lunedì 29 settembre 2008

ALITALIA, VELTRONI: HO RECUPERATO UNA TRATTATIVA MORTA

ALITALIA, VELTRONI: HO RECUPERATO UNA TRATTATIVA MORTA


Walter Veltroni torna sulla vicenda Alitalia e rivendica il ruolo avuto nella conclusione della trattativa, confermando il giudizio pessimo su come il governo ha gestito la questione. In una intervista al Corriere della sera spiega che Epifani e Colanino "hanno trovato l'accordo" in casa sua. "Io ho un giudizio pessimo di come il governo ha gestito la vicenda, compresa la scelta di una cordata non si sa in base a quali principi. Avrei potuto lasciare che il governo andasse a sbattere e ne pagasse le conseguenze - prosegue il leader del Pd - ho fatto una scelta diversa, recuperando una trattativa che era morta, con la cordata che dopo aver scaricato i debiti sui contribuenti intendeva scaricare sui lavoratori ulteriori margini di profitto. In un Paese civile, il capo del governo in questi casi dà atto al capo dell'opposizione. Costa tanto fare questo sforzo?. Ma lui vive nel terrore della comunicazione, improvvisa uno spot a freddo contro di me, si inventa che avrei fatto saltare la trattativa che invece stavo riannodando". Quanto al fatto che il ministro ombra del Pd, Matteo Colaninno, sia figlio del capo della cordata Cai, Veltroni sottolinea di essere stanco "dell'assenza di una coscienza critica che ignora la trave e si concentra sulla pagliuzza. Il premier è padrone di mezzo Paese, sua figlia entra nel consiglio di Mediobanca, e il conflitto di interessi è quello di Matteo Colaninno? Se in passato l'egemonia della sinistra ha asfissiato la destra, ora l'egemonia della destra asfissia il Paese". Veltroni non manca di manifestare preoccupazione anche per 'indipendenza dei giornali. "E' giusto - si chiede - che il governo cambi con un provvedimento amministrativo le regole di erogazione dei fondi pubblici ai quotidiani, riportandolo sotto il suo controllo? E' giusto che in questo clima asfissiante chiudano il Manifesto, il Secolo, Liberazione, Europa?". Quanto alla Rai, Veltroni ribadisce che il presidente è "un tassello di un percorso. Che deve cominciare con l'elezione di Orlando alla Vigilanza". Poi occorre riformare la governance. "Se le regole non cambiano, e se c'è il consenso sul nome di Petruccioli, per noi va bene,. Ma è la destra a essere divisa: tra chi vuole alla direzione generale Parisi e chi vuole Gorla, tra chi vuole dare al direttore generale più poteri e chi no. Io non mi opporrei a rafforzarlo, se questo significa ridimensionare il peso dei partiti in Rai".

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