzamento nei confronti di Loiero e dell’azione di governo soprattutto nel settore della Sanità, dove si è lavorato e si lavora per imprimere una netta discontinuità con il passato, quella discontinuità che ha fatto venire alla luce i nodi antichi e mai risolti”. “Tra i motivi che hanno spinto l’assessore Spaziante a mettere a disposizione del presidente l’incarico - ha spiegato ancora il portavoce - la delicatezza del momento che impone scelte coraggiose per assicurare una sanità adeguata ai bisogni dei calabresi”. In un passaggio della sua lettera Spaziante scrive a Loiero: “Da qui in avanti la responsabilità del settore non può essere divisa e quella tecnica, da me fin qui espressa, deve coincidere per intero con quella politica. Per quanto posso valutare io, al più alto livello politico istituzionale al quale normalmente si esplica”. Spaziante, come ha spiegato ancora nella lettera a Loiero, ha riconfermato il proprio impegno “al servizio della Calabria in un’altra e più efficace posizione”, quella di commissario di governo per l’emergenza. Nella sua lettera di dimissioni l’assessore Spaziante ha inteso ringraziare il presidente Loiero per il sostegno avuto (“Non mi hai mai fatto sentire solo, mai ho sentito limiti o condizionamenti alla mia attività”). Spaziante, nella lettera a Loiero, si è anche augurato che il suo gesto, “oltre a esserlo nella sostanza”, venga anche “percepito da tutti in modo limpido e trasparente come un gesto finalizzato esclusivamente a rafforzare la Calabria e la tua giunta”, con la prospettiva di garantire “la sovranità piena della Regione nel campo delle politiche sanitarie”. Secondo quanto ha scritto Spaziante nella lettera di dimissioni, nella contrattazione per il piano di rientro nel settore della Sanità che la Regione si appresta a fare “c’é bisogno del massimo di autorevolezza politico-istituzionale”, e tale autorevolezza, fa intendere Spaziante, può averla solo il presidente Loiero. (Il Giornale di Calabria)

ROTTURA SINDACALE, IL PD: E' TUTTA COLPA DEL GOVERNO

ROTTURA SINDACALE, IL PD: E' TUTTA COLPA DEL GOVERNO


È allarme rosso nel Pd per l'unità sindacale: dopo l'invito separato di Silvio Berlusconi, martedì sera, a Cisl e Uil e le spaccature tra Cgil e Cisl, lo spettro di una frattura definitiva tra il sindacato bianco e quello rosso non è mai stato così vicino. Quello che tutto il Pd teme, da Walter Veltroni a Massimo D'Alema fino ai popolari di Franco Marini, è che si arrivi a quel bipolarismo sociale a cui secondo il Pd il governo mira. E per evitare questo scenario è partito il pressing degli ex popolari su Raffaele Bonanni. Tutto il Pd è furioso con il governo. «Sono totalmente irresponsabili - tuona Pierluigi Bersani - se si deve discutere un pacchetto anticrisi si invitano tutti, poi chi vuole andare va. Un governo che punta a dividere, accende dei fuochi in una situazione già tesa». «Da ministro - ricorda Cesare Damiano - ho sempre lavorato all'unità sindacale. Pensare che il successo della trattativa si fondi sulla divisione, è pericoloso, specie in un momento di crisi che richiede l'unità del Paese». Sulla stessa lunghezza d'onda Pierpaolo Baretta, ex numero due della Cisl: «Questo è uno dei momenti più delicati della storia sindacale, è una delle divisioni più profonde che si sono vissute; questo deve preoccupare noi e pure i sindacati». Baretta auspica un «passo indietro della politica», e che «il governo non voglia utilizzare le divisioni sindacali. Sarebbe un danno gravissimo per il Paese puntare al bipolarismo sociale». Il problema è che il governo Berlusconi punta proprio a questo scenario, e lo si è visto nella vicenda Alitalia, come ha sottolineato ai suoi Veltroni. Anche Massimo Calearo, che viene da una cultura diversa dagli ex Ds o dagli ex popolari, critica il governo che «non deve spaccare, ma cercare di coinvolgere tutti: poi ogni sindacato è libero di accettare». Il problema, ora, è il che fare. Come evitare una radicalizzazione delle posizioni delle sigle confederali. Parte degli ex popolari rimprovera a Guglielmo Epifani un eccesso di massimalismo. «La Cgil - dice Beppe Fioroni - deve capire che la storia e il mondo sono cambiati; non può fare come quelli che resistevano a Galilei dicendo che è il sole che gira attorno alla terra. Certi massimalismi non vanno più bene». E Sergio D'Antoni, ex segretario generale della Cisl, è critico per la proclamazione dello sciopero generale da parte della Cgil: «Un conto è la dialettica, un conto un atto unilaterale che spacca i lavoratori». Ma proprio tra gli ex popolari e soprattutto negli ex cislini, da Marini a D'Antoni, da Baretta a Luigi Cocilovo, e anche in altri esponenti come Pierluigi Castagnetti o Rosy Bindi, le riserve riguardano piuttosto la tenuta di Bonanni. Negli ultimi passaggi, vedi le vicenda Alitalia o scuola, Epifani non ha peccato di massimalismo, dicono. Per esempio con Cai ha firmato anche lui e semmai è riuscito a strappare a Colaninno, qualcosa che Bonanni e Angeletti non avevano ottenuto firmando subito. E ora se Bonanni su scuola e università frena troppo, rischia di non rappresentare la base Cisl, che è più vicina alle posizioni di Epifani. Di qui il pressing sull«'amico Raffaele». Il mondo del lavoro, è il ragionamento che gli viene fatto, oggi è in contrapposizione al governo, non solo nella scuola, ma anche nel pubblico impiego, e altri comparti. Se Bonanni sposa troppo le posizioni del governo, ci sarà una crisi della rappresentanza nella Cisl, con gli iscritti che si disperderanno tra Cgil e nuove sigle autonome che nasceranno. Altro che unità sindacale. Il mondo cattolico sarà marginale non solo in politica ma anche tra le organizzazioni dei lavoratori.

SONDAGGIO: GOVERNO IN NETTO CALO, LA LUNA DI MIELE E' FINITA

SONDAGGIO: GOVERNO IN NETTO CALO, LA LUNA DI MIELE E' FINITA


La vicenda Alitalia che sembrava risolta e invece è caos, una riforma della scuola che continua a incassare proteste e malcontento, la crisi finanziaria, l'assenza di interventi ad ampio spettro per sostenere imprese e famiglie, le gaffe sul piano internazionale. Un inverno freddo per Silvio Berlusconi e il suo governo. Il sondaggio realizzato dall'istituto Ipr Marketing per Repubblica.it rivela un significativo calo di fiducia nei confronti del premier e del suo esecutivo. Che diventa vistoso nel caso di alcuni ministri. Come quel 5% in meno per Maria Stella Gelmini. Diminuisce la fiducia anche nel Popolo delle libertà, il Partito democratico cerca di rimontare dopo i momenti difficili dei mesi scorsi. La luna di miele con gli elettori sembra essere già finita: anche se il Cavaliere mantiene un significativo gradimento. A soffrire della contrazione sono sia l'esecutivo che Berlusconi, in qualità di presidente del Consiglio. Entrambi perdono quattro punti percentuali. L'offuscamento della fiducia nei confronti del premier si riflette anche sul Pdl. Che pur rimanendo il partito che riceve maggiore fiducia, subisce un'erosione di quattro punti. Due punti guadagna invece il partito di Walter Veltroni, in significativa ripresa dopo la flessione dei mesi passati. Due punti percentuali in più accordati anche alla Lega, stabile di fatto fin dall'inizio della legislatura. Nessuna variazione per Italia dei valori e Udc. Evidenti le flessioni per i ministri. La crisi e i timori di recessione non giovano a Tremonti, che cede il 4%. Tra fannulloni, tornelli e sostegno al pacchetto anticrisi del titolare del Tesoro, va male anche al sempre popolare Brunetta, che perde 3 punti percentuali. A registrare un -2% sono Matteoli (Infrastrutture e trasporti), Prestigiacomo (Ambiente) e Calderoli (Semplificazione legislativa). Disastroso l'esito per il titolare dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini: -5%. Un risultato che va oltre le previsioni, anche quelle dello stesso Berlusconi che, nel pieno delle proteste contro la riforma della scuola, aveva paventato un calo di consensi nei confronti del ministro addebitandolo tuttavia a "una vasta azione di disinformazione".

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Sono le 15:30:06 di Giovedì, 13 Novembre

mercoledì 12 novembre 2008

PD COSENZA: CONCLUSA PRIMA PARTE LAVORI COMMISSIONE PER TESSERAMENTO

PD COSENZA: CONCLUSA PRIMA PARTE LAVORI COMMISSIONE PER TESSERAMENTO


Cosenza, 12 nov - La Commissione Provinciale di Garanzia per il tesseramento al PD ha concluso all'unanimita' la prima parte dei suoi lavori, consegnandoli al Comitato regionale. La Commissione e' soddisfatta per il lavoro svolto finora, portato avanti con spirito unitario e di piena e leale collaborazione tra tutti i componenti. I componenti della Commissione - si legge in una nota - auspicano un forte insediamento del PD nella provincia di Cosenza e sono certi che il grande successo di partecipazione del 14 ottobre scorso potra' ripetersi consolidandosi in un tesseramento popolare e di massa. Invitano, pertanto, le forze vive della societa' civile a entrare e partecipare a questa straordinaria fase di organizzazione del partito. Il PD e' un partito nuovo che e' impegnato a costruire un profondo rinnovamento della politica e della societa', ancor piu' in Calabria, regione che vive problemi antichi e nuovi e che e' protesa verso un auspicato futuro di sviluppo e di innovazione cui un PD forte e organizzato puo' e deve dare un contributo decisivo.

PD/COSENZA: ASSEMBLEA COSTITUENTE IL 15 NOVEMBRE

PD/COSENZA: ASSEMBLEA COSTITUENTE IL 15 NOVEMBRE


Cosenza, 12 nov - La Coordinatrice Provinciale del Pd di Cosenza, Maria Francesca Corigliano, ha tenuto una riunione con i massimi esponenti delle aree politiche emerse il 14 ottobre e con le espressioni istituzionali del partito, comunicando l'intenzione, d'intesa con la Presidente, di convocare l'Assemblea Costituente Provinciale per il prossimo 15 novembre. Due i temi politici posti all'attenzione dei presenti: le prossime elezioni amministrative e l'organizzazione del partito nei territori con l'avvio del tesseramento e l'elezione degli organismi locali. Piena la condivisione dei presenti sulla proposta avanzata dalla Coordinatrice - informa un comunicato - di sottoporre all'Assemblea Provinciale la candidatura di Mario Oliverio a Presidente della Provincia nelle elezioni del 2009. Sulla ricandidatura di Mario Oliverio, durante la riunione, e' stata registrata unanime e convinta convergenza da parte di tutti.

lunedì 10 novembre 2008

PROVINCIALI TRENTO, SI CONFERMA DELLAI. IL PD: "IL VENTO STA CAMBIANDO"

PROVINCIALI TRENTO, SI CONFERMA DELLAI. IL PD: "IL VENTO STA CAMBIANDO"


TRENTO - Il presidente uscente della provincia di Trento Alessandro Dellai, candidato del centrosinistra sostenuto anche dall'Udc, è stato riconfermato con il 56,99% dei voti. Sergio Divina, lo sfidante della Lega, , sostenuto dal centrodestra, si è fermato al 36,51%. Per quanto legate al contesto molto particolare rappresentato dalla provincia autonoma di Trento, le elezioni erano considerate comunque entro una certa misura un banco di prova per valutare lo stato di salute delle coalizioni su base nazionale e per questo il risultato è stato salutato con grande soddisfazione dal segretario del Pd Walter Veltroni. "Sono un importante segnale di valore nazionale - ha commentato il leader dell'opposizione nazionale - e confermano come anche nel nostro Paese il clima stia cambiando. Il successo ottenuto, innanzitutto, dal presidente Lorenzo Dellai premia una positiva azione di governo ed una personalità di notevole spessore politico e amministrativo. Accanto a questo, il risultato ottenuto dal nostro schieramento, che incarna una nuova e coerente ispirazione riformista e una visione di moderno autonomismo, supera di circa venti punti quello del centrodestra. E' un dato che deve far riflettere e che si inserisce in un mutato clima politico e sociale dell'Italia nei confronti del governo Berlusconi". "Davvero significativo - ha sottolineato ancora Veltroni - il contributo dato all'affermazione di Dellai dalla stessa Udc. Questo conferma il fatto che parte consistente dell'elettorato moderato guardi con sempre maggiore interesse ad uno schieramento di centrosinistra moderno e credibile. Questo mentre il Pdl è precipitato al 12 per cento, scavalcato anche dalla Lega". Il verdetto delle urne fa infatti del Pd il primo partito di Trento, con il 21,62% dei suffragi, mentre il Pdl (12,26%) è in netto calo e costretto a incassare la seconda sconfitta consecutiva del centrodestra dopo le provinciali in Alto Adige. Al secondo posto l'Upt (Unione per il Trentino), formazione civica guidata dallo stesso Dellai, con il 17,92 per cento. Al terzo posto la Lega Nord (14,21). A seguire il Patt-Partito trentino tirolese (8,52%) Verdi e Democratici (2,77%), Italia dei Valori (2,73%). L'Udc, pur schierato con Dellai, non ha partecipato invece al voto per esclusione sentenziata dal Consiglio di Stato il 17 ottobre scorso a causa di un vizio formale all'atto della registrazione della lista. Alla vigilia del voto le previsioni erano di uno scarto limitato fra i due e secondo alcuni sondaggi Divina veniva dato in testa. I numeri reali, però, alla fine sono stati molto diversi. L'affluenza alle urne è stata del 73,07%, l'1,15% in meno rispetto alle Provinciali del 2003. I 35 consiglieri che verranno eletti formeranno (con quelli della Provincia autonoma di Bolzano) il consiglio regionale. Per la prima volta nella storia le elezioni non si sono svolte però contestualmente con l'Alto Adige, dove si sono tenute il 26 ottobre.

PRIMARIE DEI GIOVANI DEL PD: ISTRUZIONI PER L'USO

PRIMARIE DEI GIOVANI DEL PD: ISTRUZIONI PER L'USO


Il 21 novembre in tutta Italia si terranno le elezioni primarie dei giovani del Partito Democratico. Sono elezioni aperte a tutti i giovani di età fra i 14 e i 29 anni, che voteranno nel proprio territorio di appartenenza. Obiettivo dichiarato: "dare voce ai giovani e permettere loro una partecipazione attiva nel partito, valorizzando soprattutto la parità di genere". Per ulteriori informazioni circa le candidature è possibile consultare il sito internet www.giovanidemocraticicb.wordpress.com, o in alternativa contattare la sede regionale al numero 0874311455. Tutte le modalità di svolgimento delle elezioni verranno portate a conoscenza nei prossimi giorni mediante apposita conferenza stampa.

domenica 9 novembre 2008

FORUM TEMATICO PD DI CETRARO...un unica voce intonava la sala Giovanni Losardo:Giuseppe Maritato candidato a segretario pd di Cetraro

FORUM TEMATICO PD DI CETRARO...un unica voce intonava la sala Giovanni Losardo:Giuseppe Maritato candidato a segretario pd di Cetraro

Assemblea molto partecipata quella di sabato 8 novembre da parte del forum tematico pd, sala G. Losardo stracolma di giovani,donne . L'assemblea ha visto gli interventi di Monica Marzella(coordinatrice del forum tematico pd cetraro)il quale ha evidenziato l'onda del ricambio che l'america ci impone e anche ciò che la straordinaria manifestazione del 25 ottobre ha voluto dimostrare. Cetraro ha bisogno di ricambio.L'altro intervento è stato quello di Livio Fardello che ha posto l'accendo sulla poca visibilità donata al pd da parte del patto per la città. A seguire l'intervento del dirigente Franco Mazza che sottolineando la ventata di novità pervenuta dagli Stati Uniti,bisogna impegnarsi affinchè anche Cetraro nella sua interezza si doti di strtegie,proposte politiche e dirigenti giovani,per ridare speranze ai cittadini. Il dirigente nel suo intervento ha proposto Giuseppe Maritato come il soggetto che può rappresentare al meglio la novità barak obama.Successivo intervento quello dell'Assessore al commercio del comune di cetraro Ermanno Cennamo,il quale nel ringraziare e elogiare la grande presenza dei giovani si è reso disponibile affinche anche a cetraro si infonde un clima di cambiamento. Poi è stata la volta dei giovani:ad iniziare dalla dott.ssa Donatella Maritato che ha puntato il dito contro le scelte e le politiche sbagliate della politica,sostenendo che la politica deve guardare con più interesse e serietà ai problemi della gente.Donatella Maritato ha poi concluso che anche cetraro ha fino a questo momentro dimostrato politiche poco efficienti. E' stata la volta di Luca Iacovo che ha posto l'accendo sui mali che presenta in questo momento la politica cetrarese: mancanza di giovani e donne. Venendo a mancare la differenza non è ipotizzabile un ricambio ne generazionale ne identitario. Tutti hanno a gran voce gridato il nome di Giuseppe Maritato a Futuro Candidato del Pd di Cetraro e hanno posto l'accendo sulla poca visibilita (visto il peso elettorale del pd)donata dal patto per la città.
L'intervento tanto aspettato,di Giuseppe Maritato il quale nel presentare e spiegare i punti di forza della proposta politica, ha affermato:
Lo spirito che muove le idee che seguiranno è quello di aderire apertamente al progetto di partito democratico sostenuto tra i tanti e in prima persona da Walter Veltroni. Abbiamo davanti a noi una sfida straordinaria al contempo ardua e avvincente,quella di costruire a Cetraro un PArtito Democratico solido. Un partito democratico aperto e plurale non è lo slogan che ho coniato per l'occasione,è un'idea di partito che è venuta maturando con le idee di altri democratici.
L'Italia ha bisogno di dialogo e soluzioni,non di rissa e di propaganda, lo stesso vale per Cetraro e la Calabria ,oggi più che mai. Non vogliamo un partito solo per noi, lo vogliamo nell'interesse di tutta Cetraro,lavoriamo per il bene di tutti. Dobbiamo ricercare le ragioni e il sentimento di essere una comunità e di dare risposte vere ai problemi. E' indispensabile tornare ad essere comunità solidale con un forte senso dell'equità e della giustizia. Cetraro deve mantenere ,si, l'orgoglio delle proprie radici culturali ma guardare con forza al futuro.
Costruiamo insieme un progetto per il futuro, donne ,giovani, anziani, tutti gli uomini liberi devono avere la possibilità reale di essere parte integrante di questo progetto. Ma per fare questo c'è bisogno di un partito nuovo che consenta un modo nuovo di fare politica , è questo può essere il pd.Senza sviluppo ,senza capacità imprenditoriale,senza dedizione verso il lavoro,senza un intervento pubblico mirato ma non invadente non c'è futuro.Saper spendere le considerevoli risorse a disposizione della nostra regione è forse il limite più forte da superare.L'incalzare della globalizzazione si affronta non chiudendosi su se stessi,ma aggredendo i propblemi che essa pone,con soluzioni innovative facendo leva sulle risorse di cui si dispone .E la risorsa più importante è rappresentata dalle persone,cioè dai giovani e dalle loro intelligenze.Dobbiamo promuoverli,consolidando il nostro sistema del'istruzione e la nostra Università,aprendoli all'Europa e al Mediterraneo.Un partito che può dare spazio ai giovani,aprendo anche a loro le liste.Un partito nuovo,non senza volto,senza storia,senza valori;anzi un partito con tanti volti,i volti di tutte quelle persone che porteranno con sè tanti valori che costituiranno un patrimonio straordinario .Promuovere le persone significa anche promuovere il lavoro a tutti i livelli. Oggi ognuno di noi è chiamato a dare il proprio contributo per costruire il pd in contenuti.E' un'occasione che non possiamo perdere.
A concludere il dirigente del Forum Tematico del Tirreno Cosentino Battista Maulicino,il quale ha affermato: questa sera a Cetraro siamo sulla strada giusta.Bisogna qualificare e lasciare lo spazio dovuto ai giovani,non in maniera formale ma far crescere nella concretezza un'idea di partito che dia speranza a queste nostre realtà.Condivido e credo che Giuseppe Maritato rappresenti nella concretezza questa idea di partito.

IL FORUM TEMATICO PD DI CETRARO

venerdì 7 novembre 2008

Massimo D'Alema :Si può aprire una nuova fase politica.

Si può aprire una nuova fase politica.

partecipa a YouDem.

Dopo l'elezione di Obama, la voglia di cambiamento parte dall'America, arriva in Europa, in Italia e si diffonde in tutto il mondo. Quali sono i nuovi scenari e le strategie che ci attendono? Ne ha parlato Massimo D'Alema intervenendo in diretta dagli studi di YouDem.

La vittoria di Obama. Per Massimo D'Alema la grande voglia di cambiamento che arriva dagli Stati Uniti “mai come questa volta si estende in tutto il mondo”. Un evento che tocca le attese, le speranze e gli assetti politici internazionali perché dimostra come fosse davvero “un cambiamento necessario”. “E' stata una vittoria schiacciante del Partito Democratico e non è solo per la forza personale di Obama. Ha vinto l'opposizione a Bush e al fallimento della sua amministrazione che ha portato l'America al centro di una guerra sbagliata, ridotto il suo prestigio internazionale e creato le condizioni della crisi economica mondiale”.

Lo scenario europeo. D'Alema si mostra scettico all'idea che l'attuale Europa governata in prevalenza da forze conservatrici possa rimanere schiacciata dalla vittoria di Obama. “Ci troviamo di fronte al paradosso – ha dichiarato – di uno scambio di ruoli tra l'Europa, culla delle forze riformiste, e gli Stati Uniti, patria della politica neo-liberale. Gli Usa ora si trovano il prima fila per sconfiggere i conflitti e le diseguaglianze e l'Europa in difficoltà e non all'altezza a rispondere alle nuove sfide”. “Il socialismo europeo non viene schiacciato dalla vittoria di Obama. Basta pensare come la vittoria di oggi pone le sue basi nella coalizione di Clinton. Lo testimonia il fatto che parte dello staff di Obama è quello di Clinton. Il dato più importante è che la svolta americana ci pone davanti ad una grande sfida culturale e alla necessità di un ricambio generazionale. Obama è bianco, è nero, è veramente il primo leader globale. Ma pochi hanno posto l'accento che faccia parte di una nuova generazione”.

Dove si colloca il PD in Europa. Per D'Alema “c'è un enorme provincialismo nella politica nell'informazione e nel Paese stesso. Tutto si misura in termini molto ristretti, troppo”. Per l'ex ministro degli Esteri il termine di confronto è mondiale e non limitato a piccoli panorama. “Se la vittoria ci spiazza? Meno male! Si apre una vera sfida al cambiamento. Una sfida di grande respiro che vada oltre i confini del socialismo europeo. Non riesco a pensare a chi avrebbe gioito della vittoria di McCain, forse solo un piccolo gruppo in Italia”. “Il PD è chiamato a parlare il linguaggio del nuovo secolo. Noi abbiamo costruito un partito che è all'avanguardia nel riformismo europeo”.

Medio Oriente. D'Alema ha ricordato come l'amministrazione Bush sia stata l'unica a prendere ufficialmente l'impegno solenne di ratificare un patto di pace tra palestinesi e israeliani entro la fine del suo mandato. Una promessa non mantenuta che si aggiunge alle altre fallimentari imprese in politica estera di Bush. Una catena di crisi continue nel Medio Oriente. “Condivido quanto detto da Madeleine Albright: il problema non è il numero di soldati da mandare. Il problema è cambiare strategia. Non sarà facile per Obama venir via dall'Irak e dall'Afghanistan dove Karzai continua a denunciare gli attacchi sui civili”.
“La chiave di volta – ha continuato - è la situazione israeliano-palestinese che rappresenta la ragione storica del rancore del mondo islamico contro l'Occidente. Non è più un conflitto nazionale, ora è uno scontro religioso. Ha, dunque, un'importanza fondamentale il carattere simbolico di costruire la pace a Gerusalemme, cuore delle religioni monoteiste. Con la pace tra i due storici contendenti, il fondamentalismo perderà una delle sue ragioni della sua esistenza, una delle sue bandiere”.
Le soluzioni per D'Alema sono alla portata di mano. “La pace è scritta e comporta che si rispettino le risoluzioni del Onu. I confini territoriali vanno riportati a quelli stabiliti negli accordi del 1967; Gerusalemme sarà la capitale di due stati; occorrerà impedire che i profughi palestinesi possano tornare in massa a Gerusalemme rompendo gli equilibri ora raggiunti. Ripeto, le condizioni reciproche sono state già scritte. Sarà necessaria anche una presenza militare di sicurezza e aiuti economici di sostegno. Il problema sta nella volontà politica di realizzare tutto questo. Le soluzioni esistono tocca trovare il coraggio politico di applicarle”.

La Russia. Nel clima di felicità che ha avvolto il mondo dopo la svolta americana, stona la politica aggressiva russa, in risposta allo scudo spaziale statunitense in Polonia, di ampliare la propria dotazione missilistica. Per D'Alema “esiste una tensione crescente molto preoccupante. Pesa l'accrescere di un nazionalismo assertivo che ritorna dopo l'epoca di Eltsin. Anche l'atteggiamento americano è sbagliato laddove mina gli equilibri tra le forze europee. Bisogna evitare l'escalation di provocazioni inutili che animano la tensione. Sono ottimista che in America si sta riflettendo su come applicare una politica più efficacie e meno muscolare”.

Salire sul carro dei vincitori. D'Alema non vede eccessiva la trasposizione della vittoria di Obama nel panorama italiano soprattutto per quello che riguarda l'atteggiamento del PD. “È necessario mantenere un buon rapporto con gli Usa, basato sul rispetto reciproco anche davanti ai dissensi. Dà fastidio, invece, il travestirsi in seguaci di Obama nelle ultime ore. Berlusconi che dà consigli fa parte dello spettacolo, triste, di casa nostra. Mi auguro che il governo italiano collabori con gli Stati Uniti di Obama così come noi abbiamo fatto quelli di Bush”. “Il PD è felice per la vittoria di Obama, per la svolta internazionale e per il segnale positivo che ricadrà sull'opinione pubblica europea dove soffiava troppo forte il vento della destra. Noi sosteniamo le stesse idee di Obama, le stesse idee che McCain ha definito socialiste. A partire dalla vittoria, ci sentiamo più forti perché temi come quello della tutela dell'ambiente, del multilateralismo e della pace tornano al centro della politica internazionale.

”La luna di miele di Berlusconi con il Paese si è incrinata soprattutto intorno alla scuola. Il governo sta cercando di correre ai ripari perché ha capito che si è rotto il rapporto con le nuove generazioni. A questo va aggiunto l'inadeguatezza a rispondere in maniera concreta alla crisi economica. Si può aprire una fase politica nuova, per il PD non è solo un'opportunità ma anche una grande responsabilità”.

PD: D'ALEMA, RINNOVARE ANCHE FORZANDO INGRESSO DIRIGENTI PIU' GIOVANI

PD: D'ALEMA, RINNOVARE ANCHE FORZANDO INGRESSO DIRIGENTI PIU' GIOVANI


'Bisogna fare in modo che una nuova generazione possa mettersi alla prova e assumere delle responsabilita' anche importanti. Questo deve essere cura del partito''. Lo dice in un'intervista all'Unita' Massimo D'Alema (Pd) a proposito del rinnovamento della classe dirigente del Pd. ''Anche i partiti di una volta - sottolinea D'Alema - promossero grandi operazione di ricambio. La mia generazione, a un certo punto, e' diventata un pezzo importante del gruppo dirigente del Pci. Un po' perche' aveva avuto un peso reale nel '68, un po' perche' qualcuno, a un certo punto, ha forzato e deciso che fosse cosi'. Berlinguer fece entrare alcuni di noi piu' giovani nella Direzione del partito''. Per l'ex ministro degli Esteri ''nella societa' italiana vi e' una nuova generazione, forze nate negli anni Sessanta che hanno una grande carica vitale. Devono emergere''. ''Noi - conclude - cominciamo ad avere gia', nelle amministrazioni locali a livello regionale e in parte anche nel gruppo dirigente nazionale, personalita' piu' giovani. Accresciamone il peso e la funzione''.

mercoledì 5 novembre 2008

"La vittoria della speranza"

"La vittoria della speranza"

“Se le proiezioni sono vere stanotte la storia ha preso la strada che volevamo che prendesse. Se ha vinto Obama in New Mexico e in Ohio, se vincerà in Florida sarà un risultato storico. Uso i se perché siamo esperti di campagne elettorali ma c’è già un dato impressionante, quello del Senato”.
È elettrica l’atmosfera al tempio di Adriano e Walter Veltroni la trasmette bene. I democratici hanno infatti la maggioranza “vincendo anche dei duelli simbolici, battendo ad esempio Elizabeth Dole, L’America sembra aver preso la strada giusta, questa notte rimarrà nella storia”. Sono le 4 del mattino ma l’attenzione verso gli schermi è altissima perché “se l’America mentre vive la sua crisi più drammatica fa una scelta di tale coraggio è una buona notizia per il mondo intero”. È l’America che “riprende il suo fascino dopo gli anni bui di Bush, comincia una stagione nuova, la vittoria della speranza sulla paura. Berlusconi è stato l’unico a definire, appena 20 giorni fa a Washington, gli anni di Bush come straordinari. E mentre anche John Mc Cain se ne allontava!” . Non manca la stilettata agli esponenti del centrodestra che hanno aperto il sito “pdlperobama”: “Se l’avessimo fatto noi appoggiando Mc Cain cosa sarebbe successo? Titoli sulle spaccatura, editoriali. Mentre loro possono fare qualsiasi cosa! Sei per Obama Gelmini? Allora investi 14 miliardi di dollari nella scuola pubblica!” E’uno dei passaggi più applauditi dell’intera serata, nella notte in cui la memoria corre alle vittorie di Roosevelt e Kennedy e Veltroni può chiudere il suo intervento affermando: “Stasera cambia il mondo, gira la storia e lo dobbiamo al coraggio di un giovane senatore americano e a un grande movimento di popolo”. E quando il vento gira negli Stati Uniti poi gira anche da questa parte.

PARLAMENTO, LARATTA E DE SENA NELLA COMMISSIONE ANTIMAFIA

PARLAMENTO, LARATTA E DE SENA NELLA COMMISSIONE ANTIMAFIA


Sono otto i parlamentari calabresi che faranno parte della Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia, convocati dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, per martedi' 11 novembre alle 15, a Palazzo San Macuto, per la costituzione dell'organismo. I parlamentari calabresi sono i deputati Elio Belcastro, Ida D'Ippolito, Franco Laratta, Angela Napoli e Mario Tassone ed i senatori Luigi De Sena, Antonio Gentile e Luigi Li Gotti. L'on. Franco Laratta(PD), alla sua prima esperienza nella Commissione Antimafia, non appena informato della nomina ha detto: "Ci aspetta un compito grave e difficile. Le mafie sono scatenate, nel Sud potrebbero vincere la guerra contro lo Stato e portare questa parte d'Italia indietro di un secolo. Il Governo nazionale comincia a credere che buona parte del Mezzogiorno non si salva più. Noi siamo convinti che la battaglia si potrà vincere solo se la politica, l'impresa, la società civile del sud stringono un vero e forte 'Patto Antimafia' e investono in una nuova cultura della legalità. Sbattere le porte in faccia ai mafiosi e a tutte le forme di illegatità e corruzione deve essere la parola d'ordine della politica, di destra e di sinistra, di tutti imprenditori, del mondo della cultura, di tutta la società civile. In Calabria, come in altre regioni del sud, c'è troppa omertà, tanta collusione, e molta complicità. se non ci organizziamo subito non ce la faremo più"

PD COSENZA, APERTA LA CAMPAGNA DI TESSERAMENTO

PD COSENZA, APERTA LA CAMPAGNA DI TESSERAMENTO


Il Presidente della Commissione Provinciale di Garanzia, Raffaele Zuccarelli, rende noto che si svolgera' dal 7 al 23 novembre prossimo, la Campagna di Tesseramento e di Adesione al PD nella Provincia di Cosenza. E' quanto e' stato deciso, all'unanimita', nella riunione della Commissione Provinciale di Garanzia, riunitasi lunedi', 3 novembre, nei locali del PD di Corso Telesio, 5, a Cosenza. Entro martedi' 4 novembre, la Commissione Provinciale provvedera' ad integrare le Commissioni locali di Adesione e ad avviare sul territorio la campagna di tesseramento e di adesione. Le sedi e gli orari in cui, presso le Commissioni locali (una ogni comune e quattro nella citta' di Cosenza), sara' possibile ritirare la tessera o iscriversi negli elenchi degli aderenti, saranno rese pubbliche nelle prossime ore sia attraverso i mezzi di informazione che attraverso manifesti affissi in ogni comune.

Proposta politica per una società attiva....per il rilancio di Cetraro

Quale proposta politica per una società attiva?


Riportare la politica ai programmi. Un’indicazione quantomai necessaria vista la prevalenza nello scenario politico italiano dei proclami, delle scenette, delle distinzioni tattiche e dell’angoscia della visibilità. La prevalenza della forma sui contenuti è sempre nefasta, soprattutto quando si dovrebbe scegliere chi governa. Questa fuga dai contenuti sembra essere un motivo di fondo della nostra politica nazionale e certo ha a che vedere con il nervo scoperto del nostro ambiguo bipolarismo: l’estrema frammentazione delle posizioni all’interno dei schieramenti.

Programmi: blocchi sociali o interesse generale?
Riportare la politica ai programmi. Un’indicazione quantomai necessaria vista la prevalenza nello scenario politico italiano dei proclami, delle scenette, delle distinzioni tattiche e dell’angoscia della visibilità. La prevalenza della forma sui contenuti è sempre nefasta, soprattutto quando si dovrebbe scegliere chi governa. Questa fuga dai contenuti sembra essere un motivo di fondo della nostra politica locale.
L’esigenza di ridare centralità ai programmi e alle proposte ha anche a che vedere con un sacrosanto bisogno di chiarezza e di certezza. Da rivolgere in particolare a quella parte del paese che non fa il tifo per uno schieramento in modo fideista o che non vota per partito preso. Per chi non vota semplicemente contro e non ritiene di per sé un buon risultato la sconfitta di uno dei due schieramenti. Per chi vuole davvero vedere se le sintesi tra partiti da una parte, e tra società civile dall’altra, non si basano su una alchimia dettata dall’interesse al potere, ma su una analisi dei problemi e sulla condivisione delle soluzioni, se possibile chiare e semplici, così come sono oggi chiari e semplici i problemi di un paese spaventato dal caro vita e dal calo delle opportunità. Questa realtà senza una proposta politica non è quella di chi annusa l’aria e sale sul carro del vincitore (questi sono semmai i partigiani dell’ultima ora e del dopo elezioni, altra razza ). Si tratta semmai di una componente del nostro corpo sociale interessante e in crescita. Cetraresi seri e attenti, laboriosi e potenziali, determinanti senza necessariamente essere opinion leaders. Gli analisti politici più accreditati ormai da anni ci chiedono di stare molto attenti a questo elettorato mobile. Non necessariamente moderato o instabile, ma la cui scelta ha a che vedere con il senso, nemmeno troppo vago, di ciò che può andar meglio.
In una società articolata e certo complessa è sempre più difficile per partiti e schieramenti individuare blocchi sociali di riferimento. In una economia e in un mercato del lavoro dove si impongono il dinamismo, la capacità di relazione e di comunicare, la costruzione delle reti e la valorizzazione del territorio, da anni assistiamo allo smottamento dei blocchi sociali tradizionali e alla formazione di identità, interessi e bisogni collettivi o individuali su logiche nuove e in parte inedite. Forse non ha più senso parlare di blocchi sociali intendendo come tali persone in carne e ossa e ceti ben identificati, o addirittura organizzati. Anzi, l’analisi dei comportamenti elettorali dei corpi sociali organizzati (quei pochi che il postfordismo non ha disperso), come gli iscritti alle organizzazioni sindacali del lavoro dipendente o agli ordini professionali, mostra come ormai da anni l’appartenenza a una condizione tradizionalmente aggregante, come quella lavorativa, non determini affatto comportamenti elettorali omogenei.
In una stessa persona convivono bisogni complessi, che hanno certo a che vedere con il lavoro e il ceto di provenienza, ma che sempre di più sono condizionati da tutti quei fattori che oggi fanno identità: la famiglia, gli amici, il territorio, le aspettative, la formazione, il consumo culturale. In una società «degli individui», come tale studiata da sociologi come Sennett, Bauman o Castel, forse non ha molto senso cercare l’arca perduta del blocco sociale o del riferimento prevalente che condiziona la scelta di voto (e comunque si deve fare attenzione a considerare il lavoro o il reddito in questo senso molto significativi). Forse ha più senso cercare di dare centralità ai programmi, analizzare i fattori di fondo che creano i bisogni e proporre risposte chiare, ridare significato all’idea e al principio di interesse generale. In una società semplificata e rappresentata, come quella delineata in parte dalla vecchia organizzazione produttiva , è stato forse comodo delineare per le forze politiche di allora gruppi e interessi di riferimento e trovare in questo modo conferma dell’opportunità delle scelte di parte. Questa pratica, comunque semplificatoria, ha di fatto contribuito all’indebolimento di uno dei principi di fondo di una democrazia che funzioni: l’identificazione e il perseguimento dell’interesse generale, che non è la semplice sommatoria degli interessi particolari rappresentati, ma la ricerca dei fattori condivisi che motivano l’idea stessa di cittadinanza e danno significato all’appartenenza a un contesto sociale e politico, alla democrazia.
Oggi ci troviamo di fronte a una economia frammentata, a una società che trova con difficoltà denominatori comuni rispetto ai bisogni individuali, in cui la crisi delle tradizionali forme di rappresentanza è evidente e in cui il rischio della scorciatoia neopopulista e demagogica è sempre presente. Proprio una società articolata e una economia complessa rendono tuttavia i bisogni più trasversali, obbligando il cittadino, se non trova una casta in cui rifugiarsi, a relazionarsi con gli altri. Ritrova così significato concreto l’aspirazione all’interesse generale, dal territorio alla nazione. Si parla in questo caso di «voglia di comunità». Chissà che in questa prevalenza dell’insicurezza non possa allora trovare spazio, nei programmi e nella proposta politica, una rinnovata aspirazione all’interesse generale. Chissà che in un sistema in cui la solitudine dell’individuo di fronte alla difficoltà di poter essere decisore del proprio destino individuale, non possa trovare spazio una politica che ripercorra in forma nuova l’idea di interesse generale. Termine da declinare come concreto interesse del cittadino di accedere a strumenti e servizi in grado di permettere una scelta di vita e di lavoro che sia dettata più dalle aspirazioni e dalle attitudini e meno dai condizionamenti del territorio, della famiglia e del ceto di provenienza.

L’insicurezza e la società inattiva!...
Il fattore insicurezza rappresenta oggi uno dei principali nodi che una politica comprensibile e condivisa è chiamata ad aggredire, dando riferimenti ed evitando quel ripiegarsi nel familismo e nel ceto di provenienza che costituisce oggi uno dei sintomi più evidenti della mancanza di fiducia e che coinvolge soprattutto le nuove generazioni. Creare servizi e strumenti per liberare opportunità, nella logica della competenza e non dell’appartenenza.
Il nostro paese è quello in Europa in cui chi nasce in una certa condizione sociale ha le minori possibilità di migliorare il proprio status. Non a caso Cetraro, nonostante si potrebbero attivare nuovi servizi, resta il paese in cui la scelta del lavoro è più dettata dalle indicazioni fasulle e dal contesto sociale e ha meno a che vedere con un corretto percorso di orientamento, formazione e valorizzazione delle attitudini. Il costo sulla nostra economia, che ha invece bisogno di competenze e dinamismo, di un lavoro per imposizione e non per vocazione è pesante. Come è pesante il condizionamento del capitalismo familiare: meno del 40% delle migliaia di microimprese familiari sopravvive alla seconda generazione. Senza che nessuno pensi a provvedimenti in grado di dare continuità all’impresa (che rappresenta un valore sociale in sé) oltre all’appartenenza familiare, di mettere l’aspirante neo-imprenditore «senza genitore» in condizione di rilevare un’attività a rischio di chiusura. Per salvare gli elementi positivi di un capitalismo familiare che spesso è anche la misura della vitalità di un territorio è forse utile incominciare anche da noi a puntare sulla sana e liberale scelta di distinguere, anche nelle piccole imprese (spesso generatrici di buon reddito finanziario), tra proprietà e gestione. Servono buoni proprietari e buoni manager, e in un’economia dinamica e competitiva spesso non si tratta della stessa persona.
In ogni caso le ragioni per essere insicuri sono forti e ben presenti: Cetraro è tra i paesi Calabresi con il più basso tasso di occupazione. Il paese in cui si lavora meno, almeno in modo regolare. E quello in cui l’economia locale stenta maggiormente a trovare in tempi adeguati le competenze necessarie. Forse una proposta politica comprensibile dovrebbe partire proprio da queste contraddizioni. Solo apparenti, in un paese che è tra gli ultimi posti in calabria per spesa in servizi per il lavoro, in interventi per rendere occupabili le persone, in cui si mantiene un welfare sostanzialmente assistenziale e che eroga prestazioni per categorie e non si sono ancora affrontati gli snodi per passare a un welfare promozionale (che crea lavoro) e reciproco (che crea vantaggi all’economia).
Un inadeguato livello di occupati – soprattutto se in rapporto con il dato della popolazione in età da lavoro – costituisce il sintomo rilevante di una società e una economia in cattiva salute ed è la fonte primaria dei problemi che riguardano il gettito fiscale e l’equilibrio finanziario; la propensione e il livello dei consumi; l’equilibrio della spesa previdenziale e del sistema pensionistico; l’accesso alle opportunità e l’inclusione sociale; la mobilità sociale e la coesione tra i territori; la qualità, la legalità e regolarità del mercato del lavoro.
Buona parte dei temi di fondo del dibattito politico ed economico e delle situazioni di rischio in cui si trova la nostra economia derivano dalla persistenza in questi anni di un numero di occupati in forma regolare mediamente inadeguato e inferiore rispetto al dato europeo. La crescita dei maggiori comuni avvenuta negli scorsi anni in termini di competività e di qualità del welfare (vista come capacità dello Stato sociale di assecondare la creazione di occupazione) si è infatti in generale accompagnata con un corrispondente incremento dell’occupazione sensibilmente maggiore di quanto sia accaduto nello stesso periodo nel nostro paese. Questi ultimi mesi di stagnazione dell’economia europea non hanno certo determinato una inversione di rotta nella creazione di opportunità. La limitata tenuta dell’occupazione al contrario si accompagna alla ripresa degli elementi di crisi del mercato del lavoro, che in Italia,in Calabria e a Cetraro riguardano soprattutto: l’occupazione femminile, il lavoro sommerso, i mercati del lavoro di buona parte delle regioni centro-meridionali e la crescita dei fattori e delle condizioni di precarietà, elemento, questo, dell’organizzazione del lavoro postfordista, non ancora sostenuto e gestito da un organico, condiviso e accessibile sistema di garanzie (ammortizzatori generali, statuto dei lavori ecc).
Il rapporto negativo tra popolazione attiva e occupati costituisce quindi da tempo in Calabria,a Cetraro una componente del nostro mercato del lavoro, che segnala la persistenza di quei fenomeni critici di rilievo che le politiche economiche e di welfare devono saper affrontare con incisività: la persistenza del lavoro sommerso come componente strutturale di parte dell’economia del paese (con gli squilibri in termini di concorrenza e regolarità che questa determina); la crescita del divario tra occupazione femminile e maschile (dato in controtendenza rispetto all’Europa e che segnala la permanenza di un sistema produttivo obsoleto e di inadeguati servizi sociali e alla famiglia); l’inadeguatezza del sistema di servizi per il mercato del lavoro (che si accompagna, specialmente al Sud, con una scarsa qualità dei servizi per l’impiego e una bassa capacità di spesa delle risorse comunitarie destinate all’occupabilità e all’inclusione sociale e all’assenza di una coerente programmazione integrata del lavoro); l’inefficace rapporto tra domanda e offerta di lavoro (alla crescita dei disoccupati corrisponde quasi ovunque la difficoltà delle imprese nel reperire manodopera formata o idonea).
La crescita di un’occupazione regolare, di qualità e più stabile costituisce sicuramente il principale indicatore della competitività dei sistemi produttivi in un sistema che si pone l’obiettivo della crescita sostenibile, dell’inclusione sociale e della promozione delle opportunità. I dati dell’evoluzione e delle tendenze prossime del nostro mercato del lavoro da questo punto di vista smentiscono qualsiasi previsione positiva e rassicurante: così come le riforme attuate in questi anni e la crescita economica non sono riuscite da sole a far venire meno il fatto di fondo di debolezza del nostro mercato del lavoro, il possibile miglioramento dei mercati , qualora intervenga, non sarà in grado da solo di migliorare il nostro mercato del lavoro in termini di maggiore capacità di inclusione sociale. Serve quindi una nuova stagione della programmazione economica e sociale.
Questo mercato del lavoro, nelle attuali condizioni, quando l’economia cresce ragionevolmente tende a includere gli inclusi (per casta, condizione, competenza, territorio o ceto), quando cala, provvede ad aumentare la fascia degli esclusi e le disparità nell’accesso ( per territorio, formazione o ceto di provenienza), stimolando la ricerca del privilegio. Come sta avvenendo in questi anni in molte aree del paese: nelle regioni del Centro-Sud, nelle aree interne e nei quartieri in degrado di molte città aumentano i fattori di esclusione. In questi anni il fattore lavoro resta l’elemento di maggiore distinzione tra Centro-Nord e Centro-Sud e la differente presenza e qualità dei servizi per la formazione e il lavoro contribuisce ad aumentare questo divario. L’intervento sul mercato del lavoro e per un welfare in grado di promuovere opportunità e inclusione costituisce quindi il presupposto per la crescita economica sostenibile: formazione e servizi per il capitale umano come snodo, come punto in cui le esigenze delle imprese si incontrano con le aspirazioni dei cittadini, dei lavoratori e delle nuove generazioni.

Il lavoro si crea: quale intervento pubblico?
Eppure è vero che il lavoro si crea o quantomeno che esistono gli strumenti e le politiche per promuoverlo. Il ruolo delle politiche pubbliche per la promozione del lavoro, anzi dell’occupabilità (la possibilità di stare sul mercato del lavoro) è decisivo: anche nei paesi piccoli in cui la presenza dello Stato nella regolazione dell’economia è meno forte, la programmazione del welfare per il lavoro attraverso i servizi pubblici costituisce un aspetto decisivo della governance. Si tratta di un tema di fondo per ogni competizione elettorale, di grande importanza per un paese che chiede sicurezza e opportunità e un sistema di welfare in grado non solo di assistere, ma anche di integrare, promuovere e di sostenere lo sviluppo.
Orientare le politiche pubbliche verso il lavoro significa per il nostro paese fare scelte precise e ancora non del tutto compiute: per esempio riformare un sistema di sicurezza sociale ancora su base assistenziale e con prestazioni accessibili per categoria in un sistema di promozione sociale basato sulla reciprocità e su prestazioni automatiche. L’Unione europea ci offre in questo senso indicazioni precise e ben definite: chiedendo alla nostra legislazione e alla programmazione delle risorse comunitarie di orientare la spesa verso la creazione di servizi e strumenti per rendere le persone più occupabili, per migliorare le competenze, per consentire la formazione per tutto l’arco della vita, per favorire l’accesso alle opportunità in un percorso di vita che ci porterà più spesso a cambiare lavoro.
Perché oggi quanto mai il lavoro stabile è l’esito non di una contingenza, ma di un percorso fatto di formazione, di orientamento, di valutazione delle attitudini e di incontro con le richieste dell’impresa (matching), mentre il mantenimento al lavoro vuol dire anche formazione continua e aggiornamento delle competenze. Tutto questo ha bisogno di servizi, strumenti e incentivi, soprattutto in un’economia fatta di piccole imprese, e vede un ruolo decisivo per la capacità di programmazione del governo, delle regioni e di quelle autonomie locali alle quali le riforme del decentramento amministrativo hanno giustamente assegnato un fondamentale ruolo di gestione e promozione delle opportunità.
Eppure in questi anni il nostro paese non ha brillato nella capacità di creare occupazione e servizi per il lavoro, nonostante le riforme avviate e le risorse spese. La percentuale di quota della spesa sociale per servizi promozionali e di integrazione nel mercato del lavoro è tra le più basse d’Europa. Resta ancora bassa anche la qualità e la presenza sul territorio dei servizi per l’impiego pubblico e privato, . Ancora peggiore il dato relativo alla capacità di spesa e di progettazione di interventi di politica attiva e l’integrazione tra servizi pubblici e privati.
L’evoluzione dei servizi per il lavoro e degli strumenti per l’occupabilità sta aggravando il divario tra Nord, che cercano lavoratori e si appoggiano su servizi per l’impiego e la formazione dignitosi, e Sud, in cui chi cerca lavoro non può accedere al diritto a decenti servizi di orientamento, di valutazione delle competenze, di preselezione, di formazione. È proprio il Sud dunque il luogo in cui stiamo perdendo la sfida per affermare la libertà di scelta sul lavoro. Non è un caso che siamo rimasti, con la Grecia e il Portogallo, l’unico paese in Europa in cui non esiste per chi cerca lavoro il diritto a una indennità di inserimento al lavoro che sia subordinata alla partecipazione obbligatoria a programmi per migliorare l’occupabilità. Ogni serio tentativo di proposta è ostacolato dal rischio che tutto ciò che si muove per far funzionare in senso europeo il nostro mercato del lavoro e che afferma il diritto ai servizi porti a una deriva assistenzialista.
La legislazione del mercato del lavoro non riesce quindi a coordinarsi con la programmazione delle risorse: in questo modo si stanno perdendo opportunità e non si riesce a cogliere l’occasione di una riforma complessiva del welfare e del mercato del lavoro in grado di aiutare lo sviluppo creando le condizioni per servizi per il lavoro accessibili per diritto e presenti sul territorio in modo capillare.
Così come una programmazione territoriale è allo stesso tempo figlia della sintesi politica e di una visione condivisa dello sviluppo locale.
Per creare lavoro regolare mancano ancora strumenti e servizi. Manca una indennità di disoccupazione generale, automatica e non contrattata a cui collegare la partecipazione obbligatoria a programmi pubblici per l’inserimento al lavoro. Manca una revisione della spesa sociale che preveda il finanziamento di un welfare orientato allo sviluppo e alla promozione delle opportunità, integrando nel mercato del lavoro chi ne è fuori o rischia di uscirne. Mancano servizi e strumenti che aiutino le regioni e le province a programmare la spesa sociale con efficacia, a creare servizi che funzionino, a mettere in rete il lavoro e le opportunità formative, a creare sinergie tra i soggetti pubblici e privati. Eppure ogni euro erogato dall’Europa per creare sviluppo e lavoro e non speso o speso male costituisce una responsabilità su cui misurare la capacità dei nostri amministratori pubblici. Su cui valutare l’attendibilità dei programmi e dei proclami elettorali.
Se proviamo a dare centralità ai contenuti, ecco che le riforme del lavoro e dello Stato sociale, mancate o realizzate, ci offrono grandi spunti. Per ora sappiamo che su questi aspetti, decisivi per le scelte elettorali, bisogna impegnarsi.

ASSEMBLEA FORUM TEMATICO PD CETRARO

“FORUM TEMATICO PD CETRARO”
“RINASCITA DEI TERRITORI”
“LAVORO, SVILUPPO, LEGALITA’ “

INVITO

SABATO 08/11/2008
ORE 18.00
SEDE PD “G.LOSARDO”

ASSEMBLEA FORUM TEMATICO PD CETRARO CON LA SEGUENTE DISCUSSIONE:

-PROPOSTA POLITICA PER IL RILANCIO DI CETRARO

-SCELTA DEL CANDIDATO SEGRETARIO DEL LOCALE CIRCOLO PD DI CETRARO

IL FORUM TEMATICO PD CETRARO

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